I lavoratori di Leonardo escono in strada a Sestri contro l’esternalizzazione – VIDEO

Cgil, Cisl e Uil e i lavoratori si oppongono a qualsiasi ipotesi di esternalizzazione della Business Unit Automation. Viabilità interrotta

Aggiornamento: Il corteo è terminato alle 12, quando i lavoratori sono rientrati in azienda.

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«Qualche giorno fa è stata comunicata dalla Leonardo (ex Finmeccanica) alle organizzazioni sindacali, la volontà di “valorizzare” la Business Unit Automation e l’apertura di una “Fase 1” in cui valutare futuri partner – dicono Bruno Manganaro, segretario generale Fiom Cgil Genova e Stefano Bonazzi della Segreteria Fiom Cgil Genova -. Questo dopo che la mattina stessa l’ad del gruppo ha dichiarato agli analisti finanziari di non ritenere strategica tale Business Unit. Al di là di come la si voglia chiamare, non si può che interpretare tale operazione come la messa fuori dal perimetro, di una esternalizzazione, di tali attività in attesa di un acquirente. Tale Business Unit, erede della storica Elsag e operante nell’automazione dei sistemi di smistamento per il settore della logistica e degli aeroporti, è fortemente radicata su Genova dove occupa circa 400 lavoratori, rappresentando uno dei pilastri della presenza di Leonardo sul territorio genovese. Come Fiom Cgil valutiamo in maniera estremamente negativa l’operazione che dichiara la volontà di rafforzare tale attività ma che praticamente, a maggior ragione nell’attuale situazione di mercato, rischia concretamente di mettere a rischio centinaia di posti di lavoro. L’Azienda dichiara che l’individuazione del partner avverrà nei prossimi mesi. Non vorremmo che qualcuno in Piazza Montegrappa pensasse di accelerare tale operazione per fare cassa senza tenere conto del costo sociale di tale operazione. Non sarebbe la prima volta come la vicenda Bailey ci ricorda. Cedere l’automazione significa mettere in discussione la presenza stessa di Leonardo a Genova, nella più classica delle logiche del carciofo sfogliato di foglia in foglia. Come Fiom ci opporremo sempre ad operazioni di questo tipo: Genova non può accettare di perdere altri pezzi della propria industria».

Articolo in aggiornamento

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