Toti: «Spostare il coprifuoco alle 24 e consentire il servizio interno ai ristoranti»

Il presidente della Regione: «In zona gialla si poteva stare all’interno e nei bar era consentito il servizio al bancone. Dobbiamo poterlo fare anche ora». In città rischia di scatenarsi la corsa allo spazio esterno, con due complicazioni: non tutti possono averlo (nei vicoli è quasi impossibile e chi poteva lo ha già chiesto) e quindi si creerebbero forti diseguaglianze. Inoltre l’aumento degli spazi esterni per i pubblici esercizi toglie posteggi ai cittadini. Alla Foce, ad esempio, è già rivolta e si rischia di assistere a una vera e propria guerra tra residenti a gestori dei locali. La stessa cosa accade in certe zone del centro storico dove dehors ipertrofici rendono difficile il passaggio in strade strette dei pedoni con figli in passeggino o valigie e dei disabili limitando anche pericolosamente l’operatività dei mezzi di soccorso

«Bene la decisione del Governo di dare il via alla stagione delle riaperture, ma alcune cose ancora non tornano.In zona gialla nei ristoranti già prima si mangiava anche all’interno e nei bar era consentito il servizio al bancone, purché debitamente distanziato – scrive il presidente della Regione Giovanni Toti su Facebook -. Bene aggiungere tavoli all’esterno, con regole anche di minor rigore. Ma se già prima, senza vaccini, in zona gialla si poteva stare all’interno, dobbiamo poterlo fare anche ora, quando riapriremo.Il coprifuoco: se apriamo i ristoranti la sera, non può restare il divieto di movimento dopo le 22! Mica siamo in un Paese nordico dove la gente mangia alle 18 o alle 19, da noi si va a cena alle 20.30 o alle 21. Non vedo francamente il bisogno di fare ingozzare gli avventori in pochi minuti per scappare a casa. Il Covid non è mica un vampiro che arriva con il buio! Lasciamo pure il coprifuoco per evitare che la gente poi si attardi a bere fuori dai locali, creando assembramento o festini improvvisati, ma magari il facciamolo scattare alle 23 o alle 24».

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Pass vaccinale per muoversi tra le regioni: «Teniamo presente che non tutti i cittadini potranno avere il vaccino nelle prossime settimane, e non per loro scelta – prosegue Toti -. Quindi, per elementare giustizia e anche per necessità, una persona deve potersi spostare per lavoro, studio e tutte le altre motivazioni già previste. Altrimenti fino a luglio almeno potranno muoversi solo le persone con più di 60 anni, mentre tutti gli altri dovranno aspettare il proprio turno del vaccino, paralizzando il Paese.Spero che su tutto questo il Governo voglia confrontarsi con le Regioni prima di prendere provvedimenti. E aggiustare queste incongruenze che rischiano di vanificare le misure che si prenderanno».

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 «Nei primi sei giorni di questa settimana la Liguria ha superato i 70 mila vaccini somministrati, superando ampiamente la quota fissata come obiettivo dalla struttura commissariale di 55 mila dosi la settimana – dice il presidente della Regione a proposito della campagna vaccinale in corso nella nostra regione -. Il dato degli oltre 70mila vaccini si riferisce a quelli effettuati fino alla giornata di ieri. Un risultato importante in vista delle riaperture in programma il 26 aprile. Voglio ringraziare tutte gli operatori sanitari, i medici e il personale delle Asl per l’enorme sforzo che stanno facendo per questa grande campagna vaccinale nazionale».
«Per quanto riguarda le percentuali – conclude Toti -, a ieri in Liguria aveva ricevuto la prima dose di vaccino il 21,96% della popolazione residente, contro il 17,1% a livello nazionale. Per quanto riguarda invece la seconda dose, la Liguria è all’8,37%, contro il 7,2 a livello nazionale».

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