Aspettando “La Storia in piazza”, al Ducale ciclo di conferenze. Si comincia con Alessandro Barbero

Il 27 maggio “La vita politica di Dante nella reinvenzione della Commedia” con il professore di Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale e star della divulgazione storica televisiva e online

Raccontare la storia è il tema che verrà ampiamente affrontato dalla rassegna la Storia in Piazza che, a causa della pandemia slitta di un altro anno. Infatti, per l’undicesima edizione della rassegna che ogni anno porta al Ducale oltre venticinquemila presenze dovremo attendere il 2022: dal 31 marzo al 3 aprile.

Nel lungo cammino che ci aspetta fino ad allora, Palazzo Ducale propone una serie di conferenze con lo scopo di avvicinare il pubblico al senso più ampio della narrazione della storia, non più di soli conflitti e guerre, eventi politici, scontri e giochi di potere, ma come scrive Luciano Canfora, curatore del festival, “Raccontare la storia ha infranto l’antico tabù secondo cui il racconto della storia è soprattutto se non unicamente il racconto della guerra, dei conflitti, delle «sofferenze degli uomini», come dice Omero. Ma ormai da tempo quel territorio si è dilatato: si può raccontare anche la pace, il progresso delle scienze, l’incivilimento, la difficile convivenza dell’uomo con la natura e così via. Se dunque si è alfine compreso che tutto è storia, ne consegue che raccontare la storia è la più umana e la più comprensiva delle creazioni dell’uomo”

«Per le ragioni che tutti comprendono la rassegna è stata ulteriormente posticipata – continua Canfora – ma intanto vogliamo tener vivo il nostro intento di divulgare la conoscenza della Storia. Questo è il nostro impegno civile: non possiamo né vogliamo venirvi meno. Nasce così il seguente e agguerrito calendario che riguarda tematiche riconducibili al tema generale: Raccontare la Storia. Campeggia la scadenza dantesca ma non abbiamo trascurato l’attualità vivente e il problematico concetto di verità».
I nove incontri cha avranno luogo a partire dal 27 maggio fino a novembre 2021:

27 maggio h 18.30
Alessandro Barbero
La vita politica di Dante nella reinvenzione della Commedia
Interventi musicali di Ensemble 400, Dante e la musica: dalla lirica trobadorica all’Ars Nova Italiana
Sala del Maggior Consiglio, con prenotazione obbligatoria per partecipare in presenza su www.palazzoducale.genova.it e diretta streaming sul canale YouTube di Palazzo Ducale

Nel libro Dante, edito da Laterza nel 2020, Alessandro Barbero ricostruisce la vita del poeta, creatore di un capolavoro immortale, ma anche dell’uomo immerso nel suo tempo, il Medioevo, che il grande storico racconta in pagine di vivida bellezza.

Dante è l’uomo su cui, per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che su qualunque altro uomo di quell’epoca, e che ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un giovane uomo innamorato o cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia.

Alessandro Barbero segue Dante nella sua adolescenza di figlio di un usuario che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche.

Il libro affronta anche le lacune e i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della vita di Dante, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un romanzo giallo è invitato a gareggiare con il detective e ad arrivare per proprio conto a una conclusione.

Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.
Dante e la musica: dalla lirica trobadorica all’Ars Nova Italiana

L’arte poetica di Dante Alighieri deve molto alla lirica dei trovatori che dalla Provenza – soprattutto in seguito alla Crociata Albigese – giunsero in Italia alla fine del 1200 per lavorare nelle più importanti città. Troviamo testimonianze della frequentazione di Dante con alcuni di questi poeti nei suoi scritti. I Trovatori sono stati i primi a costituire nell’Europa moderna una scuola di poesia, basata sulla lingua romanza.

Il loro operare si estendeva prevalentemente nel sud della Francia e in alcune zone della Spagna e dell’Italia. Sia la parte letteraria sia quella musicale venivano composte dal trovatore e le opere circolavano grazie alle esecuzioni dei giullari. Solo nel periodo della decadenza della lirica trobadorica si cominciò a raccogliere il materiale in grandi antologie, in qualche caso corredate da notazioni musicali e soprattutto da biografie degli autori (Le Vidas) e commenti ai testi (Le Razos).

Proprio grazie alle vidas, per esempio, sappiamo della storia che ha coinvolto il trovatore Raimbaut de Vaqueiras. Si racconta che il poeta da tempo aveva perso lo stimolo creativo, per via di alcune vicende amorose. Ma grazie ad alcuni giullari che passarono per la corte, Raimbaud ebbe la fortuna di sentire una Estampida da loro intonata e si ispirò a quelle note per scrivere una delle melodie più famose dell’intera raccolta trobadorica: Kalenda maia. Nel Purgatorio sono citati alcuni dei più grandi autori del tempo: Arnault Daniel, Giraut de Borneil, Bernart de Ventadorn e altri.

Di Daniel, che Dante chiamò il “padre della lirica” e “miglior fabbro del parlar matron”, ci sono giunte pochissime liriche in notazione musicale, tra cui Lo ferm voler.
Di Bernard de Ventadorn, col quale probabilmente strinse amicizia, ci è rimasta una lirica musicata molto nota: Can vei la lauzeta mover. In età adulta Dante frequenta Bologna, una delle città più importanti per la nascita dell’Ars Nova italiana. I testi dell’ars nova italiana consistono prevalentemente in madrigali e ballate, ed è soprattutto a queste che si dedicano alcuni dei compositori più importanti del trecento: Francesco Landini, Iacopo da Bologna, ed altri.

Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale. Collabora con il quotidiano La Stampa e con RaiStoria

Ensemble 400
Nato nel 2008 dall’incontro di musicisti esperti nel settore della musica antica attorno al corso di specializzazione in Polifonia rinascimentale tenuto da Diego Fratelli, Ensemble 400 è all’interno di Musicaround, gruppo specializzato nel repertorio medievale tra XIII e XV secolo suonando con copie di strumenti d’epoca (vielle, arpa, organo portativo, liuto e chitarra rinascimentale, percussioni, voci), leggendo direttamente dalle fonti originali e preparando diversi programmi di concerto. Ensemble di particolare impatto e affiatamento, ha tenuto numerosi concerti con repertorio sacro e profano in Italia, Francia e Svizzera, ospite di Stagioni e Festival internazionali tra cui I Concerti del Quirinale, Concerts rencontres du musée de Cluny, Saison Musical di Maurepas, Festival della Valle d’Itria, Gubbio Festival, Canti Sacri nel Mediterraneo, Cantar di Pietre, Lo Spirito della Musica di Venezia, Suoni in Cammino, La Voce e il Temporo

8 giugno h 18.30
Franco Cardini
Oriente e Occidente: incontro e/o scontro
Franco Cardini è Professore Emerito dell’Istituto Italiano di Scienze Umane alla Scuola Normale Superiore di Pisa

15 giugno h 18.30
Corrado Augias
Questi nostri caotici giorni
Corrado Augias è giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano

22 giugno h 18.30
Carlo Ossola
Dante: storia di un nome mal pronunciato
In collaborazione con Incipit Festival Genova 2021
Carlo Ossola è filologo e critico letterario. Professore di letterature moderne al Collège de France e direttore dell’Istituto di Studi Italiani di Lugano

13 luglio h 18.30
Luciano Canfora
Raccontare la verità
Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari, dirige i «Quaderni di storia» e collabora con il «Corriere della Sera»

24 settembre h 18.30Melania G. Mazzucco
Storia e biografia
Melania G. Mazzucco è scrittrice, autrice per il cinema, il teatro e la radio. Collabora con «la Repubblica», i suoi romanzi sono tradotti in 28 Paesi

19 ottobre h 18.30
Giovanni De Luna Cinema Italia, la storia raccontata dal film
Giovanni De Luna è docente di Storia contemporanea all’Università di Torino. Ha collaborato alla “Stampa” e a “Tuttolibri” ed è autore di varie trasmissioni radiofoniche e televisive

4 novembre h 18.30
Giovannella Cresci Marrone
Donne romane: modelli, ruoli e quattro microstorie
Giovannella Cresci Marrone è Professore ordinario di Storia romana ed epigrafia latina all’Università Ca’ Foscari di Venezia

14 novembre h 18.30
Eva Cantarella
Sparta o Atene?
Eva Cantarella ha insegnato Istituzioni di Diritto romano e Diritto greco antico all’Università Statale di Milano. Ha pubblicato oltre venti saggi sul diritto e su aspetti sociali del mondo greco e romano, tradotti all’estero in numerose lingue. 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: