La Polizia postale scopre a Genova studente venditore di green pass falsi

Il giovane era diventato il referente italiano di un gruppo di hacker russi specializzati nei certificati contraffatti. Gli investigatori della “Postale” di Genova sono riusciti a risalire alla sua identità.

Il commercio illecito di certificati fasulli avveniva tramite chat Telegram dove lo studente gestiva i contatti e richiedeva i pagamenti.

Attraverso le chat si legge che il prezzo dei green pass fasulli è passato da 100 a 150 euro e che erano previsti sconti per acquisti multipli: 300 euro per 4 green pass, 500 per 6.

I clienti chiedevano l’emissione in tempi stretti, tanto da accedere allo stadio il giorno successivo senza fare il tampone.

I pagamenti erano accettati con PayPal, carta di credito e altre 82 opzioni anche in cryptovalute e buoni Amazon.

Lo studente assicurava: «Siamo gli unici che forniscono davvero il servizio. La maggior parte di ciò che puoi trovare su internet in questo momento è una truffa». Quindi chiedeva la tessera sanitaria dei “clienti” per produrre il certificato assicurando che i dati dell’acquirente non sarebbero stati usati in altro modo o venduti e che non sarebbero stati raccolti dati sanitari.

Il video comparso questa mattina sull’account Twitter della Polizia

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