Amiu, i sindacati: «Aumentano i dirigenti a libro paga ma manca strategia, serve un confronto»

Amiu; Fp – Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel: «Si moltiplicano i dirigenti, ma ad oggi, dal 2016, siamo ancora in attesa venga nominato il dirigente dei servizi, figura che riteniamo fondamentale»

«Dopo diversi mesi dall’ultimo rimpasto del management aziendale imposto ad Amiu dall’amministrazione, si avverte una situazione di grande confusione, dove non si riesce a percepire quale direzione l’azienda voglia intraprendere», spiegano in una nota Gianluca Marchiani (Fp – Cgil), Umberto Zane (Fit – Cisl), Stefano Scarpato (Uiltrasport) e Laura Carlet (Fiadel).

«Nello scorso mese di febbraio – proseguono i sindacati – l’Amministrazione comunale, rinnegando la scelta compiuta nel 2017, sposta ad altro incarico il direttore generale, sostituendolo con l’ingresso di una nuova figura appesantendo di fatto il bilancio aziendale con un altro lauto stipendio, senza ad ora aver notato il necessario cambio di marcia che ci attendevamo. Senza contare, sempre nel corso dell’ultimo anno, l’inserimento di altri dirigenti per settori che storicamente sono sempre stati guidati da funzionari ed altri arrivati in sostituzione il cui apporto al funzionamento ed allo sviluppo dell’azienda non ci è dato di sapere, mancandone l’evidenza e il necessario confronto. È possibile andare avanti in questo modo? Mentre invece ad oggi siamo ancora in attesa venga nominato il dirigente dei servizi, figura che riteniamo fondamentale e che dall’allontanamento di Bizzi nel 2016 non è stata ancora sostituita. Anche se nel gennaio 2019, a seguito di selezione specifica, è stato nominato un ingegnere che nell’autunno del 2020 è stato spostato ad altro incarico, rinnegando di fatto la scelta fatta precedentemente. Alla luce di tutto ciò, la domanda nasce quasi spontanea… È possibile che un’azienda che svolge un servizio così importante per i cittadini genovesi e che conta circa 1700 dipendenti, possa essere gestita con queste modalità? La percezione che abbiamo è quella di un’azienda in grande confusione. Siamo sicuri che si possa andare avanti così? É necessario e urgente un confronto che prenda in considerazione il futuro di Amiu, non é più possibile rinviare»

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