Dogane e Polizia locale denunciano per azzardo un venditore di ricariche

Operazione “E-Gaming”: sul posto, a Sampierdarena, è stato trovato anche un lavoratore in nero, segnalato all’Ispettorato del lavoro

Una pattuglia mista di funzionari dell’Ufficio Monopoli e dell’ Ufficio Antifrode Controlli della DT II e operatori della Polizia locale individua a Sampierdarena una sala scommesse non autorizzata: denunciato a piede libero il gestore. La Polizia locale ha anche segnalato all’Ispettorato del Lavoro un lavoratore non regolarmente assunto

Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e agenti della Polizia locale hanno appena concluso, con esito positivo, un’attività di controllo su i P.V.R. (punti vendita ricariche).
Si tratta della prima operazione dopo la sigla del Protocollo d’intesa tra l’Agenzia Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale Liguria Piemonte e Valle d’Aosta – e il Comune di Genova – Corpo di Polizia locale – per la realizzazione di azioni congiunte in materia di lotta alla contraffazione, tutela del Made in Italy, e di collaborazione per fornire adeguata informazione ai cittadini sugli adempimenti in materia di falsificazione, consumo di prodotti pericolosi per la salute e il gioco d’azzardo.

La vigente normativa consente il “gioco a distanza” (e-gaming) realizzato attraverso il collegamento, ad una piattaforma informatica di gioco autorizzata da ADM, da parte di un giocatore titolare di un “conto gioco”, ossia di un conto a scalare la cui provvista può essere utilizzata per l’effettuazione delle giocate, esclusivamente attraverso le strumentazioni informatiche nella sua diretta disponibilità.

Tale “conto gioco” può essere alimentato o attraverso versamenti effettuati on-line da parte del giocatore o mediante l’acquisto, da parte sua, di apposite “carte di ricarica” presso un “P.V.R.” il quale – a meno che non sia in possesso dell’autorizzazione della Questura prevista dall’art. 88 TULPS e dell’ulteriore specifica autorizzazione rilasciata da ADM – non può ricevere direttamente le giocate richieste dagli scommettitori né mettere a loro disposizione le strumentazioni informatiche necessarie affinché questi ultimi possano “piazzare” direttamente le loro giocate: in sostanza, i P.V.R. non possono operare alla stregua delle normali sale scommesse che, peraltro, in questo periodo, per esigenze legate alla lotta alla diffusione della pandemia da Coronavirus-19, sono chiuse.

I funzionari dell’Ufficio Monopoli per la Liguria già da qualche tempo avevano attenzionato un esercizio commerciale, sito in Sampierdarena, operante quale P.V.R. per conto di un noto gestore nazionale dell’e-gaming e sospettato di ricevere direttamente, in carenza delle necessarie autorizzazioni, le giocate richieste dall’utenza.

Il giorno 11 gennaio è scattato il blitz. I funzionari dell’Ufficio Monopoli, con la collaborazione dei colleghi dell’Ufficio Antifrode e Controlli della DT II Liguria Piemonte e Valle d’Aosta e degli agenti della Polizia locale hanno “chiuso il cerchio” attorno al gestore di tale attività: una verifica mirata all’interno dell’esercizio, infatti, ha consentito di accertare la condizione di illegalità nella quale questo si muoveva, comprovata dal rinvenimento di numerosi scontrini di giocata telematica e da alcuni quaderni all’interno dei quali erano state annotate, giorno per giorno, le giocate ricevute e le relative vincite.

Le verifiche condotte hanno inoltre consentito di acclarare che, in violazione delle vigenti disposizioni, tale operatore consentiva l’effettuazione delle giocate utilizzando “conti gioco” di clienti vari e non quello dell’utente che di volta in volta richiedeva il piazzamento della scommessa: si tratta, come evidente, di un modus agendi non legittimo in quanto impedisce la corretta ricostruzione del tenore di vita del contribuente, con tutte le evidenti conseguenze in materia di controllo dell’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti per poter fruire delle eventuali prestazioni di welfare.

Si è proceduto al sequestro della documentazione probatoria sopra rinvenuta ed il gestore del P.V.R. è stato deferito in stato di libertà alla medesima Procura per violazione dell’art. 4 c. 1 e 4-bis L. 401/1989.

Da parte della Polizia locale si riscontrata la mancata esposizione del titolo autorizzatorio, sanzionato ai sensi dell’art. 180 Regolamento di esecuzione TULPS (€ 308), e carenza delle informative anti-covid, sanzionato ai sensi del  D.L. 33/2020 artt. 1, comma 14 e 2, comma 1, e D.L. 19/20 art. 4, comma 1 (€ 400 – pagamento entro 5 giorni dalla contestazione: € 280) e relativa segnalazione in Prefettura.
Sul posto era presente un lavoratore, successivamente generalizzato, che prestava opera senza poter attestare la condizione di dipendente. La situazione darà segnalata per accertamenti presso l’Ispettorato del Lavoro competente in materia.

L’attività condotta dimostra la bontà della scelta, fortemente voluta dalla DT II Liguria Piemonte e Valle d’Aosta, di assicurare lo scambio di esperienze tra l’integrazione di procedure operative fra i funzionari dell’Ufficio della DT II, da sempre operanti nel controllo dei giochi (Ufficio dei Monopoli per la Liguria) , e i funzionari specializzati in attività di verifica tributaria, di osservazione e controllo del territorio e di polizia giudiziaria (Ufficio Antifrode e controlli) e gli operatori della Polizia locale, maggiormente specializzati in attività di controllo di natura amministrativa degli esercizi commerciali.  L’utilizzo – come in questo caso – di pattuglie “miste” ha reso possibile, in brevissimo tempo, il conseguimento di questo importante risultato di servizio.

In copertina: foto d’archivio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: