Secondo Psa le code all’accesso al Porto non sono sua responsabilità. Ma le code (da anni) sono ai varchi

Da anni, lustri, se non decenni, che le code si formano perché il terminal traghetti non assorbe auto e camion che arrivano per imbarcare. Tanto che dallo scorso anno esiste anche un piano del Comune che fa posizionare i camion in attesa di entrare (soprattutto quando ci sono gli imbarchi dei traghetti non Schengen, per i controlli più complessi) nella viabilità attorno alla Lanterna nell’attesa dell’accesso. Psa accusa i media di voler “colpire” l’azienda. Giudichino i lettori e i cittadini. E si muovano (finalmente) le autorità per risolvere il problema. Di chiunque sia la colpa, a pagare non possono essere i cittadini, i lavoratori, la città

Riportiamo sotto testualmente il comunicato dei Psa ricordando a tutti che, chiunque sia il responsabile, le code paralizzano da anni, tutte le estati, in occasione dell’imbarco dei traghetti la città e persino quel poco di traffico autostradale che ancora si muove. Il traffico inquina (ad esempio in lungomare Canepa dove ogni volta che c’è un imbarco si formano code con i camion e i veicoli a motore acceso per evitare malori ai passeggeri sotto il sole), rallenta le attività dei cittadini, mette in croce i camionisti, blocca i mezzi di trasporto pubblico. Ricordiamo anche che se il ponte Morandi fosse caduto il giorno prima, sopra, proprio per le code di veicoli diretti agli imbarchi, con le carreggiate piene di mezzi, i morti sarebbero stati ben più di 43. È venuta l’ora di individuarlo con certezza questo benedetto responsabile. E di fargli mettere rimedio a sue spese a questa situazione insostenibile per la città, i cittadini, gli autotrasportatori, i corrieri. Bisogna decisamente smetterla di far finta di non vedere cosa accade ogni benedetta estate da anni. Non possono pagare i cittadini a caro prezzo le responsabilità altrui.

Il comunicato, testuale. Attendiamo le razioni di autorità e categorie.

Alcuni articoli di stampa hanno indicato i terminal PSA di Genova quale causa principale delle problematiche relative alla viabilità che si sono verificate il 2 luglio sulla rete urbana e autostradale del nodo genovese.

Con riferimento ai vari articoli pubblicati sulla stampa lo scorso 2 luglio, risulta evidente il tentativo di colpire i terminal PSA a Genova indicandoli quale causa principale delle problematiche relative alla viabilità che si sono verificate lo stesso giorno sulla rete urbana e autostradale del nodo genovese.

Risulta invece evidente quanto il sistema trasportistico locale sia fragile e come, qualora si verifichi un picco di traffico, esso diventi ingestibile. Ciò dà luogo a un’estenuante caccia al responsabile tra i vari attori della catena logistica.

Nonostante ogni soggetto parte del sistema sostenga le proprie ragioni, vi sono alcuni fatti che vanno considerati oggettivamente:

  • È a tutti noto che le infrastrutture liguri sono ormai da tempo in uno stato disastroso, come peraltro ammesso anche dal soggetto concessionario delle autostrade, nondimeno destinato a perdurare nel tempo, reso ancora più fragile in caso di eventi imprevisti (guasti ai mezzi). Ciò contribuisce ad esasperare chiunque si trovi a percorrere la rete nel tentativo di raggiungere i varchi portuali, e, in specie, gli operatori dell’autotrasporto;
  • è comunque inevitabile che si possano creare attese ai varchi portuali, se i trasportatori giungono contemporaneamente e senza alcun tipo di programmazione;
  • i vari potenziamenti promessi del sistema ferroviario, sia portuale (nuovi binari a Pra’, nuova piattaforma a Sampierdarena) che sulla rete (Terzo Valico), continuano ad accumulare ritardi, allontanando la data prevista di fine lavori e rinviando la possibilità di ridurre la pressione dal sistema stradale; 
  • la mancata programmazione dei flussi camionistici, che continuano a giungere al porto in occasione dei picchi giornalieri, mette a dura prova la flessibilità dei terminal, che possono contare su risorse finite, sia di personale e mezzi che di spazi. A questo proposito, ci preme comunque sottolineare come il terminal PSA SECH, nelle settimane precedenti il 2 luglio, abbia operato un numero di camion del tutto equivalente (a titolo di esempio 834 camion operati il 22 giugno vs. gli 864 del 2 luglio, con una differenza di sole 30 unità), senza alcun tipo di disservizio. Ciò testimonia che il terminal è perfettamente in grado di gestire tali volumi e che non può essere ritenuto responsabile per quanto accaduto lo scorso 2 luglio;
  • l’estensione delle ore di apertura anche alle ore serali, già sperimentata in passato, non ha dato i risultati sperati, a causa sia della mancanza di ricettività dei magazzini di origine/destinazione dei carichi, che dei limiti di orari di percorrenza dei camion, che – di nuovo – per le chiusure notturne derivanti dai cantieri stradali;
  • è importante che le Autorità preposte accelerino la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie a massimizzare l’efficienza del porto di Genova e dei suoi varchi, favorendo un flusso programmato delle merci e sburocratizzando al contempo i propri processi interni.

Quanto sopra a segnalare che il “Sistema Genova”, in ogni caso, ancora non riesce a trasformarsi in un sistema evoluto e compatto, con mentalità tesa al miglioramento continuo, a beneficio di tutti gli attori della catena logistica e dei traffici in senso più ampio. 

Affinché questo possa avvenire al più presto, siamo naturalmente disponibili a un confronto trasparente di concerto con tutto il sistema porto, al fine di analizzare soluzioni condivise. Ciò che, a nostro avviso, è percorribile in tempi brevi per ridurre le situazioni di disagio e, al contempo, dare un messaggio positivo alla comunità portuale (e non solo), è una programmazione puntuale dei traffici camionistici in arrivo. 

Ricordiamo che a breve termine verranno avviati i cantieri per la nuova viabilità del bacino di Sampierdarena, i quali aggraveranno ulteriormente la situazione dei varchi portuali: la messa in atto della pianificazione tramite un sistema informatico permetterebbe all’utenza di prenotare in anticipo l’arrivo in porto, con arrivi scaglionati. Lo stesso sistema (tradotto in una semplice app) permetterebbe poi di verificare in anticipo che tutta la documentazione utile all’ingresso risulti essere in ordine, garantendo così un transito veloce e sicuro della merce, minimizzando i tempi di transito e massimizzando l’efficienza del nostro porto.

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