Sondaggio sulle bici in città: chi le usa chiede più ciclabili, più sicurezza stradale e posteggi sicuri

Sondaggio Fiab/Open Genova: «Il noleggio/bike sharing è comunque richiesto nonostante il fallimento di quello attuale – proseguono all’associazione -. Per soddisfare questa esigenza sono necessarie formule nuove del servizio che potrebbero anche trovarsi in quello a flusso libero. Occorre, poi, diffondere la cultura della micromobilità fra i giovani minori di 25 anni lavorando nelle scuole di ogni ordine e grado»

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Usciti i dati del sondaggio sull’uso della bici e del monopattino a Genova. Dopo quattro mesi di lavoro dei volontari Fiab e Open Genova è infine uscita l’elaborazione dei dati del sondaggio sull’uso della bici e del monopattino in città chiuso lo scorso mese di ottobre.

L’elaborazione dei dati è stata inserita in un report di 51 pagine che è liberamente consultabile all’indirizzo http://bit.ly/report_fiab_2020

«Non si tratta ovviamente di un elaborato con la pretesa di fornire dati statistici inoppugnabili in quanto il campione analizzato è formato solo dalle persone che, a conoscenza dell’indagine, hanno voluto rispondere alle domande poste – dicono alla Fiab -. Tuttavia lo scopo non era tanto quello di conoscere le entità dichiarate o stimate, degli utilizzatori della bici e monopattino in città ma quello di conoscere le motivazioni dell’utilizzo o del mancato utilizzo della micromobilità oltreché i desideri degli intervistati; oltre ai numeri puntuali restituiti dal sondaggio sono anche state fatte delle aggregazioni di dati fra possibilisti verso la micromobilità a determinate condizioni e persone che invece la rifiutano in toto. Hanno partecipato al sondaggio 2.119 persone ma non tutti hanno risposto a tutte le domande. Delle 1.708 persone che hanno risposto alla domanda “che mezzo usi prevalentemente per recarti al lavoro?” 185 pari al 10,8% hanno risposto “bicicletta” posizionandola al quinto posto dopo auto, moto, motorino e bus. Solo 14 pari allo 0,8% invece ha detto di usare il monopattino posizionando questo mezzo all’ultimo posto delle preferenze nel campione analizzato. Oltre allo “zoccolo duro” degli intervistati che hanno risposto di usare bici e monopattino come mezzo prevalente per spostarsi in città sono da considerare con attenzione anche le 637 persone del campione che usano saltuariamente questi mezzi anche per motivi diversi dalla mobilità urbana ed i 421 che non li usano ma li userebbero a determinate condizioni. A tutti questi è stato chiesto cosa li indurrebbe ad utilizzare in città la micromobilità e dalle risposte Fiab ha individuato alcune linee di azione prioritarie per lo sviluppo della mobilità ciclistica in città. Vediamo quali: occorre incrementare l’estensione delle piste ciclabili protette, soluzione considerata prioritaria sia da chi già si serve della micromobilità in città e da chi non lo fa ma vorrebbe farlo a determinate condizioni. Stesso discorso per la sicurezza stradale in senso lato. La nostra città è ai primi posti in Italia per il numero degli incidenti stradali che sappiamo causati per lo più dalla velocità e dalla distrazione. Sono necessarie misure di prevenzione (rallentatori di velocità, zone 30, educazione stradale, informazioni ai cittadini) e misure di repressione dei comportamenti scorretti (semafori intelligenti, telecamere, controlli della Polizia locale) per far sì che i cittadini si sentano sicuri in strada e che la nostra città scenda nella triste statistica degli incidenti stradali; sono necessari posteggi sicuri dove poter lasciare i propri mezzi che per le loro caratteristiche “leggere” sono più facilmente rubabili di auto e motocicli; occorre fare informazione sulle nuove opportunità fornite dal codice della strada verso quei cittadini che vorrebbero usare la micromobilità ma non lo fanno. Ad esempio la diversa percezione delle nuove corsie ciclabili fra chi già si serve della micromobilità e chi non ha l’idea della necessità operare in tal senso; agevolare con premi e benefit chi si reca sul luogo di lavoro con la micromobilità. A tale proposito dare incentivi solo per l’utilizzo e non per l’acquisto dei mezzi».

Ma che impressioni ha lasciato il lavoro svolto ai volontari di FIAB e Open Genova?

«I dati elaborati sono molti e si prestano a diversi tipi di analisi – commenta Romolo Solari, presidente di Fiab Genova -. A me è piaciuta molto la risposta che ha dato il 54% delle persone che già usano la micromobilità in città. Queste hanno come prima ragione il fatto che gli piace. Cosa c’è di meglio di recarsi al lavoro, a scuola, a fare compere, ecc. con un mezzo di trasporto che ci dà benessere?».

«Il report è stato realizzato con l’intento di fornire la massima trasparenza possibile su come sono stati raccolti e presentati i dati. Le elaborazioni di FIAB e le indicazioni tratte da questo lavoro sono un contributo al percorso di modernizzazione e vivibilità già intrapreso a Genova» dice Enrico Alletto, referente cittadinanza digitale Open Genova

Per approfondire e discutere del report FIAB ha organizzato un webinar il 24 marzo alle ore 21,00. La partecipazione è riservata ai primi 100 che si iscriveranno al seminario compilando il modulo alla pagina http://bit.ly/registrazione_webinar_fiab_1

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