Sui cippi di Monte Mafrei Genova Antifascista scrive i nomi dei tre di Cogoleto e del consigliere Gambino

Video shock su Facebook in risposta anche alla sinistra del consiglio comunale che si è astenuta sull’ordine del giorno che equipara il comunismo al fascismo. Nel mirino anche il portavoce dell’associazione Almirante, Fabrizio Marabello, il suprematista Andrea Cavalleri e il “capo” genovese del gruppo di estrema destra Azione Frontale, Alessio Vescovo

Cosa accadde veramente alla fine della guerra sul Monte Manfrei, nel Savonese? Per la destra fu un eccidio perpetrato dai partigiani con oltre 200 vittime, ma questa tesi è fortemente contestata dall’Anpi e da un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete e sulle false notizie a tema storico che si chiama “Nicoletta Bourbaki“. La giornalista Laura Guglielmi ha pubblicato sul suo sito quanto raccontato dalla maestra partigiana Fausta Siri Scasso.
Negli ambienti di destra la questione viene assunta come la storia dell’eccidio di 200 marò per mano di partigiani. Nel tempo è stato costruito un sacrario e sono stati sistemati dei cippi in ricordo dei presunti morti e vengono organizzate cerimonie di “ricordo”. Esiste anche una fondazione che fa riferimento all'”Associazione Ragazzi del Manfrei”.
Secondo tutte le altre fonti, quanto descritto dalla destra o non è vero o è limitato alla, comunque sciagurata, uccisione di 10 o 20 persone, fucilate perché ritenute responsabili di crimini nei confronti della popolazione durante i rastrellamenti, mentre gli altri sarebbero stati fatti partire con il treno da Rossiglione per i campi di concentramento di Coltano o di Scandicci, in Toscana, allestiti al termine del secondo conflitto mondiale dagli Alleati come centro di detenzione per prigionieri di guerra fascisti della ex Repubblica Sociale Italiana, militari germanici e collaborazionisti dell’esercito tedesco di altre nazionalità.

È al “sacrario” di una strage che non si sa se sia mai avvenuta e, se è avvenuta, che proporzioni ha avuto, che sono saliti i militanti di Genova Antifascista che lì hanno realizzato un video in cui compaiono i nomi del consigliere Fdi delegato a alla Protezione civile a Tursi Sergio Gambino (citato col suo primo nome, Antonino), dei tre consiglieri comunali che hanno fatto il saluto romano nel consiglio comunale di Cogoleto, Francesco Biamonti (Lega), Valeria Amadei (Fdi) e Mauro Siri (indipendente), del “capo” genovese di del gruppo di estrema destra Azione Frontale, Alessio Vescovo, del suprematista savonese accusato di terrorismo e oggi in custodia cautelare in carcere Andrea Cavalleri. del portavoce dell’associazione Almirante, Fabrizio Marabello. Tutti i nomi sono scritti su fogli di carta appiccicati su altrettanti cippi che ricordano i presunti marò uccisi mentre gli altri cippi sono stati fasciati in sacchi della spazzatura neri.

<Welcome to Wonderland – scrive Genova Antifascista sulla propria pagina Facebook, a corredo dei video che noi abbiamo riunito in uno soltanto -. La scorsa notte ci siamo immersi nel favoloso mondo di Monte Manfrei. Un luogo fantastico creato ad arte dai nostalgici della Rsi; si immagina che in questo luogo, all’indomani della Liberazione, siano stati giustiziati un numero indefinito di Marò da una misteriosa formazione partigiana di cui non si conosce il nome. I corpi non sono mai stati trovati e i nomi sulle lapidi sono fittizi. Per una notte anche noi ci siamo calati in quel luogo creato ad arte per annacquare la memoria della Resistenza Partigiana, un luogo in cui tutto è frutto della fantasia e nulla è reale. Oggi siamo tornati alla realtà, volare con la fantasia può essere pericoloso: negli ultimi anni abbiamo assistito, troppe volte in silenzio, al progetto di revisionismo storico portato avanti in primis dalla destra e dalla sinistra istituzionali, come lo dimostrano l’istituzione del giorno del ricordo e la vergognosa proposta, passata con il silenzio della “sinistra” cittadina, di istituire un’anagrafe antifascista e anticomunista. Noi restiamo con i piedi ben saldi a terra, pronti a combattere i rigurgiti fascisti e i tentativi di revisionismo. Nessuna sfilata nazista resterà senza risposta>.

<Le immagini si commentano da sole – commenta Sergio Gambino -. Spero sinceramente si metta al bando su Facebook la pagina e che venga presa una distanza unanime di tutto il mondo politico da una associazione, Genova Antifascista, violenta, antidemocratica antistorica e revisionista e di conseguenza che va contro i principi base della Costituzione italiana>.

Negli ambienti di destra si dice che il post sia stato segnalato, ma che il social non lo abbia cancellato perché non in contrasto alle proprie regole.

Del blitz a Monte Manfrei e del post su Facebook si occupa la Digos.

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