Barricato in casa, ecco come il negoziatore ha creato le condizioni per l’intervento delle teste di cuoio

L’intervento del maresciallo negoziatore del Comando Provinciale ha consentito di porre fine al barricamento di un genovese, di 56 anni, condannato ad una pena definitiva per “violenza sessuale nei confronti di un minore”, con diversi precedenti penali e già in cura per disturbi mentali, che aveva opposto strenua resistenza all’atto di ricevere la notifica del provvedimento da parte dei militari del Nucleo Investigativo per essere poi accompagnato in carcere

Rifiutatosi di collaborare, l’uomo si era repentinamente chiuso in casa, andando in escandescenza e urlando frasi scomposte, sbarrando porte e finestre, addirittura rinchiudendo a chiave in una stanza un suo amico che si trovava con lui nella circostanza.

Vani sono stati i primi tentativi dei militari operanti, che hanno cercato con ogni mezzo di ricondurre il soggetto alla ragione e di farlo uscire di casa.

Ecco allora che è stato attivato il “Negoziatore operativo di primo livello” dei Carabinieri, unico tra le Forze di polizia in ambito provinciale, formato ed aggiornato dagli istruttori di “Negoziazione Operativa e Antiterrorismo” del Gruppo Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri, tramite un corso estremamente impegnativo e selettivo svolto presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dei Carabinieri (I.S.T.I.) a Velletri (RM), volto all’apprendimento delle migliori tecniche, strategie e modalità di intervento psicologico-comportamentale utili a risolvere situazioni critiche, “al limite”, correlate con la presenza di soggetti ostili (c.d. “offender”) e oppositivi (come ad es. le persone in preda ad agitazione psico-fisica, per uso di droghe o farmaci, sul punto di commettere un suicidio, criminali asserragliati in banche/covi o durante la commissione di reati, stalker che sequestrano ex mogli/conviventi in casa, ecc.).

Giunto sul posto, il “negoziatore” ha messo in campo tutta la sua esperienza e competenza, tutte le sue “arti persuasive” cominciando a fiaccare dal punto di vista psicologico l’uomo, sempre trincerato presso il suo domicilio. Nel frattempo la Centrale Operativa di Genova aveva allertato anche i Vigili del Fuoco ed un’ambulanza del 118, per eventuale ulteriore supporto specialistico in caso di necessità.

Al termine di 4 ore di estenuante negoziazione e di un costante lavoro di squadra, che ha visto all’opera un Ufficiale Superiore del Reparto Operativo di Genova in qualità di Incident Commander ed una squadra dei Carabinieri “specialisti” dell’Aliquota di Primo Intervento (A.P.I.) – i cui operatori, approfittando di uno stratagemma messo in atto dal “Negoziatore” riuscivano ad introdursi, non visti, all’interno dell’abitazione e ad immobilizzare l’individuo – l’evento critico veniva risolto positivamente senza far ricorso all’uso delle armi, senza causare alcun ferito o provocare danneggiamenti.

Dopo aver liberato anche l’amico tenuto “sequestrato” nella stanza ed assicuratisi delle condizioni di salute dei due soggetti evacuati dall’abitazione, gli uomini del colonnello Gianluca Feroce portavano l’arrestato presso il carcere di Pontedecimo dove dovrà scontare la pena residua di 1 anno e 10 mesi di reclusione.

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