Scompare Maurizio Tavella: il rugby, la buona tavola, il vino di qualità, l’anima del centro storico

Qualcuno, avendolo conosciuto quando gestiva il “Capitan Baliano” lo chiamava l'”Ammiraglio”, i più lo conoscevano come “l’Anziano” da quando i suoi capelli non erano ancora bianchi. Addio al sommelier, all’appassionato ed ex giocatore di rugby, al cacciatore di cinghiali, all’uomo ruvido dal grande cuore, al polemista, all’anfitrione del “Mangiabuono” dove, terminato il servizio, la sera si incontravano, a serranda abbassata e davanti a un bicchiere di gin tonic o di vino di qualità, personaggi dello spettacolo, della cultura, del teatro, del giornalismo e dello sport

Aggiornamento: Maurizio resta oggi, 29 settembre, alle camere mortuarie di San Martino fino alle 19.
«Domani, giovedì 30 settembre, ci troviamo alle 11:00 al Tempio laico di Staglieno per un saluto. Chi ha piacere potrà condividere qualche parola di ricordo o portare una bottiglia di vino buono, come avrebbe fatto piacere a lui» dice la figlia Cleo.

«Un mio amico scrive che ha dei dubbi sul farsi cremare o seppellire quando verrà la sua ora. Ho già lasciato detto che dubbi non ne ho, voglio essere imbottigliato in un magnum da Barolo». Così Maurizio scriveva, qualche anno fa, sulla sua pagina Facebook. E sull’etichetta, scherzava, ci doveva essere scritto «Ve l’avevo detto».

Maurizio, “signorino” (così amava definirsi), lascia le figlie Clea e Veronica e la sorella Marina, che sta ai fornelli del Mangiabuono, il locale di via San Bernardo che Maurizio ha voluto con gli azuleios e il bancone a cui, sugli sgabelli, tanti tiratardi hanno passato serata e poi la nottata, a serranda abbassata, chiacchierando variabilmente di facezie o del senso della vita anche a seconda della quantità di alcol degustata. Imbattibile giocatore di tocchi, grande sommelier, gestore di ristoranti di successo dove i prezzi erano né troppo alti né troppo bassi, nell’equilibrio perfetto tra costi e qualità, Maurizio era una delle anime vere del centro storico, dove abitava in un palazzo dei Rolli ormai diviso in appartamenti.

Tra i suoi amici, che oggi lo piangono, Vincenzo Ieracitano, il medico del rugby, e Luca Bizzarri, attore e presidente di Palazzo Ducale.

Nella foto in bianco e nero, Tavella è il primo in alto a sinistra

Maurizio se ne va dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. Mancherà a tanti. Non si potrà che ricordarlo con i calici levati. Ma che il vino sia buono, o non potrà mai perdonarcelo!

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