Polizia locale, arrestato nei vicoli il pusher con le scarpe rosse e almeno 4 indirizzi fasulli

Il ventenne ha inghiottito la droga che voleva vendere, mettendo a repentaglio la sua vita nel caso in cui gli ovuli si fossero aperti nello stomaco. Gli uomini del reparto Sicurezza urbana hanno scoperto che aveva declinato un indirizzo fasullo perché non esiste, nella via, il numero civico indicato. Allo stesso modo, è inesistente il numero civico dell’azienda registrata a suo nome presso la Camera di Commercio. Nei due centri di seconda accoglienza in cui è risultato essere residente in passato non lo hanno mai visto

Gli uomini del reparto Sicurezza urbana della Polizia Locale hanno arrestato per spaccio, ieri, in via Pré, N.S., un ventenne di cittadinanza senegalese regolarmente presente sul territorio nazionale. Il ragazzo è stato notato confabulare con dei connazionali in piazza della Commenda e mentre gli agenti si avvicinavano per il controllo dei presenti si era allontanato pensandosi non visto, mentre le altre persone fornivano i documenti al personale della Sicurezza urbana. Impossibile, però, non notarlo, perché portava scarpe rosse e una felpa con una scritta piuttosto evidente. Gli agenti sono andati a cercarlo e lo hanno trovato in via Pré. Hanno chiesto anche a lui carta d’identità e permesso di soggiorno e si sono accorti che faceva fatica a parlare, come se avesse qualcosa in bocca. Gli hanno chiesto, allora, di abbassare la mascherina e quando ha parlato di nuovo gli operatori hanno visto che in bocca aveva degli involucri colorati. Gli hanno chiesto di sputarli, ma lui li ha deglutiti. Gli agenti si sono accorti che aveva dato un indirizzo falso, perché nella riferita strada del centro storico non esiste il numero civico dichiarato. È poi risultato residente in un centro di seconda accoglienza di corso Sardegna dove, però, nessuno lo aveva mai visto e prima in un altro centro, ma nemmeno lì era mai stato veramente. Infine, è risultata un’iscrizione alla Camera di Commercio di una ditta individuale registrata a suo nome, ma anche il quel caso il numero civico dell’indirizzo è inesistente. Il ventenne è stato portato nella sede della Polizia locale di piazza Ortiz per la completa identificazione presso il gabinetto di fotosegnalazione e, mentre era nella camera sicura in attesa, pur potendo accedere al bagno, ha deciso di urinare lì dentro, ragion per cui è stato denunciato a piede libero per interruzione di pubblico servizio visto che lo spazio non si sarebbe potuto usare fino a sanificazione. Nel frattempo, N.S. ha potuto contattare l’avvocato di fiducia che gli ha consigliato di sottoporsi di buon grado a visita medica per evitare conseguenze alla sua salute per l’ingestione degli involucri. Il ragazzo è stato, così, trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale Galliera dove la Tac ha messo in luce che nel suo stomaco c’erano almeno 6 ovuli. È stato quindi piantonato dalla Polizia locale fino all’espulsione. I sei ovuli contenevano complessivamente 2,14 grammi di cocaina e 1,57 grammi di oppiacei. Per questo l’uomo è stato arrestato per spaccio. Il magistrato ha disposto che fosse trasferito nelle camere di sicurezza della Questura fino al processo per direttissima.

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