No green pass: a Genova annunciano la costituzione in associazione, a Roma tirano bombe carta

Leader di Forza Nuova e militanti di CasaPound guidano la protesta violenta nella capitale. Assaltata la sede della Cgil che domani, domenica, apre le sedi di Genova e Chiavari. Solidarietà da Cisl e Uil liguri. Blocchi stradali e tentativo di invadere i binari a Milano. A Genova, dove la manifestazione in piazza della Vittoria è stata propagandata nei giorni scorsi nei quartieri anche da auto con a bordo attivisti col megafono, è stata annunciata la costituzione di un’associazione davanti a circa 200 manifestanti. L’analisi di un movimento variegato, per molti versi simile a QAnon, in cui diverse istanze politiche, metodi e approcci avrebbero in comune il desiderio di arrivare a poltrone amministrative e politiche. I primi eletti di un movimento no vax-no green pass ci sono già stati, alle Comunali della settimana scorsa

V come violenza

Dopo un tamtam durato giorni sui vari canali telegram dei no vax-no green pass, a Roma non ci sono state solo le solite bufale sui vaccini e sull’andamento della pandemia gridate a squarciagola, miste ad insulti e minacce all’indirizzo di medici, giornalisti e politici.

La brutta copia dell’assalto al Campidoglio Usa

È stato un attacco ai blindati della polizia, è stato lancio di bombe carta e un assalto alla sede della Cgil tanto simile, a vedere le immagini di gente con la bandiera e le spranghe in mano, in parte vestita di nero e in parte in mimetica, all’arrembaggio degli ultras trumpiani al Campidoglio statunitense: porte sfondate, telecamere divelte. Gli slogan e il modus operandi del movimento, in fondo, sono sovrapponibili a quelli dei trumpiani contro la minaccia del tutto inventata del Nuovo Ordine Mondiale, qui presentato come alleanza tra politica e sanità e fiancheggiato dei media. I manifestanti, a Roma, hanno tentato di avvicinarsi ai palazzi del potere, ma le forze dell’Ordine hanno fatto barriera.

È un déjà vu di QAnon, con tanto di complottismo disinformato o volontariamente instillato nell’opinione pubblica per dragare chi abbocca e farne esercito, quell’esercito che l’ultradestra non è riuscito a compattare coi forconi prima e con i gilet gialli copiati dalla Francia dopo e che ora prova a metter su approfittando della pandemia. Anche i canali sono gli stessi: i social e le chat. Tanti utenti social no vax e diversi canali Telegram si riconoscono sotto il simbolo della doppia W rossa, inscritta dentro un cerchio rosso, due V che si sfiorano e hanno le punte che escono dal cerchio, proprio come QAnon. Negli Usa, dopo un ciclo di governo di Trump, la formula non ha funzionato. Oggi il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha parlato apertamente di «inquietante carica eversiva» e di «intollerabili atti di violenza anche contro sedi delle istituzioni». In tanti parlano senza mezzi termini di squadrismo e violenti attacchi fascisti e della necessità di disciogliere i partiti fascisti come previsto dalla Costituzione. L’Italia saprà reagire con decisione come hanno fatto gli Usa, togliendo l’agibilità politica alle violenze come alle bufale (nel nostro caso sanitarie e giuridiche)?

I sindacati

«La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata da Forza Nuova e dal movimento no vax. Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte» ha scritto la Cgil nazionale su Twitter dopo che i manifestanti hanno assaltato la sede del sindacato. Ma nel mirino non c’è solo la Cgil, c’è l’intera Triplice che pure sta cercando di mediare sulla questione green pass mantenendo responsabilmente l’attenzione sia sul lavoro sia sulla salute pubblica in un delicato equilibrio che scarica sul mondo del lavoro e sui sindacati la mancata decisione del Governo di imporre l’obbligatorietà del vaccino.

Alcuni sindacati autonomi, invece, approfittano della situazione per fare proseliti a man bassa e si investono del ruolo di fiancheggiatori del movimento no vax e no covid pass. Altri sindacati autonomi, che si sono accorti solo in zona Cesarini che la protesta per una miriade di problemi di carattere sindacale veniva strumentalizzata per essere trasformata in una semplice protesta no green pass/no vax, hanno sentito la necessità di precisare le loro posizioni a un paio di giorni dallo sciopero generale di lunedì.
I leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e PierPaolo Bombardieri, al grido di “Mai più fascismi”, hanno organizzato per il 16 ottobre a Roma una «grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia». Spiegano che «L’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge. È il momento di affermare e realizzare i principi e i valori della nostra Costituzione. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza sabato prossimo».

La regia politica di estrema destra

La situazione è complessa e composita, più pericolosa di quanto sembri e non solo per la violenza esplosa in piazza oggi, ma anche per l’utilizzo da parte degli ideologi del movimento delle circostanze legate al Covid per fomentare la protesta e forgiare l’opinione pubblica a loro favore in un movimento che cerca di non sembrare politico, ma invece lo è a tutto tondo. Una marea di persone impaurite (marea in piazza, ma pur sempre una piccola, rumorosa, parte della popolazione) viene trascinata alla battaglia da una regia che sa tanto di politica di estrema destra, ma ha raccolto in alcune città anche sostenitori nell’estrema sinistra e nella galassia pentastellata del big bang M5S. Che la regia sia politica e non “di popolo” emerge con forza negli scontri di Roma, guidati dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore e da quello romano del movimento di ultradestra Giuliano Castellino. Castellino, nel 2019 è stato condannato in primo grado per l’aggressione a due giornalisti de L’Espresso, sei anni fa venne accusato di spaccio, ma il giudice stabilì che la cocaina trovata nel suo motorino fosse per uso personale. È sottoposto a sorveglianza speciale dopo essersi reso protagonista nel mese di ottobre 2020 della “reiterata violazione delle norme anti-Covid nonché di condotte di pubblica istigazione alla contravvenzione delle stesse”. Il 13 settembre era stato anche colpito da Daspo dallo stadio per 5 anni. Per il tribunale della capitale è “un soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica” responsabile dell’organizzazione di “forme di protesta destinate a sfociare in scontri con le Forze dell’Ordine, in quanto, non solo attuate mediante iniziative non autorizzate, ma deliberatamente tese ad elevare il livello di conflittualità sociale con modalità che includono il programmato scontro fisico con gli appartenenti alle Forze dell’ordine, con danneggiamento o occupazioni di edifici, con cori offensivi e atteggiamenti provocatori e di plateale sfida sfrontata adottati, così da suscitare l’emulazione, nei confronti di appartenenti alle Forze dell’Ordine comandati a tutela della sicurezza dei cittadini e perciò in servizio di Ordine Pubblico“. Avendo violato la sorveglianza speciale la sua presenza e il suo comportamento alla manifestazione odierno è al vaglio della Digos romana.

Forze di Polizia accarezzate a parole, aggredite con violenza nei fatti

Oggi a Roma il corteo non autorizzato di diverse migliaia di persone è diventato guerriglia: fumogeni, assalti ai blindati, tafferugli, lancio di bombe carta a cui le Divise hanno risposto con i lacrimogeni, manifestanti dispersi con gli idranti, forze di polizia ferite negli scontri. Quelle forze dell’Ordine che l’ultradestra accarezza a parole ma non si fa scrupoli a colpire. Quattro gli arrestati, ma altri potrebbero essere denunciati o arrestati. In tutto questo, gruppi di persone trascinate da tutta Italia nella bolgia, che credevano di andare a partecipare a una manifestazione di dissenso pacifica, hanno urlato ai violenti di smetterla e di proseguire in un corteo pacifico. Lo scopo, purtroppo, non era quello. In tanti si sono accorti soltanto una volta in mezzo ai tafferugli che si erano gettati in qualcosa di ben diverso da quello che credevano.

A Milano sono stati 5mila i partecipanti a una manifestazione che, al contrario di quella di Roma, è sembrata senza guida e ha vagato per il centro cambiando più volte direzione come se non avesse una meta. In tilt il traffico e il servizio di trasporto pubblico di superficie. I manifestanti hanno cercato di andare a bloccare i binari ferroviari, ma le forze dell’ordine lo hanno evitato nonostante un gruppo di facinorosi abbia tentato di forzare lo schieramento in assetto anti sommossa.

A Genova si è costituita un’associazione

A Genova un gruppo di circa 200 manifestanti (la chiamata dall’auto in giro per i quartieri non sembra aver fatto molta presa sui nostri concittadini) si è radunato in piazza della Vittoria dove i leader del movimento hanno annunciato che si è costituita una vera e propria associazione. Da qui al partito politico il passo è brevissimo. Si è parlato di “mobilitazione dal basso aperta a tutte le persone di buona volontà”, uno slogan che ha più assonanza con la sinistra che con la destra. Metodi ben distanti dalla violenza romana, ma pur sempre un modo, anche se diverso, di compattare i consensi politici conquistando anche i no vax-no covid pass pacifici e allergici agli slogan romani che puzzavano, come le azioni, di fascismo. Anche qui, però, i partecipanti erano assembrati senza mascherina e anche qui è sventolata qualche bandiera tricolore, a Roma simbolo violentato e usato come vessillo di guerra dai più aggressivi.

L’ultima chance di un populismo sul viale del tramonto

In fin dei conti, non è una novità che i leader dei movimenti di protesta arrivino a intraprendere carriere politiche. La Lega ha cominciato così tanti anni fa, coi manifesti contro “Roma ladrona”. il M5S è partito coi “Vaffa Day”. Alle ultime elezioni comunali, a Trieste, il candidato del Movimento 3 V Ugo Rossi, ha ottenuto un seggio in Consiglio comunale. Anche a Rimini, Matteo Angelini ha superato la soglia di sbarramento. In entrambi i casi, i candidati no vax e no green pass hanno raccolto più voti degli sfidanti del Movimento 5 Stelle. Il populismo potrebbe non essere moribondo a destra e a sinistra, come sembrerebbe dagli ultimi risultati elettorali, potrebbe solo cambiare volto. Sul viale del tramonto potrebbe imboccare la strada no vax, peraltro già intrapresa da alcuni eletti liguri a destra e a sinistra.

La Cgil genovese

«Quello che è successo oggi a Roma riporta la memoria a quanto già accaduto nel nostro Paese e che si sperava di non dover vedere mai più – dicono alla Camera del Lavoro Metropolitana di Genova -. La Cgil è un presidio democratico e proprio per questo motivo è stata messa nel mirino dalle squadre fasciste, ma anche
questa volta saprà reagire con fermezza forte dei propri valori e dei principi che si ispirano e traggono forza da quelli contenuti nella nostra Costituzione. Domani (domenica 10 ottobre n. d. r.) le sedi della Cgil saranno aperte e così
anche via San Giovanni d’Acri dove alle 10 si svolgerà un presidio e la sede di Chiavari in Corso Garibaldi».

Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria

«La Cisl della Liguria esprime solidarietà alla Cgil la cui sede romana è stata assaltata e devastata dai no green pass. La violenza è inaccettabile, sempre. Le violenze verbali contro il governo e diverse categorie di lavoratori (dai giornalisti ai medici fino alle forze di Polizia), le minacce, la commistione con l’ideologia fascista che strumentalizza le preoccupazioni di parte della popolazione devono essere condannate con forza da tutti i soggetti politici e sindacali, indipendentemente dalle sigle e dalla parte politica di appartenenza. Chi dà ospitalità nelle proprie fila ai facinorosi deve essere messo all’angolo da tutti. Un conto è il diritto di opinione, altro conto sono l’insulto e la brutalità delle azioni di queste ore».

Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria

«Le notizie che arrivano da Roma rispetto all’attacco squadrista contro la sede della Cgil, da sempre presidio democratico insieme a Uil e Cisl, è da condannare e respingere senza alcun indugio. Solidarietà alla Cgil e alle forze dell’ordine sul territorio nazionale e in Liguria. Non ci faremo intimidire da quelle forze oscure e fasciste che si mescolano a coloro che decidono di manifestare pacificamente la propria idea anche quando è diversa dalla nostra. Il sindacato incarna, oggi come ieri, l’impegno per garantire nel nostro Paese il rispetto della democrazia: in ogni luogo di lavoro, in ogni piazza. Continueremo a manifestare a testa alta le nostre opinioni per il rispetto della legalità e dell’interesse collettivo, qui a Genova, in Liguria, in tutta Italia».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: