Genovasolidale, il 25 aprile distribuzione abiti e generi alimentari nelle piazze di Genova

Ecco le piazze in cui sono previsti i punti di distribuzione. All’appello non può mancare la Casa dello Studente, Museo della Resistenza Europea, in cui  il 25 aprile, oltre alla distribuzione di vestiti,  a tutti gli studenti verrà consegnata in mensa  una tovaglietta per ricordare che sotto i loro piedi c’è il Sotterraneo dei Tormenti, luogo dove partigiani e antifascisti venivano crudelmente torturati

Proseguono le iniziative di solidarietà internazionalista di Genovasolidale. Sono circa mille le famiglie che  hanno portato capi di abbigliamento nei vari punti di raccolta che sono 36, sedi Anpi, Cgil, Arci, Società di Mutuo Soccorso, Circoli Operai e molte associazioni di quartiere

«Ma non basta – dicono a Genovasolidale, questa volta si sono aggiunti anche i luoghi di lavoro. I Consigli di fabbrica hanno organizzato punti di raccolta negli spazi interni alle aziende: Ansaldo Energia, Leonardo, Mittal, Fincantieri, Compagnia Unica Paride Battini. Nella raccolta di generi alimentari, davanti ai supermercati, decine di migliaia di cittadini hanno riempito i carrelli. Difficile valutare le tonnellate raccolte. Una prima stima prevede la possibilità di preparare 3.000 pacchi ben riempiti».

La distribuzione prevista, soprattutto nella giornata del 25 aprile,  sarà oltre che in alcune Associazioni anche presso i gazebi allestiti  in P.zza Matteotti, Via Rolando, Via Sestri, P.zza Campetto, P.zza Martinez, Giardini Luzzati, Parco della Memoria (sotto Ponte san Giorgio). 

«Per portare avanti questa gara di solidarietà – dicono a Genovasolidale – si sono mobilitati circa 500 volontari, ma per concludere l’iniziativa ne serviranno molti di più. Se su una cartina di Genova indichiamo i punti di raccolta e di distribuzione e poi li uniamo con tratti di penna, ne emerge una fitta rete che avvolge la città, dove “soffia il vento” di solidarietà e “infuria la bufera” contro razzismo, xenofobia, fascismo.  Una rete reale che ha richiesto e prodotto riunioni, telefonate, legami, voglia di fare e tanto entusiasmo. Non è retorico affermare che l’unità fa la forza e soprattutto dà coscienza delle energie che la città, Medaglia d’oro della Resistenza, può esprimere».

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