G8 vent’anni dopo, Toti: «Come Torri Gemelle. Ha lasciato cicatrici indelebili»

«Sia per una città rimasta ostaggio in quei giorni di una vera follia, sia per chi voleva esprimere pacificamente le proprie idee e non ha potuto farlo»

«Vent’anni dopo, Genova non dimentica il G8, non dimentica quell’estate del 2001 di cui fu protagonista insieme a New York, dove avvenne il crollo delle Torri Gemelle. Due eventi distanti, ma allo stesso tempo entrambi figli del decennio precedente e di un percorso che aveva visto tutte le forze politiche, sociali e culturali allinearsi su un pensiero unico che non dava valvole di sfogo. E che lasciava un pezzo di società escluso». Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in occasione del ventennale del G8 di Genova del luglio 2001.
«Genova in quel luglio era tutto questo – aggiunge Toti -, giorni purtroppo culminati nei fatti tragici della Diaz e di piazza Alimonda. Immagini che non avremmo mai voluto vedere e che hanno lasciato una cicatrice che resta indelebile, anche a distanza di vent’anni: sia per una città rimasta ostaggio in quei giorni di una vera follia, sia per chi voleva esprimere pacificamente le proprie idee e non ha potuto farlo”.

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