Marco Bucci: “Da lunedì locali chiusi anche a mezzogiorno, aiutateli ordinando il pranzo di San Valentino a casa”

Oggi la Fipe Confcommercio aveva protestato chiedendo programmazione per le chiusure e, comunque, apertura di bar e ristoranti per tutto il giorno fino alle 22. Saranno chiusi tutto il giorno da sabato a mezzanotte. Ieri a Genova ancora 45 sanzioni per il mancato rispetto delle regole, tra cui una a un esercizio commerciale. E 8 morti, tra cui una donna di 46 anni

<Sono molto vicino ai ristoranti e alle attività commerciali che dovranno chiudere – ha detto il sindaco Marco Bucci -. Consiglio a tutti quelli che avessero in programma di fare il pranzo di San Valentino di ordinare ai ristoranti e farselo portare a casa. Questo potrebbe essere un segnale di vicinanza nei confronti delle attività commerciali. C’è però da dire che anche ieri, e lo dico con amarezza, sono state registrate 45 multe per il mancato rispetto delle norme di prevenzione al Covid, di cui una a un esercizio commerciale. Non stiamo migliorando da questo punto di vista e il fatto che adesso entreremo in arancione non fa altro che confermare che dobbiamo assolutamente rispettare le norme, evitare gli assembramenti, mettere la mascherina, mantenere le distanze di sicurezza e igienizzarsi continuamente le mani. Queste norme vanno rispettate: 45 sanzioni nella sola città sono un numero enorme. Dobbiamo rispettare le regole. Non possiamo rovinare tutto quello che stiamo facendo, come le vaccinazioni, non rispettando le regole>.

<Da domenica, quando la Liguria passerà in zona arancione, per i nostri ristoratori inizieranno altre due settimane di sacrifici. – ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – Questa decisione arrivata stasera li priva anche del pranzo di San Valentino, un’occasione preziosa per cui tanti locali erano al completo e avevano già rifornito le loro cucine. Un ulteriore danno che poteva essere evitato>.

Oggi pomeriggio il presidente di Fipe Confcommercio Liguria Alessandro Cavo aveva giudicato come una <ulteriore mancanza di rispetto delle imprese della ristorazione, dopo ormai un anno dall’inizio dell’emergenza> l’eventuale (e poi avvenuto: scatterà sabato a mezzanotte) passaggio in zona arancione nella giornata di domenica. E questo nonostante si continuino a contare molti morti e i dati siano in peggioramento. <Ripetiamo che le nostre imprese per lavorare hanno necessità di una programmazione, non possiamo pensare di attendere ancora di capire se potremo aprire nella giornata di domenica – aveva continuato Cavo -. Tra l’altro una giornata importante: la festa di San Valentino rappresenta una boccata di ossigeno per i ristoranti, dopo un dicembre pessimo. La situazione economica è critica, ma a pesare ulteriormente sulle imprese resta l’incognita del posizionamento nelle fasce di rischio che può cambiare ogni due settimane, con un preavviso minimo>. Purtroppo l’andamento della pandemia non si può prevedere nella palla di vetro e i dati sono in aumento in tutta Italia. In ballo c’è la salute e la vita dei cittadini. Qui in Liguria sono quattro i fattori che sono cambiati rispetto a quando i dati erano in discesa: apertura delle scuole, scarso rispetto delle regole (lo ha detto anche il Sindaco), l’aumento del contagio nel sud della Francia dove i casi sono molti di più che da noi (per quanto riguarda Imperia) e proprio l’apertura dei pubblici esercizi. Impossibile calcolare precise responsabilità dell’una o altra situazione, fatto sta che le condizioni sono peggiorate.
<I Tavoli di confronto non bastano più alle imprese in difficoltà – ha aggiunto Cavo – i ristori quinques devono essere immediati, calcolati su una base annuale e devono essere adottati protocolli sanitari per le riaperture in sicurezza dei pubblici esercizi anche nella fascia serale fino alle 22.00. La ristorazione è pronta a ripartire in sicurezza, rispettando tutte le disposizioni necessarie alla tutela della salute, ma la ripartenza deve essere programmata per non rischiare ulteriori chiusure>.

Le chiusure, purtroppo, sono legate al contagio, ai morti, alla necessità di non affollare i reparti ospedalieri di media intensità e le terapie intensive per evitare anche di dover chiudere gli ospedali a tutte le altre patologie. È un equilibrio difficilissimo tra la vita di tanta gente e la crisi economica che tocca moltissimi settori. Sono molte le categorie che chiedono di riaprire dopo un lungo periodo estenuante di chiusura, ma è anche vero che alla maggiore libertà corrisponde ogni volta un aggravamento della situazione e che le regole, come ha detto il Sindaco, sono ignorate da molti, anche tra le attività economiche. Anche oggi i morti registrati sono stati molti: 8, tra cui una donna di 46 anni. I deceduti per Covid registrati ad oggi in Liguria sono stati 3.499, 73.241 i malati dall’inizio della pandemia, 64.805 i guariti. I morti in Italia sono stati 93.045. È come se la popolazione di un’intera città di medie dimensioni fosse scomparsa. La Spezia, ad esempio, ha 93.700 abitanti. Il rispetto si deve anche a queste persone e ai loro familiari. La tutela della vita si deve a tutti quelli che possono averla salva grazie ai vaccini.

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