Politica 

No green pass, 17º corteo sotto il diluvio. Ormai è movimento politico iperpopulista a tutti gli effetti

Un movimento con una piattaforma che spazia nei temi cari al qualunquismo, dal lavoro ai rincari, dalle divisioni sociali al consueto ritornello contro i media caro al populismo che cerca, come sempre, di delegittimare i media per sostituirsi e imporre i propri slogan senza contraddittorio. Una strategia già vista agli albori del M5S

Che le varie anime dei no-vax no green pass puntassero ad entrare in politica non era difficile capirlo. C’è chi lo fa a spallate, come a Roma quando è stata assaltata la sede della Cgil, assimilandosi al populismo di destra parlamentare ed extraparlamentare, e chi lo fa in maniera meno violenta, ma forse più penetrante, utilizzando social e messaggierie e sparando slogan in parte vecchi di decenni, tanto che si possono far risalire al “Fronte dell’Uomo Qualunque” di Guglielmo Giannini, ma adattati ai tempi e facile esca per una popolazione che sta passando il periodo più brutto dopo la seconda guerra mondiale.

Per raggiungere lo scopo, gli iperpopulisti non si fanno scrupoli a danneggiare le aziende del centro e a limitare, con le loro manifestazioni, la libertà degli altri cittadini di fare due passi in centro il sabato. Quello di oggi è il diciassettesimo corteo.

Dopo la mistificazione dell’adesione dei portuali e di altre categorie (fatte “apparire” con striscioni che a queste facevano riferimento, ma senza un reale coinvolgimento), sono spuntati oggi i volantini ben impaginati, con una grafica precisa, a imitazione dei “santini” della politica. Dentro ci sono gli slogan dell'”Uomo Qualunque” 2.0. Non mancano la chat telegram e il QR code. L’obiettivo è chiaramente quello di captare adepti, futuri elettori. E intanto i commercianti del centro hanno perso un’altra mezza giornata di lavoro.

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