Motori elettrici cinesi sequestrati in porto da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane

Coinvolta una prestigiosa azienda lombarda. L’ispezione dei container ha consentito di accertare la presenza di prodotti di un noto marchio di motori elettrici, in parte privi dell’indicazione di provenienza geografica ed in parte recanti l’indicazione di un indirizzo polacco

Un’operazione congiunta dell’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Savona (ADM) e della Guardia di Finanza di Savona ha condotto al sequestro nel porto di Vado Ligure di 1163 prodotti (1140 motori elettrici e 23 accessori), per un valore complessivo di oltre 110 mila euro.

L’attività di analisi dei rischi condotta costantemente dai funzionari ADM e dai finanzieri della Compagnia di Savona ha consentito di individuare, quali possibili vettori di merce irregolare, due container giunti nel Porto di Vado Ligure a bordo di una motonave proveniente dalla Cina, battente bandiera di Hong Kong.

Il carico, destinato ad una società lombarda di assoluta fama e prestigio, con sede a Sesto San Giovanni, è stato sottoposto a sequestro per vendita di prodotti industriali con segni mendaci, anche in relazione all’art. 3 dell’Accordo di Madrid ratificato dall’Italia con L. 676/1967, poiché le indicazioni riportate nei prodotti risultavano idonee a trarre in inganno il consumatore sulla loro effettiva origine.

I beni sequestrati sono classificati come prodotti non finiti, trattandosi infatti di parte della componentistica di un corpo meccanico progettato per essere adattato per la funzionalità di pompe, ventilatori e azionamenti di macchinari di produzione.

Oltre al sequestro del materiale, per il legale rappresentante della società importatrice è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.

L’attività si pone in analogia con altri sequestri recentemente effettuati nei porti di Savona e Vado Ligure, tesi a prevenire e reprimere la commercializzazione sul territorio dell’Unione Europea di prodotti privi di indicazioni di provenienza o riportanti indicazioni mendaci.

L’operazione rientra in un più ampio e collaudato coordinamento operativo negli spazi portuali tra gli organi preposti alle attività di controllo (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza).

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