Piana, il lupo e le virgolette sbagliate

Riceviamo dall’assessore alla Caccia della Regione Alessandro Piana quella che lui considera una smentita “a norma di legge”. Noi abbiamo diritto al commento e cominciamo pubblicando lo screenshot del suo comunicato originale, comprese le frasi che definiscono «improrogabili» le «azioni di contrasto alla lobby ambientalista del lupo» (ma Toti lo sa che in un comunicato ufficiale il suo vice presidente si esprime così?) e che affermano «la popolazione di lupi è decisamente aumentata, non più classificabile in via d’estinzione, quindi decade l’idea di una necessaria tutela a 360 gradi della specie»

La tutela a 360º del lupo che il vicepresidente Piana dichiara di voler far decadere corrisponde alla norma che vieta la caccia al lupo. Cambiando la norma si reintrodurrebbe la caccia: è una conseguenza diretta. Ci sembra di sparare con un cannone a un moscerino (ci si passi il modo di dire “venatorio”) a scomodare impropriamente, il sillogismo aristotelico, però crediamo sia particolarmente utile a chiarire.

Il sillogismo aristotelico (esempio): Tutti gli uomini sono mortali (prima proposizione, premessa maggiore) – Socrate è un uomo (seconda proposizione, premessa minore) – Socrate è mortale (terza proposizione, conclusione).
Il sillogismo applicato alla questione del lupo: la tutela a 360º di una specie significa divieto di caccia totale (prima proposizione, premessa maggiore) – Piana dichiara la necessità di retrocedere dalla tutela a 360º al lupo (seconda proposizione, premessa minore) – Piana vuole aprire la caccia al lupo (terza proposizione, conclusione).

Se Piana voleva dire altro, può inviare una precisazione al suo stesso comunicato dove c’è scritto testualmente, come abbiamo pubblicato e come potete leggere sopra «la popolazione di lupi è decisamente aumentata, non più classificabile in via d’estinzione, quindi decade l’idea di una necessaria tutela a 360 gradi della specie».

Cosa dice la normativa di tutela totale del lupo

La normativa italiana vieta la cattura e l’uccisione, il disturbo, il possesso, il trasporto, lo scambio e la commercializzazione del lupo (D.P.R. 357/97, art. 8, cc. 1 e 2); chiede una specifica autorizzazione per l’importazione di esemplari vivi o morti di lupo o di parti di essi (L. 874/75, 150/92); richiede l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), sentito l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), per ogni intervento di cattura/abbattimento e di immissione in natura (D.P.R. 357/97, art. 12); richiede per ogni attività di cattura a fini scientifici di lupi sia un’autorizzazione regionale (L. 157/92, art. 4), sia un’autorizzazione del MATTM (D.P.R. 357/97, art. 11).

C’è virgoletta e virgoletta (dalla Treccani)

Per quanto attiene a quello che secondo Piana sarebbe un virgolettatto (di discorso) e che invece sono solo parole dette da noi (come peraltro specificato con l’espressione “in soldoni”), dobbiamo ricorrere all’analisi grammaticale che ci ha insegnato la maestra in prima elementare. Ci facciamo aiutare dalla Treccani per non rischiare, visto che è passato tanto tempo, di essere imprecisi. Qui il link alla pagina della Treccani. Sotto: gli screen della pagina.

Sempre la Treccani precisa che «Talvolta le virgolette di citazione possono riportare un discorso non effettivamente pronunciato ma solamente supposto o immaginato (Mortara Garavelli 2003: 35)», ma non è il nostro caso, visto che la frase non è tra virgolette di discorso (o caporali) ma tra apici o virgolette alte.

Sotto: lo screen della nostra pagina che riguarda la frase contestata.

Qui il link alla nostra pagina con l’articolo completo.

Come è evidente, il virgolettato proprio è tra segni <> che sostituiscono i caporali «» quando si scrive dal telefono (il cellulare non ha il segno grafico dei caporali, che usiamo invece, scrivendo al computer) mentre le parole “spariamo al lupo” sono comprese, appunto, tra virgolette alte, che, come indica la Treccani, indicano l’utilizzo particolare delle parole, ulteriormente precisate dalla locuzione “in soldoni” che, sempre secondo la Treccani significa: in breve, in concreto, in parole povere (attraverso un significato intermedio di «in moneta valida, in denaro contante e sonante, senza cioè perdersi in chiacchiere»).

Ci rendiamo conto che l’ufficio stampa di Piana usa le virgolette alte come se fossero virgolette di discorso e non i caporali, però è un problema dell’ufficio stampa medesimo: noi continuiamo a seguire le regole della grammatica italiana. Crediamo che gli addetti di Piana lo facciano scrivendo anche loro dal cellulare e quindi non disponendo del segno grafico «» mentre quello <> da noi usato dal cellulare nel corpo del testo (non nel titolo titolo perché lo renderebbe non pubblicabile) impedisce di copincollare le frasi, che se inserite tra quei segni scompaiono perché vengono usati da sempre nel linguaggio macchina per la programmazione. Insomma, un comunicato con le virgolette <> non si può copincollare. Non essendo noi avvezzi a pubblicazione di veline (per quanto ci consta, la nostra categoria ha smesso di farlo il 25 luglio 1943, quando è caduto il fascismo) e scrivendo gli articoli in modalità giornalistica, avvalendoci del diritto di cronaca, di critica e di satira stabilito dall’articolo 21 della Costituzione e dalle leggi vigenti com’è nostro diritto fare senza dimenticare le regole di verità, continenza e rilevanza, rivendichiamo il diritto di non fare copia-incolla e di ragionare, invece, sulle cose. Non siamo lo strumento di propaganda di nessuno, non siamo tenuti a copincollare testualmente (anzi!) e se le accuse di Piana alla nostra professionalità volevano dire quello, allora consigliamo al vice presidente della Regione di costruirsi un’idea un po’ più veritiera di cosa sia il giornalismo. Dobbiamo prendere nota ancora una volta di un politico che non gradisce un articolo e passa a giudizi pesanti sulla professionalità di chi lo scrive. Qualche giorno fa era il consigliere regionale Anzalone che in una nota, confermando sostanzialmente quanto da noi scritto, passava a veri e propri insulti, ora è Piana che si permette di giudicare la nostra professionalità con tono solonico e censorio, a nostro parere fuoriluogo. Spiace dovergli ricordare che la fonte da noi usata per l’articolo è il suo stesso comunicato, quello in cui afferma la necessità di togliere totale la tutela al lupo, sempre il comunicato che trovate in cima a questo pezzo e potete leggere tutti. Lo conserviamo, ovviamente, nella mail nella versione originale.

Apprendiamo dalla nuova lettera di Piana che avrebbe abbandonato l’idea dell’illustrato decadimento «di una necessaria tutela a 360 gradi della specie» (concetto espresso nel primo comunicato) per passare a quella di meno impopolari provvedimenti «di natura non traumatica» e saremo molto felici di illustrarli. Aspettiamo impazienti che venga resa nota e siamo certi che non dovremo mai scrivere che, invece, è tornato sulle posizioni espresse nel suo primo comunicato.

Ci domandiamo se il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sappia che il suo vicepresidente e assessore alla Caccia, (che non fa mistero di essere cacciatore, tanto che la sua bacheca è piena di sue foto pubbliche con la doppietta) si esprime, in un comunicato ufficiale e istituzionale (vedi sopra), condannando la «lobby ambientalista del lupo»: una frase più da esponente della lobby dei cacciatori che da figura istituzionale. Forse Piana non sa che gli animalisti non sono solo a sinistra. Un caso per tutti è Michela Vittoria Brambilla che è stata stata Ministro per il turismo nel IV Governo Berlusconi e Sottosegretario alla presidenza del Consiglio e che è presidente e fondatrice della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Magari non proprio a tutti, nel centrodestra, piace l’approccio e il senso dei comunicati di Piana.

Detto questo, è vero: sotto l’articolo, nella pagina social, abbiamo dovuto cancellare molti commenti offensivi, minacciosi, violenti. Purtroppo è il metodo di comunicare sdoganato da certa politica e oggi allargatosi a tutta la rete. Da sempre lottiamo contro il linguaggio dell’odio e per questo siamo noti e a volte persino contestati perché banniamo le persone che usano certi linguaggi. Addirittura abbiamo impostato un filtro molto forte, con parole (parolacce, ma non solo) che se vengono scritte rendono visibile il messaggio solo a chi lo scrive e ai suoi contatti.
L’articolo, non già per le nostre modalità di estensione, ma perché le parole (quelle vere), riportate testualmente e virgolettate dal comunicato dell’assessore Piana (le ripetiamo «Già nel vicino Piemonte Paolo Demarchi – Lega Salvini Piemonte – ha chiarito la posizione di contrasto della lobby ambientalista del lupo che mette in ginocchio tante attività con una metafora: “è come se alla faina si aprisse la porta del pollaio”» e «Il progetto di convivenza non sta funzionando nonostante le contromisure adottate tra recinzioni, dissuasori vari e cani per la protezione delle greggi: è un dato di fatto. In più è cambiato il quadro di riferimento, la popolazione di lupi è decisamente aumentata, non più classificabile in via d’estinzione, quindi decade l’idea di una necessaria tutela a 360 gradi della specie» hanno suscitato viva preoccupazione tra chi ama gli animali selvatici Tanto che i commenti hanno continuato ad arrivare per giorni e giorni. Il vice presidente Piana se n’è accorto tre giorni fa, a un mese dalla pubblicazione, nonostante anche GenovaQuotidiana sia inserita nella rassegna stampa regionale che riceve ogni giorno.
Abbiamo continuato a cancellare commenti che non ammettiamo (mai) sulle nostre pagine. Ma per ogni commento inopportuno cancellato come da dovere e impegno costante (non tutti lo fanno, basta guardarsi in giro sui social) ce ne sono dieci di persone che, questa volta in maniera corretta nella forma, esprimono forti critiche alle dichiarazioni di Piana. Tra queste, anche molte persone che votano centrodestra. E su questo lo schieramento di Toti dovrebbe domandarsi se la linea imboccata da Mai e proseguita da Piana sia davvero giusta e utile alla causa generale.

Detto questo, pubblichiamo interamente la lettera di Piana, non omettendo nemmeno le parti che non avremmo alcun dovere di pubblicare, come i personalissimi quanto inopportuni giudizi del vicepresidente sulla nostra professionalità: non crediamo abbia la titolarità per esprimere giudizi sulla deontologia e la professionalità di un giornalista. Modalità della “nuova politica”…

Attendiamo, comunque, come detto, le misure “di contenimento non cruente” e non vediamo l’ora di scrivere che Piana ha rigettato nei fatti ogni ipotesi di apertura della caccia al lupo.

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