Busalla, gli anziani della Rsa ricordano il proprietario della casa che morì a Mathausen

Erano bimbi o adolescenti quando Enrico Macciò fu deportato a Bolzano e poi morì nel campo di Mathausen dopo aver nascosto e salvato decine di ebrei e perseguitati politici. Gli anziani dei “Villa Macciò” si sono raccontati aneddoti dei tempi di guerra, poi hanno intonato canzoni partigiane

Nemmeno iI Coronavirus riesce a fermare i ricordi degli ospiti della Residenza protetta “Villa Macciò” di Busalla, gestita dal gruppo “Sereni Orizzonti” e da molti mesi Covid-free. La commemorazione del 76esimo anniversario della Liberazione resta infatti un appuntamento importante per quanti hanno avuto in sorte di vivere le fasi finali di una guerra sbagliata, ben più cruenta e lacerante dell’attuale pandemia. Ecco perché anche questa mattina il Comune di Busalla ha deposto una corona di fiori al di sotto della targa che ricorda come all’epoca la struttura fosse l’abitazione di Enrico Macciò, deportato a Bolzano e poi morto nel campo di Mathausen dopo aver nascosto e salvato decine di ebrei e perseguitati politici.

Un gesto semplice e toccante, che i nonni della residenza hanno particolarmente apprezzato esponendo coccarde tricolori sulle finestre e un paio di bandiere sul portone. La piccola comunità si è poi riunita nel cortile interno e insieme alla direttrice Maria Giulia Poggi . Gli ospiti si sono scambiati aneddoti di quei tempi intonando anche alcune canzoni partigiane.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: