Bucci: «Cancellare il femminicidio dalle cronache». Toti: «La città è sconvolta»

La Uil: «La violenza quindi una conseguenza di una cultura che genera fatti gravissimi che sono anche aumentati nel corso della pandemia»

«La città si stringe con dolore e affetto attorno ai familiari di Clara, vittima di una violenza inaudita, aberrante e ingiustificabile – scrive il sindaco Marco Bucci sulla sua pagina Facebook -. Agli investigatori e alla magistratura spetta il compito di fare totale chiarezza su quanto accaduto, alla nostra società quello di interrogarsi su episodi di tale gravità e comprendere come poter arrivare a cancellare il termine “femminicidio” dalle nostre cronache».

«Ha confessato poco fa l’ex compagno di Clara Ceccarelli, la donna uccisa a coltellate questo pomeriggio nel suo negozio in centro a Genova – ha scritto sulla sua pagina Facebook, ieri sera, il presidente della Regione Giovanni Toti -. Un terribile femminicidio, l’ennesimo nel nostro Paese, che ha sconvolto la città. Una preghiera per Clara e per la sua famiglia in questo momento di grande dolore che unisce un’intera comunità».

<Questo femminicidio, avvenuto in via Colombo, ci tocca da vicino, non solo perché è avvenuto a due passi dalla Uil, in via Colombo, ma perché è figlio, ancora una volta, della cultura del possesso, della prevaricazione e della  violenza – dice Sheeba Servetto, segretaria regionale Uil Liguria -. Questi sono temi sui quali abbiamo ingaggiato una lotta quotidiana e che, come sindacato, continueremo a contrastare affinché questi fatti non avvengano più.  Un tema quello della violenza che ci ha toccati da vicino quando, in Lombardia, nell’estate di due anni fa una collega del Caf è stata uccisa da un  compagno di lavoro  con il quale aveva avuto una relazione . Troppe donne hanno perso la vita per mano di compagni, amici, familiari o a causa di una mano armata dall’odio verso le donne.  Stiamo assistendo a una recrudescenza di sessimo, razzismo, misoginia. Purtroppo è qualcosa di palpabile di cui la società è tremendamente pregna. Le conversazioni che quotidianamente ingaggiamo tra i generi, dense  di maschilismo e misoginia, in questo momento appaiono come sintomatiche di una criticità più volte denunciata ma spesso sottovalutata nelle possibili conseguenze: tra tutte l’episodio odierno. Occorrono misure serie per contrastare questo meccanismo ormai da sconfiggere idealmente e nel concreto nel quale le donne sono qualcosa da possedere, zittire, sottomettere, emarginare, perché la violenza è  quindi una conseguenza di questa cultura che genera fatti gravissimi che sono anche aumentati nel corso della pandemia. È necessario che istituzioni e politica facciano fronte comune per contrastare il seme del male che cresce, purtroppo, in maniera incontrollata, spesso inconsapevole, nelle nostre famiglie, a scuola, sul lavoro, nelle istituzioni. Oltre alla volontà politica di contrasto alla violenza, occorrono risorse da destinare a progetti di sensibilizzazione e formazione che accompagnino uomini e donne nel lungo percorso della vita».

Aggiungeremo qui le reazioni che arrivassero in giornata.

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