La maggioranza in Regione rifiuta la convocazione della Consulta per l’integrazione

Candia (Lista Sansa): «Per la Regione l’integrazione è una perdita di tempo. Si rifiuta di convocare la Consulta per gli stranieri, ferma da anni»

L’ordine del giorno della Lista Sansa che chiedeva di riunire la commissione è stata respinto con 12 voti a favore (centrosinistra, M5S e FI-Liguria Popolare) e 14 contrari (Lega, Cambiamo! e FdI)

«Per la Regione Liguria l’integrazione degli stranieri è una perdita di tempo. Oggi è emerso chiaramente, con il rifiuto di convocare l’ormai trascurata Consulta per i cittadini stranieri». Così la consigliera Selena Candia, che in Consiglio regionale ha proposto un ordine del giorno, insieme a Ferruccio Sansa e Roberto Centi, chiedendo alla Giunta di convocare la Consulta regionale per l’integrazione dei cittadini stranieri immigrati. «La Consulta, istituita con legge regionale nel 2007, ha lo scopo di favorire l’integrazione e tutelare le famiglie dei circa 140mila stranieri della Liguria, quasi il 10% della popolazione: ma è resa del tutto inutile>, dice.

«L’Ocse sostiene che la crisi sanitaria sta mettendo in pericolo i progressi realizzati in materia di integrazione, rendendo ancora più difficile la situazione degli stranieri nell’accesso al lavoro e allo studio – prosegue Candia – Basta vedere cosa sta succedendo nel mio quartiere, Sestri Ponente, dove le famiglie con bambini stranieri spesso non riescono ad assicurare una didattica a distanza dignitosa ai propri figli perché non hanno sufficienti dispositivi digitali con cui connettersi. E rendiamoci conto di quanto deve essere difficile fare la dad se non si parla bene italiano».

«Il consiglio regionale ha però respinto l’odg – concludono alla Lista Sansa -. La Lega si è giustificata dicendo che “non ci sono soldi”, mentre l’ordine del giorno chiedeva solamente la convocazione della Consulta. Una questione che riguarda l’accesso al lavoro e allo studio di tante famiglie è stata discussa con l’assessore alla Sicurezza, come sei gli studenti stranieri fossero un problema di ordine pubblico. È evidente che la Regione preferisce far finta di niente: per chi ci governa queste persone non esistono».

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