Cinque locali della movida chiusi per 30 giorni. Ma uno di questi ha solo una sanzione per l’insegna

La sospensione della licenza è stata decisa dalla direzione Sviluppo del Commercio del relativo assessorato comunale e riguarda pubblici esercizi di via San Donato, via delle Grazie, piazza Ferretto e vico Biscotti/piazza Erbe. Dopo i 30 giorni, per 6 mesi dovranno chiudere alle 21. Difficile riescano a sopravvivere. Uno di questi, però, ha aperto una sola sera, mette le guardie alla porta, anche nelle foto della serata non ha assembramenti critici davanti e dalla Polizia locale ha avuto una sola sanzione per l’insegna senza permesso (l’insegna in realtà è vecchia, ed è solo che l’attività ha appena cambiato gestione e deve richiedere il permesso) e non per schiamazzi, vendita di alcol a minori o disturbo della quiete pubblica

Il cerchio attorno ai locali segnalati dalla popolazione per il disturbo serale e notturno si è stretto per ordine del sindaco Marco Bucci. Però, tra quelli individuati dalla direzione Commercio del Comune che ha firmato le sospensioni c’è finito un locale che ha aperto dalla fine del coprifuoco una sola sera, che ha (e paga) le guardie alla porta (si entra solo 4 alla volta), che anche dalle fotografie scattate quella sera non ha il caos davanti come gli altri e che ha una sola sanzione, per l’esposizione dell’insegna senza permesso e non per vendita di alcolici a minori, schiamazzi o disturbo alla quiete pubblica. Insomma, non è certo uno di quelli additati dai cittadini come gli altri 4. Anche rappresentanti di associazioni di categoria sono increduli di fronte alla scelta degli uffici dell’assessorato al Commercio. L’input del Sindaco era quello di chiudere i locali fracassoni e mal gestiti, non certo di falcidiare indiscriminatamente le aziende. Cosa è successo?

Ammesso che un provvedimento del genere passi il vaglio del Tar a cui probabilmente i gestori faranno ricorso, (anche mostrando l’unica sanzione non relativa a problemi di vivibilità od ordine pubblico e che quindi difficilmente potrà giustificare la sospensione della licenza) la “pena”, nei fatti, è l'”accompagnamento” alla chiusura perché dopo un anno e mezzo di coprifuoco Covid, un altro mese di sospensione della licenza più 6 mesi in cui la saracinesca va tirata giù alle 21, un’azienda non può sopravvivere. Giusto e sacrosanto per liberare il centro storico da quei locali che hanno creato problemi, ripetutamente sanzionati per inosservanza gravi. Incomprensibile, invece, per un locale che ha come unica sanzione il mancato rinnovo della richiesta per l’insegna nel passaggio tra vecchio e nuovo gestore. Insomma, il provvedimento che coinvolge anche questo locale appare come il voler gettar via il bambino con l’acqua sporca senza, peraltro, aver buttato via tutta l’acqua sporca perché a fronte della pena a nostro parere sproporzionata (si vedrà poi che deciderà il Tar) per una semplice mancanza di richiesta di insegna che normalmente implica solo una multa, ci sono ancora tanti locali, anche molto vicini, che davvero creano problemi che non sono stati fatti oggetto di analogo provvedimento. Nell’immagine scattata nella serata di apertura del locale in questione si vede bene la ressa davanti ad altri locali mentre davanti a quello c’è uno spazio vuoto con la guardia alla porta.
Il principio del provvedimento voluto dal Sindaco è corretto ed è uno dei sistemi, affiancato dai progetti sociali, che Bucci sta mettendo in campo per risolvere il problema movida nel centro storico, ma la gestione pratica da parte degli assessorati competenti sta destando molte perplessità nei cittadini residenti (ieri le associazioni si sono rivolte con una lettera direttamente al Sindaco proprio spiegando di non aver risolto nulla con gli assessori) e nelle associazioni di categoria e (a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca), sembra quasi che sia una mossa nella scacchiera del confronto che sta nascendo tra Bucci/Toti da una parte e la Lega dall’altra. Oggi in un articolo su “La Repubblica” il leader ligure della Lega Edoardo Rixi ha dichiarato che per la movida gli assessori leghisti Paola Bordilli (Commercio e Centro Storico) e Giorgio Viale (Sicurezza e Polizia locale) «Fanno quello che possono, ma li aiutano in pochi». Peccato siano stati loro a dimenticare di rinnovare le ordinanze anti alcol per il centro storico e per le altre zone della città alla fine del coprifuoco (che vengono rinnovate alla spicciolata in questi giorni) e a non aver preparato alcun piano per la movida nei tanti mesi di chiusura, quando ne avrebbero avuto tutto il tempo. Anche la movida, come il commercio, rischiano di essere usate come mazza politico/elettorale, esattamente come nel 2017. Stavolta, però, la forza “di lotta” è anche di governo e l’opposizione interna sembra mirata a non bissare la debacle delle Regionali quando molti dei voti della Lega sono trasmigrati in Fratelli d’Italia o, in special modo quelli legati ad alcune categorie, sono stati fatti convergere su Ilaria Cavo di Cambiamo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: