Il CasaMia riparte con “Ravatti”. Dopo la crisi Covid, la voglia di non sentirsi “una cosa da buttare”

Apre oggi la pizzeria/focacceria genovese con 50 posti a sedere esternamente (nella Galleria Errico Martino, un dehor sotto il portico quindi al riparo con l’idea di riqualificare la stessa galleria), 30 posti interni al piano alto del locale. Il patron, Max Giannini, preferisce sorridere che piangersi addosso: «Ci siamo sentiti a lungo “ravatti”, ora siamo pronti per ricominciare».

Pizza, focacce, farinate, “slerfe” con soli prodotti locali, cocktail e musica per (ri)cominciare. «L’ironia è già nel brand di questo nuovo ritrovo dei genovesi – dice Max Giannini -. “Ravatti” nella lingua ligure ha più di un significato, a seconda del tono di voce e del contesto, ma si può sintetizzare in: “qualcosa di poco conto, un po’ vecchio e usurato, passato di moda, da buttare”. Ovvero un po’ come si sono sentiti per un lungo periodo gli imprenditori della ristorazione. Alcuni di noi, però, non sono capaci di piangersi addosso e mostrano una nuova capacità di ribaltare a loro favore anche il significato un termine così radicato. Genova è anche questo. Siamo in centro, in via XII Ottobre, luogo intorno al quale stanno sorgendo diverse attività dedicate a chi ama passare la serata in compagnia».

Il locale si trova al piano alto del Casa Mia Club e non è un caso. Max Giannini, titolare della discoteca, è l’imprenditore che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e in un momento pur difficile ha deciso accettare questa nuova sfida anche per ricollocare almeno parte dei lavoratori fermi da più di un anno con il locale chiuso.

«È stato un periodo complicato per molti, cerchiamo di metterlo alle spalle con qualcosa che ci faccia tornare il sorriso! – dice Giannini -. Sarà per noi il posto dove si potrà mangiare, bere, chiacchierare, ascoltare musica ed organizzare eventi in attesa di riaprire il club che completerà l’offerta per il target 20/30 anni nel centro di Genova».

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