Domenica delle Palme, Tasca: «Gesù anche nelle situazioni caotiche e convulse»

La Settimana Santa è il centro dell’anno liturgico e il cuore della fede. I rami di ulivo e di palme benedetti entrano nelle nostre case come segno di pace e riconciliazione. Oggi, domenica 28 marzo l’Arcivescovo ha presieduto in cattedrale la Messa della domenica delle Palme preceduta, come tradizione, dalla benedizione dei rami di ulivo all’interno di San Lorenzo nell’altare di San Giovanni Battista. Per motivi legati alle disposizioni sanitarie, non è stato possibile svolgere il rito sul sagrato all’esterno

«Commentando le letture e il Vangelo della Passione di Gesù secondo Marco, monsignor Marco Tasca ha sottolineato le diverse domande che suscita la lettura del Passio, innanzitutto a livello storico poiché ci si chiede come sia possibile che sia avvenuto un fatto simile, uccidendo un uomo, Gesù, senza motivo, con decisioni affrettate e maldestre – si legge sul sito della Curia -. Poi sorgono anche altre domande legate alla lettura della realtà della morte e come si possa darle un senso. Come leggere le realtà della vita che sembrano mancare di senso e come accettarle? La Passione di Gesù non è un incidente di percorso, Egli non si è tirato indietro e si è messo nelle nostre mani, ha portato fino in fondo questa scelta. Nella lettura del testo evangelico si nota che Gesù tace, dice pochissime parole, pur essendo al centro della situazione convulsa».

«Chiediamo allora – ha detto l’Arcivescovo – che durante questa Settimana Santa il Signore ci dia la grazia di cogliere la presenza di Gesù, che è l’unica presenza che davvero conta, anche nelle situazioni caotiche e convulse e piene di agitazione delle nostre giornate».

«Come dare un senso alla morte? Come leggere le realtà della vita che sembrano mancare di senso?» ha detto monsignor Tasca, che ha spiegato che quanto accaduto a Gesù «non è stato un incidente di percorso». Lui, ha detto «non si è tirato indietro davanti a nessuna conseguenza dell’affidarsi completamente a noi, del mettersi nelle nostre mani, ha portato fino in fondo questa scelta».

Sotto: l’omelia di monsignor Tasca. Foto: pagina web della Curia di Genova.

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