Oggi a Genova 

Movida, stasera assemblea dei cittadini. Bucci: «Posti di blocco per chiedere i documenti all’ingresso dei vicoli»

Alla “Colazione col sindaco”, stamattina, ha parlato Giancarlo Bertini per i cittadini di “Assest” e “Vivere il centro storico”, anticipando la richiesta: la chiusura dei locali alle 23:30. Bucci ha ribadito la sua contrarietà e ha puntato su controlli all’ingresso dei carruggi interessati e sull’educativa di strada, finalmente cominciata per mezzo di associazioni del terzo settore. Fondi a disposizione dei cittadini per finestre anti rumore. Si continuerà a perseguire i locali che creano problemi senza danneggiare quelli che non creano problemi

Per le associazioni dei cittadini ha parlato Giancarlo Bertini che ha detto che la situazione «Peggiora continuamente».

«Pur essendoci la proibizione di bere in strada dopo la mezzanotte – ha detto Bertini -. Nessuno la rispetta. Sono anni che il problema non viene risolto. Questa sera ci sarà un’assemblea dei cittadini alle 21 a Santa Maria di Castello, alle 21. Chiederemo presidi fissi per far rispettare le ordinanze e la chiusura dei locali alle 23:30 perché è impossibile vivere in questa zona. C’è chi suona i tamburi fino alle 4 del mattino, alcune piazze diventano discoteca fino alle 4 del mattino. È un problema di salute per i cittadini e per i giovani che si stordiscono di alcol».

«Sono d’accordo al 100% su quelli che ha detto – ha risposto Bucci -.. Abbiamo fatto un’indagine in città italiane e straniere: c’è un problema grosso dei giovani che, dopo che hanno trascorso 18 mesi in casa, è scoppiato maggio e giugno: vogliono liberarsi di ogni legame. Non si può andare oltre i limiti. Ci sono due punti chiave. Il primo: i cittadini hanno diritto ad avere silenzio da mezzanotte alle 6. In quanto amministrazione siamo colpevoli per non essere riusciti a garantirlo, ma non si può dire che non ci abbiamo provato, si può dire che non siamo stati efficaci. Non d’accordo sulla chiusura per tutti alle 23:30. Ci deve essere per cittadini e turisti la possibilità di entrare in un esercizio pubblico anche oltre la mezzanotte. Questa possibilità, però, non deve andare a ledere diritto dei residenti di poter dormire 6 ore. Fino ad ora abbiamo imposto il divieto di consumare fuori dalla mezzanotte, il che vuole dire divieto di fare chiasso fuori. Sono state fatte molte sanzioni. Abbiamo chiuso 7 locali, ma il Tar ce ne ha fatti riaprire 5. Non voglio discutere di questo, i gestori hanno fatto valere i loro diritti. Troveremo il modo. Vorrei la collaborazione dei cittadini di identificare i locali che creano problemi per colpire loro anziché fare una misura generale che pagano tutti. Ci sono locali che lavorano bene. Chiudere tutti è un sconfitta di civiltà. Sono d’accordo che tutti quelli che sgarrano devono essere colpiti. Parlo quasi quotidianamente con Prefetto e Questore. Sto pensando a posti di blocco che controllino i documenti a chi entra nella zona della movida».

«Sicuramente ci sono locali di buona e ottima qualità e altri di ordine infimo – ha precisato Bertini -, ma il rumore lo fanno gli avventori, non i locali. Ci sono 15 mila persone, alcune con radio e tamburi, che continuano a fare chiasso anche dopo la chiusura dei locali, che orinano ovunque. C’è una concentrazione di persone tale che basta che parlino e non si dorme più. Bisogna riuscire a delocalizzare la movida».

«Stiamo cercare di creare altri punti di aggregazione in zone della città dove la gente non vive – ha annunciato Bucci -, anche se sappiamo che la movida non si potrà delocalizzare completamente. Non sarebbe nemmeno giusto. Abbiamo fatto partire anche l’educativa di strada, ci cui si occupano le associazioni del terzo settore che portano in strada persone che vanno a parlare con i giovani per offrire un altro tipo di fine settimana. Sono cose di non immediato risultato, ma se non cominciamo non riusciremo mai». Questi sono due punti senza dubbio di valore che daranno risultati a medio-lungo termine, come la ripresa delle iniziative nelle scuole, interrotte per il Covid. Il problema è trovare un sistema per interrompere al momento i disagi più gravi che non dipendono solo dia locali. Serve un impegno concreto di tutte le forze dell’ordine oltre alla polizia locale.

«Siamo disposti a finanziare finestre anti rumore, esiste già una misura» ha aggiunto Bucci. Bertini ha ribadito che esiste una legge che impedisce di fare baccano di notte e che i cittadini non intendono «spendere per permettere a un cretino di suonare il tamburo alle 4 di notte».

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