Ddl Zan affossato, anche da Genova si prepara una grande manifestazione nazionale di protesta

Liguria Rainbow: «Ci stiamo organizzando per una manifestazione nazionale al fine di esprimere la nostra rabbia e delusione, ma anche di trovare insieme nuovi obiettivi»

«Ieri, mercoledì 27 ottobre, è scattata la tagliola sul DDL Zan, in un fuoco incrociato. Il voto al Senato è stato inequivocabile: il testo uscito dalla Camera, già lungamente discusso e modificato fino a ridursi al minimo sindacale, è stato affossato – dicono a Liguria Rainbow -. Il nome del meccanismo parlamentare richiesto dalle destre per evitare il voto degli articoli dice già tutto sul carattere violento e infingardo della strategia di chi una legge a tutela delle persone LGBTI+ non l’ha mai voluta; anzi, addirittura applaude e grida di soddisfazione. Tutto ciò mentre gli “amici”, nascosti nel sottobosco parlamentare, già starnazzano dalle pagine social sulle colpe altrui, senza la dignità di assumersi almeno la propria responsabilità. Ma noi non siamo in una tagliola: siamo una moltitudine in marcia, sentiamo la puzza dei nuovi fascismi, le tentazioni liberticide e fondamentaliste di chi pensa appartenga alle opinioni il diritto di discriminare, insultare, emarginare e prevaricare chi è altro/a/* da sé. Non ci sono tagliole possibili perché siamo già il sassolino nell’ingranaggio, una mutazione che non può essere arrestata, un galoppo che non può essere fermato da una subdola trappola. Il lavoro fatto sulla legge Zan ci ha ancora più arricchito e avvicinato. Ci stiamo organizzando per una manifestazione nazionale al fine di esprimere la nostra rabbia e delusione, ma anche di trovare insieme nuovi obiettivi»

Il commento di Arcigay

«I numeri della votazione con cui il Senato ha affossato questa mattina il testo Zan contro l’omotransfobia sono inesorabili: la nostra classe politica è in larga maggioranza omofoba»: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: «Il margine con cui la maggioranza del Senato si è espressa, va ben oltre i confini delle destre, dei finti liberali di Forza Italia o dei cinici arrampicatori di Italia Viva. Ci sono responsabilità anche all’interno delle forze politiche in cui militano i parlamentari primi firmatari del testo. Insomma: c’è una responsabilità diffusa della politica, che ne esce fotografata in maniera implacabile. Questo Parlamento non è stato all’altezza delle sfide di questo tempo, l’argine all’omotransfobia continuerà a porlo il Paese, le reti informali, le associazioni, tutte le persone di buona volontà. Non lo Stato, che ancora una volta si gira dall’altra parte. Ringraziamo coloro i quali si sono battuti, a tutti gli altri consegniamo la nostra vergogna», conclude.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: