Rissa in Campopisano alle 5 e mezza del mattino: il centro storico precipita nel baratro

Non più solo movida fracassona: la situazione sta precipitando a causa delle azioni inefficaci ed evidentemente inconcludenti della politica, proiettata sulle attività economiche e, dicono i cittadini, senza la sufficiente attenzione agli abitanti: dehors ovunque – continuano i cittadini -, territorio inginocchiato alle esigenze degli operatori economici (si stanno moltiplicando le proteste per gli schiamazzi serali nei nuovi dehors concessi non solo in zona movida) e il sociale è sfuggito completamente di mano. L’approccio ondivago (con le dimostrazioni muscolari dell’Amministrazione alternate a iniziative estemporanee di sospensione di fatto delle stesse ordinanze volute dal Sindaco) e le parate degli assessori insieme alle divise rischiano, oltre a essere inutili, di risultare ridicoli perché non solo non si vedono gli effetti sul territorio ma, al contrario, questo scivola ogni giorno di più nel degrado. La “cura” degli assessori della Lega non funziona. Per dare un’idea dell’orientamento, con tutto quello che ci sarebbe da fare nel centro storico, più di un terzo della cifra destinata alla città vecchia dalla giunta è finita in contributi ed esenzioni ai commercianti mentre solo 108mila euro sono stati investiti per la sicurezza e appena 25mila euro per migliorare la movida

Quello che vedete sopra è quanto è successo questa mattina all’alba in Campopisano. Alle 5:30 giovani in evidente stato di alterazione si sono impegnati in una goffa rissa. Caracollanti, certamente in stato di ebbrezza e forse anche in preda a sostanze, hanno svegliato tutti con le loro grida, non riuscendo nemmeno a dare vita a un pestaggio “convincente” perché non stavano in piedi. Prima avevano tenuto sveglia tutta la zona dalla Erbe a dove è stato registrato il video. Scene di questo genere alle 5:30 del mattino non si erano mai viste e sono la diretta conseguenza del pugno di ferro fatto di ordinanze draconiane del Sindaco che poi non vengono fatte rispettare: lo stesso assessore al centro storico Paola Bordilli ha dichiarato candidamente qualche giorno fa al Secolo XIX di aver accompagnato le pattuglie della Polizia Locale nella movida e di aver deciso di “graziare” alcuni giovani che giravano con le bottiglie in mano risparmiando loro la sanzione di 500 euro perché, “poverini non sapevano”. Con buona pace di due dei pilastri del diritto: “la legge non ammette ignoranza” e la “legge è uguale per tutti”. Cosa deve dire chi la sanzione l’ha presa e la deve pagare? Deve andare a pretendere che gli sia cancellata perché anche lui non sapeva? O deve scrivere un’accorata lettera all’assessore lamentando di non averla incontrata quando è a capo, non si sa bene in forza di quale regola, delle falangi della Polizia locale e per questo di non esser stato graziato come gli altri?

Nei giorni successivi i cittadini hanno filmato interventi della Polizia locale “col guanto di velluto” sui gruppi di ragazzi che fanno baccano e non fanno dormire i cittadini non solo nel fine settimana. Risultato (potete vederlo nei video): appena le divise girano l’angolo la caciara comincia come prima.

Sia per la rissa di questa mattina sia per il filmato registrato di notte non ci sono locali nei paraggi (o quelli che ci sono sono già chiusi) e questo dimostra che non basta agire sui locali, cosa che comunque va fatta, ma che serve in primis fare rispettare senza “sospensioni casuali” e amnistie assessorili on the road che invalidino gli effetti dell’ordinanza che vieta di bere e girare con bottiglie di vetro e lattine.

Se la prima sera dopo l’introduzione dell’ordinanza “pugno di ferro” voluta dal sindaco Marco Bucci (a cui i residenti si erano rivolti con una lettera spiegando che con gli assessori non cavavano un ragno dal buco) la situazione è sensibilmente migliorata, appena sui media è passato il messaggio assessorile del “guanto di velluto” sui ragazzi tutto è ripreso quasi come prima. E il “quasi” è dovuto non tanto all’incidenza della misura, ma al fatto che in questa stagione, naturalmente, parte dei ragazzi si sposta sui lungomare, dai quali arrivano valanghe di proteste. Non è che non siano state fatte sanzioni, anzi, ma il messaggio passato sui media è stato quello e ha indebolito nei fatti gli effetti dell’ordinanza di Bucci.

Ecco, riuniti, alcuni video dei cittadini che ben raccontano cosa è stato l’ultimo fine settimana in varie zone della movida del centro storico.

Spazzatura, orina e vomito lordano le strade anche molte ore dopo la movida

Questa la situazione in cui è stato lasciato il centro storico il giorno dopo. E le foto non sono state fatte di prima mattina: bottiglie (come si vede, sono in un sacchetto, perché i ragazzi se le portano per spendere meno ed è anche per questo che non basta chiudere i locali che non stanno alle regole) orina e vomito.

Revocata la licenza a un locale di via Giustiniani

Intanto, ieri, il Comune ha chiuso definitivamente (con revoca della licenza) un locale recidivo di via Giustiniani. Il 30 giugno scorso è stato sanzionato dalla Polizia locale perché colto a somministrare alcolici a ragazzi tra i 16 e i 18 anni. In precedenza, nel settembre dello scorso anno, il locale era già stato chiuso per le ripetute violazioni ai divieti di vendere alcol a minori e ubriachi e per gli schiamazzi dei clienti all’esterno, anche in quest’occasione accertati dalla Polizia locale. La sospensione della licenza decisa nel 2020 non ha sortito alcun effetto. Ancora prima, nel maggio 2020, era stato segnalato all’autorità giudiziaria per la vendita di alcol a minori di 16 anni. Alla luce di tutto questo il locale è stato definitivamente chiuso.

Resta chiuso il locale penalizzato solo per l’insegna non autorizzata

Resta irrisolta, invece, la sospensione della licenza a un locale di via San Donato, chiuso dalla Direzione Commercio insieme ad altri 4 della zona, ma al contrario di questi senza alcuna sanzione per comportamenti contrari alla vivibilità e alla sicurezza pubblica. Il locale, appena aperto, è stato sanzionato solo per una inosservanza amministrativa: la mancata richiesta per l’insegna (è rimasta quella autorizzata ai precedenti gestori). Non si comprende, a fronte dei tanti problemi causati da alcuni locali vicini (soltanto alcuni chiusi per 30 giorni mentre altri, ben più dannosi, restano aperti a creare problemi), per quale motivo e su quali basi giuridiche sia stata decisa una “pena” così severa per una semplice irregolarità amministrativa che la legge regionale dice sanabile con qualche centinaio di euro di sanzione. Il locale (che la prima e unica sera che ha aperto aveva anche la guardia alla porta e nelle foto della serata risulta l’unica isola tranquilla della via) è stato chiuso per 30 giorni con chiusura successiva imposta alle 21:30, un provvedimento capace di uccidere l’azienda appena nata senza che sia stato attribuito ai gestori alcun comportamento scorretto sul fronte della vendita di alcolici o del disturbo della quiete pubblica. Il locale è chiuso da 11 giorni e due fine settimana (quello che viene sarà il terzo) e ha già subito gravi perdite economiche che, alla luce del fatto che è stato appena aperto dai nuovi gestori, rischiano di pregiudicare la sopravvivenza dell’azienda. Il Civ e la Fipe, in mancanza di qualsivoglia inosservanza che giustifichi un provvedimento tanto pesante, stanno da giorni chiedendo che l’incomprensibile decisione venga sanata per permettere al locale di riaprire e a chi conta sull’attività per il suo sostentamento economico di lavorare. Ed è strano che un assessorato che ha voluto favorire legittimamente (sulla scorta di un decreto nazionale del governo Conte) molti locali concedendo dehors in ogni dove, non di rado contestati dai residenti per l'”invadenza” e la riduzione della fruibilità delle piazze e delle vie per tutti i cittadini, non si faccia carico di intervenire presso i suoi uffici per risolvere una questione che ha dell’incredibile e che certamente troverebbe soddisfazione al Tar, ma esponendo i titolari a spese e tempi lunghi.

Le proteste da corso Italia

Intanto arrivano proteste anche da levante, in particolare da corso Italia, dove i cittadini della zona lamentano una situazione in continuo peggioramento, specie (ma non solo) in corrispondenza dell’area davanti al “Baretto” dove si verificano puntualmente schiamazzi e dove le forze dell’ordine sono dovute intervenire più volte a causa delle risse che si sono generate. Gli abitanti ci hanno fatto sapere di essere molto contenti che il dirigente di Polizia locale abbia fornito loro un numero whatsapp a cui segnalare i problemi, meno contenti che questo non serva assolutamente a nulla perché a fronte delle segnalazioni non sono stati messi in atto provvedimenti capaci di risolvere o almeno intervenire su una situazione che si fa sempre più invivibile. Insomma, la “cortesia” senza una risposta reale non soddisfa gli abitanti e, anzi, li irrita ulteriormente.

Il metodo non funziona

È del tutto evidente che il metodo scelto non funziona perché, nei fatti, è fallimentare. Non funziona in centro storico (dove i residenti chiedono che venga mantenuta la linea più rigorosa impressa dal Sindaco) e non funziona a levante. Che sia il caso di cambiarlo?

Intanto, ai problemi di schiamazzi, risse e ubriachezza si aggiungono quelli di vera e propria criminalità anche nella zona del centro storico che era stata recuperata. È un altro tassello del puzzle che si sta componendo e che mette in luce che l’approccio non solo è inconcludente, ma anche dannoso per la città vecchia, che non solo non si rilancia, ma perde terreno.

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