“Big John” è ufficialmente lo scheletro di Triceratopo più grande del mondo. Ed è anche un po’ genovese

Stimato tra 1.200.000 e 1.500.000 euro, questo esemplare eccezionale è al centro dell’asta Naturalia organizzata da Alexandre Giquello a Drouot, sotto la perizia di Iacopo Briano della galleria d’arte “Stupendo” di vico Casana. Questa vendita, che riunisce ogni anno le curiosità naturali più impressionanti ed estetiche, ha già visto offerte milionarie per dinosauri fossilizzati: due allosauri venduti per 1,4 milioni di euro (2018) e 3 milioni di euro (2020) e un diplocodus venduto per 1,4 milioni di euro (2018)

“Big John”, Triceratops horridus – 66 milioni di anni Lunghezza totale dello scheletro montato: 7,15 m Altezza : 2,7 m Cranio: L. 2,62 m – L. 2 m Stima: 1.200,000 € – 1.500.000 €


Il 13 ottobre si celebra negli Stati Uniti il National Fossil Day, questa data segnerà anche l’entrata di Big John nel Guinness World Records® come il più grande scheletro di triceratopo conosciuto. Questo dinosauro straordinario, di oltre 66 milioni di anni, sarà esposto al pubblico a Drouot (Parigi) dal 18 al 20 ottobre, prima di essere venduto all’asta da Alexandre Giquello il 21 ottobre 2021, con la collaborazione di Iacopo Briano, esperto in paleontologia e storia naturale. La stima per questo raro fossile è tra 1,2 e 1,5 milioni di euro.

Lo scheletro fossilizzato e montato di Big John è lungo 7,15 m dal muso alla punta della coda, con i fianchi che si alzano di 2,7 m da terra. Il cranio dell’animale è largo 2 m e lungo 2,62 m. Uno studio comparativo condotto dall’Università di Bologna attesta le dimensioni eccezionali di questo cranio, dal 5 al 10% più grande dei più di 40 crani di triceratopo descritti finora dalla comunità scientifica.

Poiché la scoperta di uno scheletro completo è estremamente rara, la dimensione del cranio è un riferimento per gli scienziati per valutare la dimensione complessiva di uno scheletro di ceratopside – la famiglia di dinosauri a cui Triceratops appartiene. Big John è quindi il più grande Triceratops horridus registrato scientificamente fino ad oggi.
Alexandre Giquello ed io siamo molto onorati di essere stati contattati dal Guinness World Records® per includere Big John nei record mondiali catalogati da questa leggendaria organizzazione. Questo annuncio sottolinea l’unicità di questo esemplare e il lavoro scientifico svolto sin dalla sua scoperta nel 2014.

Il cranio di Big John è composto per il 75% da ossa originali, con il 60% dello scheletro completo. Una lacerazione sul suo colletto è probabilmente il risultato di un colpo di corno di un altro animale, ricevuto durante una lotta per difendere il territorio o un corteggiamento. Le lunghe corna caratteristiche della specie – due lunghe corna frontali e una più piccola nasale – lo rendono uno dei dinosauri più straordinari. Le corna sopra gli occhi di Big John sono lunghe 1,1 m e larghe oltre 30 cm alla base, ciascuna in grado di sopportare una pressione di 16 tonnellate.
Nel maggio 2014, lo scheletro di Big John è stato scoperto dal geologo Walter Stein, con lo scavo completato nell’agosto 2015. Nell’ottobre 2020, le ossa, ancora avvolte nella roccia, sono arrivate a Trieste, nel laboratorio Zoic. Specializzato nel restauro di esemplari preistorici fin dalla sua creazione quarant’anni fa da parte di Flavio Bacchia, questo laboratorio di riferimento ha già dato nuova vita a due dei più importanti Triceratopi scoperti e ora esposti in musei internazionali: Cliff, al Boston Museum of Science, e il suo “cugino” al Gwacheon National Science Museum in Corea del Sud. Ancora una volta, il team di geologi e preparatori ha speso migliaia di ore di lavoro minuzioso per estrarre, pulire, restaurare e catalogare ogni osso fossile per ricostruire lo scheletro dell’animale.

Big John visse nel tardo Cretaceo – l’ultima era dei dinosauri – in Laramidia, un continente insulare che si estendeva dall’attuale Alaska al Messico. È morto nella Formazione di Hell Creek (Sud Dakota, USA), un’antica pianura alluvionale che ha permesso di conservare il suo scheletro sino ai giorni nostri.

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