Emergenza spettacolo Liguria chiama gli spettatori a raccontare il “Teatro che non c’è”

L’iniziativa organizzata dal Gruppo dei lavoratori dello spettacolo dal vivo liguri vedrà il pubblico dei teatri e dei concerti delle sale e della strada i fruitori della cultura tutta, come i veri protagonisti

Emergenza spettacolo Liguria chiama il pubblico e la cittadinanza a raccontare Il Teatro che non c’è: <In questo tempo in cui noi non possiamo raccontare vogliamo fermarci ad ascoltare>. Emergenza spettacolo Liguria che instancabilmente sta puntando i riflettori da un anno ormai, per una maggiore attenzione al settore della cultura e del territorio spiega l’idea:

<In questo tempo in cui noi non possiamo raccontare vogliamo ascoltare. È la voce di chi fruisce dell’atto scenico che vogliamo ascoltare, di chi in qualche modo lo costruisce nel gusto, nella volontà di opinione, di senso, per nutrimento e bellezza, per un gesto catartico o per compiere un rito, per fruire di quotidianità o di mondanità, dal momento dell’ingresso nel luogo della rappresentazione, alla fruizione e a tutto ciò che aleggia nell’assistere e partecipare allo spettacolo dal vivo – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa -. Cominciamo Il 21 febbraio con il teatro seguiranno gli appuntamenti con la musica, la danza, il circo. Il pubblico è invitato a portare i pensieri le suggestioni, le memorie, le storie, gli aneddoti, i desideri di Teatro visto, vissuto, mancante. Un occasione per raccontare quello che ti ha sempre accompagnato, il teatro che sogni, qual’é il tuo rapporto con il teatro, l’importanza che ha avuto per te, la tua esperienza come spettatore, cosa ti è mancato finora? Sono domande- conclude il comparto dei lavoratori dello spettacolo – a cui vorremmo porgere l’ascolto e l’attenzione che meritano>.

La call si terrà domenica 21 febbraio alle ore 18 su piattaforma GoToomeeting e in diretta Facebook sulla pagina di Emergenza Spettacolo Liguria.

Per info e prenotazioni scrivere a emergenzaspettacololiguria@gmail.com

Si può prenotare l’intervento e poi allegare foto, video (non più di 2), musiche o qualunque altro materiale che faccia parte del tuo racconto.

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