“Michelangelo. Divino artista”, lectio magistralis di Paolo Portoghesi

 In occasione della mostra Michelangelo. Divino artista la Fondazione Ordine degli Architetti di Genova, il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova e Palazzo Ducale giovedì 25 febbraio 2021,alle 17.30, in diretta streaming dalla Sala del Maggior Consiglio, presentano: Michelangelo XXI secolo, la lectio magistralis di Paolo Portoghesi

Un evento che, grazie alla collaborazione dell’Università e di alcuni dei principali enti di cultura cittadini, ha permesso di coinvolgere uno tra i maggiori architetti contemporanei, figura centrale del dibattito sull’architettura italiana, nel racconto sulla lezione del maestro aretino.

La conferenza sarà fruibile esclusivamente online. Per architetti e professionisti, cui verranno riconosciuti i crediti formativi (2 CFP), si richiede l’iscrizione tramite il portale Formagenova.it; sarà invece visibile a tutti gli appassionati collegandosi gratuitamente alla piattaforma GoToWebinar.

Fama e presenza di Michelangelo non sono venute meno con il sorgere della modernità ma, per certi aspetti, si sono rafforzate, sia per la ricchezza delle interpretazioni critiche, sia per l’individuazione all’interno della sua opera di alcuni temi di ricerca – il ‘non finito’, l’inquietudine esistenziale, il coraggio dell’innovazione radicale – che hanno anticipato la modernità (Paolo Portoghesi).

Queste le premesse della lectio magistralis, anticipata dai saluti di Serena Bertolucci, direttrice  Palazzo Ducale, di Nicoletta Dacrema, prorettrice vicaria Università di Genova, di Nicolò Casiddu, direttore Dipartimento Architettura e Design, Università di Genova, di Lorenzo Trompetto, presidente Fondazione Ordine Architetti di Genova, di Walter Mariotti, direttore editoriale di Domus, e introdotta da Carmen Andriani, ordinario di progettazione presso il Dipartimento di Architettura e Design, Università di Genova.

Argomento iniziale della conferenza saranno i numerosi echi michelangioleschi nella cultura del novecento, trasversali a scultura, pittura e architettura. Il racconto di Portoghesi si soffermerà quindi sulla vicenda del libro Michelangelo Architetto, da lui stesso curato assieme a Bruno Zevi nel 1964, e della contemporanea Mostra Critica delle Opere Michelangiolesche al Palazzo delle Esposizioni a Roma che, rivalutando i progetti delle “Fortificazioni Fiorentine” conservati a Casa Buonarroti e ospitando i plastici critici fatti dagli studenti di Zevi, testimoniava la riapertura dell’architettura del novecento al ruolo creativo della memoria storica.

Un breve excursus sarà poi dedicato al rapporto Michelangelo-Borromini -individuato dallo storico e critico d’arte Giulio Carlo Argan – per il valore che ha assunto nello sviluppo della architettura degli ultimi decenni. Le conclusioni riguarderanno le domande che l’opera di Michelangelo, non scindibile dalla sua profonda religiosità, ancora ci rivolge rispetto al futuro della tradizione umanistica.

L’evento, a cura di Carmen Andriani, Università di Genova-DAD, e di Lorenzo Trompetto, FOA.GE, è patrocinato daAccademia Nazionale di San Luca; Facoltà di Architettura – Sapienza Università di Roma; Ordine degli Architetti PPC di Genova; ADD/Dottorato in Architettura e Design-Genova;  POT – Piani di Orientamento e TutoratoMedia partner: Domus

Paolo Portoghesi (Roma, 1931) è sostenitore di una architettura “radicata” che interpreti la tradizione, non come un trasferimento di abitudini acquisite, ma come stimolo alla innovazione nella continuità. Laureatosi nel ’57, come progettista ha fondato nel 1977 uno studio professionale con sua moglie, Giovanna Massobrio, co-autrice di molte pubblicazioni e opere, tra cui la Galleria Apollodoro, i complessi residenziali ENEL di Tarquinia e la non-cattedrale di Lamezia Terme. Tra le altre principali architetture di Portoghesi realizzate in Italia e all’estero, si ricordano: Casa Baldi,  la Moschea di Roma, il Quartiere Rinascimento a Roma, il Parco Urbano di Abano, il teatro “Nuovo Politeama” a Catanzaro, la Moschea Grande di Strasburgo, edifici a Kharthoum, a Pirmasens, a Santo Domingo e la reggia di Re Hussein ad Amman. È professore emerito dell’Università della Sapienza, dove ha insegnato Geoarchitettura, e ha ricevuto due lauree honoris causa. È Accademico dei Lincei e di San Luca e socio di numerose accademie internazionali. I suoi libri più importanti sono: Roma BaroccaFrancesco BorrominiDopo l’architettura modernaArchitettura e NaturaLa mano di PalladioIl sorriso di tenerezza e Letture sulla custodia del Creato. Direttore di storiche riviste di architettura come Controspazio, Materia e Eupalino, oggi dirige Abitare la Terra.

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