Il porto scende in sciopero contro i terminalisti

Stamattina l’assemblea dei delegati del porto: venerdì 5 marzo 2021 sciopero di 24 ore «per tutelare il lavoro e l’economia nello scalo genovese»

<I portuali vanno alla mobilitazione. Si è svolto questa mattina l’attivo unitario dei delegati del porto di Genova, al centro della discussione l’ordine del giorno sulla ormai famosa lettera che i terminalisti locali hanno rivolto all’autorità di sistema portuale per scardinare l’attuale assetto dell’organizzazione del lavoro nello scalo genovese – dicono Enrico Poggi e Enrico Ascheri (Filt Cgil) di Mauro Scognamillo e Massimo Rossi (Fit Cisl), Roberto Gulli e Duilio Falvo (Uiltrasporti Uil) -. Dalla discussione è emersa la necessità di un’azione forte ed incisiva in risposta alle affermazioni vergognose presenti nella missiva. I lavoratori e i sindacati intendono contrastare l’intento dei terminalisti di sovvertire regole e accordi  che fino ad oggi hanno permesso al porto di operare anche nel pieno della pandemia. La discussione è proseguita evidenziando diverse problematiche di vivibilità all’interno dei terminal che si ripercuotono anche sul tema della sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro: la tensione creata da alcuni operatori mina le relazioni sindacali e il benessere dei lavoratori. Al termine dell’assemblea i delegati hanno deciso all’unanimità di approvare la proposta delle segreterie, ovvero la proclamazione di uno sciopero di 24 ore per venerdì 5 marzo>.

Cgil Cisl Uil «forte preoccupazione rispetto alle vicende che in questi giorni stanno interessando il Porto di Genova».

«La città sta vivendo uno dei momenti più complicati dal dopoguerra ad oggi: prima la tragedia del Ponte Morandi e poi la pandemia da Covid-19 ben lontana dall’essere sconfitta; a ciò, si aggiunge il problema, peraltro troppo rimandato, della messa in sicurezza delle autostrade liguri ed in particolare del nodo genovese – dicono i sindacati -. Le ripercussioni di tali interventi coinvolgono l’intera collettività provocando una serie di effetti drammatici su economia, sui traffici portuali e sui lavoratori genovesi. In questo contesto si colloca purtroppo anche la incomprensibile iniziativa dei terminalisti rappresentati da Confindustria. Quanto avvenuto sembra un “Pastiche”: una lettera consegnata a mano al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale – forse nell’intento di non darle troppa enfasi – e con un taglio riservato, reso poi noto addirittura a mezzo stampa. Al di là del metodo, a sconcertare è il contenuto. In pratica la missiva contesta punto per punto l’accordo quadro sottoscritto a dicembre scorso anche dagli stessi firmatari della lettera, accordo che per sua stessa definizione presume una mediazione tra le parti con reciproca soddisfazione. Con quell’intesa, terminalisti, Autorità e Compagnia Unica hanno convenuto di chiudere una pagina ed aprirne una nuova che guarda al futuro, senza nascondersi le difficoltà, ma con grande senso di responsabilità da parte di tutti e soprattutto dei lavoratori. Sono proprio quei lavoratori della CULMV e di tutto il Porto, che hanno determinato le fortune del nostro scalo e degli stessi terminalisti, contribuendo ad una crescita, costante, a doppia cifra percentuale, anno su anno. Sono quegli stessi lavoratori che hanno spesso rivendicato attraverso le organizzazioni sindacali di categoria di lavorare bene, in sicurezza, con la certezza del giusto salario e impegnandosi in confronti non sempre facili, anzi, spesso difficili».

«La pace sociale, costruita su equilibri che oggi sembrano essere messi, irresponsabilmente da parte di alcuni, in discussione, non è per sempre ed è basata su equilibri molto fragili: le energie di tutti devono essere dirette a costruire il futuro del nostro Porto, a partire dalle infrastrutture, dalla nuova diga e da tutto ciò che può consentire alla nostra città di agganciare il treno per il futuro. Rendere questo percorso in salita è da irresponsabili» aggiungono Igor Magni, segretario generale Cgil Genova, Marco Granara, segretario generale Cisl Genova e Mario Ghini Segretario Generale Uil Genova e Liguria

Cgil Cisl Uil sostengono lo sciopero dei portuali del prossimo 5 marzo proclamato da Filt Cgil Fit Cisl Uil trasporti e saranno sempre al fianco dei lavoratori che sono stati, sono e saranno il vero valore aggiunto del nostro Porto, settore strategico dell’economia di tutta la città, della regione e del Paese.

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