Un’altra donna uccisa, domani manifestazione di Centro Antiviolenza e Non Una di Meno

<Sabato 20 febbraio saremo alle 16 in via Colombo> dice Manuela Cacioni, responsabile del Centro Antiviolenza Mascherona in piazza Colombo. <Eravamo lì la settimana scorsa, ad urlare la nostra rabbia contro il fiume di femminicidi che ormai non fanno neanche più notizia sui media nazionali – aggiungono a Non Una di Meno Genova -. Saremo lì nuovamente domani, perché negli ultimi due giorni, tre donne sono state uccise per mano di un uomo>

<Clara è stata uccisa dal suo ex compagno. Siamo sconvolte per quello che è successo a pochi passi da noi – afferma Manuela Caccioni, responsabile del Centro Antiviolenza Mascherona in piazza Colombo – ma non siamo stupite. Sono già 13 le donne uccise nel nostro Paese da inizio anno. L’uccisione di Clara è un’ulteriore triste conferma di un fenomeno purtroppo sempre attuale e diffuso e che ci obbliga ancora una volta ad una riflessione e ad una assunzione collettiva di responsabilità.”Gli ultimi dati Istat mostrano che, se da un lato il numero totale degli omicidi è diminuito, dall’altro sono cresciuti o rimangono costanti i casi delle donne uccise in ambito familiare da mariti, fidanzati o ex conviventi. Da uomini che non accettano il volere delle donne.La violenza maschile sulle donne è un fenomeno trasversale le cui cause sono da ricondurre ad uno storico squilibrio di potere tra uomini e donne e ad una concezione della relazione tra i generi che nega alla donna il diritto all’autodeterminazione. Il femminicidio non è causato da raptus di follia o momentanee perdite di controllo ma è preceduto spesso da un periodo più o meno lungo di violenze e maltrattamenti.“Sono necessarie e improrogabili azioni politiche di sostegno e protezione delle donne in attuazione di quanto stabilito dalla Convenzione di Istanbul, come continuiamo a ripetere da anni.”Il Centro Antiviolenza Mascherona da oltre 10 anni interviene a sostegno delle donne e dei bambini e bambine che subiscono violenza e durante la pandemia non si è fermato, continuando ad accogliere le donne e a mettere in campo azioni di formazione e sensibilizzazione nelle scuole e con la rete territoriale per prevenire la violenza maschile sulle donne.“Quanto è successo coinvolge tutti e tutte. – conclude Manuela Caccioni – Solo attraverso un lavoro di rete possiamo promuovere un concreto cambiamento culturale che possa contribuire all’avanzamento dei diritti delle donne>.

<Eravamo lì la settimana scorsa, ad urlare la nostra rabbia contro il fiume di femminicidi che ormai non fanno neanche più notizia sui media nazionali – dicono a Non Una di Meno Genova -. Saremo lì nuovamente domani, perché negli ultimi due giorni, tre donne sono state uccise per mano di un uomo. L’ultima, Clara Ceccarelli, qualche ora fa, nella nostra città, proprio vicino a dove sabato abbiamo gridato per far sentire la loro voce, la nostra voce. Basta! Chiamarlo raptus Basta! Chiamarlo delitto passionale Basta! Chiamarlo amore Siamo stanche e arrabbiate, ma non ci fermeremo MAI! Perché se toccano una, toccano tutte. Ci vediamo domani alle 16 in via Colombo. Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce!>.

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