Il comunismo messo al pari di fascismo ed eversione. Bufera sul consiglio comunale

Pd e Lista Crivello capiscono solo in ritardo, sotto il fuoco di fila della sinistra e chiedono scusa. Italia Viva rivendica il suo “sì”, Pastorino (Linea Condivisa) accusa, l’Anpi condanna. La Cgil a Bucci: <Rimuova subito gli effetti dell’ordine del giorno>. E la destra incassa la vittoria politica per mancanza di opposizione

In consiglio comunale ci sarebbe da parlare di buchi nelle strade, come quello che probabilmente ha portato una giovane mamma a sbandare col monopattino e finire sotto le ruote di un tir, perdendo la vita. Oppure dell‘illuminazione pubblica che lascia al buio a macchie di leopardo e per lunghi periodi ampie zone della città, peggiorando la sicurezza. Oppure della segnaletica stradale che la stessa Amministrazione, annullando le sanzioni per le canalizzazioni (e rendendosi rea confessa di dabbenaggine per averle fatte partire), ha ammesso essere carente. O di centro storico dove, nonostante i proclami, sicurezza e vivibilità sono in crollo verticale, si stanno rendendo abitabili i bassi e, come se non bastasse tutto il resto, si aggiungono conflitti sociali evitabilissimi: nella zona est, i commercianti coi dehors piazzati ovunque e i cittadini sono arrivati ai ferri cortissimi, tanto da far temere che prima o poi, all’ennesima carrozzina o ambulanza che non passa, lo scontro possa diventare fisico. E invece, invece di affrontare i problemi pratici della città, che sono tanti, i consiglieri comunali eletti dei cittadini genovesi preferiscono impiegare il tempo del Consiglio per dedicarsi a “questioni di senso” e di “alta politica”, quasi fossero stati eletti al Parlamento. La destra si diletta a praticare revisionismo e gran parte della sinistra (sinistra?) abbocca all’amo come un “luasso”, il pesce spigola, denominato a Genova “lupaccio” – questo il significato di luasso – proprio per la sua voracità.

E il Pd del consiglio comunale, ha abboccato. Lo ha fatto e subito dopo s’è preoccupato solo di cantar vittoria per aver portato all’approvazione una delibera totalmente condivisibile (quello contro il turismo sessuale nei paesi del terzo mondo), ma – torniamo al discorso di prima, quello sulle reali competenze di un Consiglio comunale che invece si pensa Parlamento – del tutto teorica e inefficace perché approvata da un consesso amministrativo locale. È come se in assemblea di condominio si votasse il rifacimento della lastricatura in piazza De Ferrari: massima spesa, minima (o nulla) resa, insomma. Tutto questo mentre buchi nelle strade, illuminazione pubblica, segnaletica stradale, centro storico, degrado delle periferie, i problemi veri e concreti, continuano a non essere messi al centro della discussione, se non marginalmente, da parte della sinistra.

E così, la sinistra distratta fa passare l’ordine del giorno della destra, anche quella distratta da più reali e concreti problemi della città e più impegnata a piantare puntelli politici in una città che fino alle ultime Comunali quei puntelli li ha sempre guardati con disprezzo: 24 i voti a favore (Lega Salvini Premier, Cambiamo, Fratelli d’Italia, Vince Genova, Forza Italia, Italia Viva), 7 gli astenuti (Pd, Lista Crivello), e 5 presenti non votanti (Movimento 5 Stelle). Nemmeno un “no” si è registrato nella Sala Rossa di Palazzo Tursi.

Astensione e presenza non votante sono “il metodo”, abusato in questi anni, della sinistra che non sa votare contro, che non sa costruire un’opposizione efficace, che pensa così di “dare un segnale politico”, un segnale che fuori dalla Sala Rossa non vede nessuno e sta nell’ordine del combattimento col fioretto, inutile e a tratti ridicolo, quando la squadra avversa usa un’enorme spada che abbatte puntualmente, in consiglio comunale, sulla storia e sui diritti. C’è persino chi dice che lo scarso vigore del Pd (e Italia Viva) nell’opposizione sia da far risalire a una manovra locale di avvicinamento ai centristi di Cambiamo e Forza Italia, cominciata ben prima dell’incarico di costituire il governo a Mario Draghi.

Il Pd e la Lista Crivello si accorgono soltanto dopo di aver sbagliato. Nonostante il testo proposto dalla destra fosse del 2 febbraio, come se in mattinata non ci fosse stata la conferenza dei capigruppo. Se ne accorgono quando già il capogruppo regionale di Linea Condivisa, Gianni Pastorino, li aveva messi in piazza con un post su Facebook.

<Non voglio fare polemiche, sopratutto in un momento delicato della storia di questo paese, e della nostra città dove, oltre fronteggiare una emergenza sanitaria, ci troviamo alla guida di Genova e della Liguria una destra arrogante e senza capacità di governo – scrive Gianni Pastorino -. Per questo credo sia giusto cercare di riunire le contraddizioni, con l’obiettivo chiaro di costruire già da da ora una coalizione che sia in grado di rappresentare le forze progressiste e mandare a casa Bucci. Ma cari compagni e compagne del Partito Democratico e della lista Crivello, fascismo e comunismo non sono mai sullo stesso piano. E una proposta assurda come quella votata in comune a Genova, di istituire una anagrafe antifascista e anticomunista, meritavo un voto netto e contrari. Perché non ci voleva molto a capire che questa iniziativa tende a depotenziare la raccolta di firme lanciata dal comune di Stazzema, che mettere storicamente sullo stesso piano nazismo, fascismo e comunismo appare un non senso storico soprattutto alla luce di cosa è stata la storia del movimento comunista in Italia. Se molti di noi siedono in istituzioni democratiche, se molti di quelli che gridano al regime oggi, in realtà, possono organizzare il consenso o rappresentare il proprio dissenso, è perché si è saputo bene distinguere, in maniera netta, tra culture totalitarie e la costruzione di percorsi democratici. E molto di questo, è dovuto alla capacità di elaborazione, di pensiero, di relazione della cultura comunista in Italia, capace di mobilitare le forze del lavoro, della cultura, non solo durante la resistenza ma anche quando questo paese è stato accerchiato da rigurgiti di terrorismo stragista di stampo fascista. E queste cari compagni e care compagne, non sono nostalgie: sono ancora oggi lotte che dobbiamo compiere per impedire le infiltrazioni del pensiero fascista nella nostra società, con fatti gravi come quello accaduto a Cogoleto in questi giorni, che dimostrano come abbiamo ancora tanta strada da fare come movimento antifascista e democratico. Oggi a mio giudizio, in Consiglio Comunale, bisognava votare contro>.

Le scuse del Pd e della Lista Crivello sono la cristallizzazione di una sinistra che perde perché la gente di sinistra non ci si ritrova, rinnovando quella che è ormai la macchietta cabarettistica dell’eterna autocritica dopo le frittate fatte e il latte versato.

Pd

Il voto di oggi in Consiglio comunale che porta ad equiparare l’anagrafe antifascista a quella anticomunista è stato un errore.
Il PD, nel corso della scorsa seduta del Consiglio comunale, aveva portato a casa il risultato dell’istituzione dell’anagrafe antifascista.
Il documento di oggi, nell’impegnativa, da una parte sosteneva ancora una volta la raccolta firme per l’anagrafe antifascista, dall’altra introduceva un’equiparazione storicamente inaccettabile.
Il nostro voto di astensione voleva difendere lo strumento dell’anagrafe antifascista, per il quale da subito abbiamo fatto sì che la raccolta firme raggiungesse i genovesi, ma non si è rivelato efficace per ribadire la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi equiparazione tra antifascismo e anticomunismo.
Quell’Ordine del Giorno rappresenta un insulto alla memoria della città medaglia d’oro alla Resistenza. Riconoscimento dovuto anche al sacrificio di tanti comunisti genovesi.
Gruppo PD Comune Genova, PD Genova

Lista Crivello

Il gruppo consiliare “Lista Crivello” chiede scusa alla città, ai molti progressisti e sinceri democratici che si sono sentiti offesi per la nostra astensione sull’ordine del giorno proposto dalla maggioranza di destra di Marco Bucci.
È per noi fondamentale chiarire le ragioni di un errore fatto in buona fede.
La settimana scorsa il nostro gruppo con tutta la minoranza ha votato e raggiunto il risultato di approvare l’istituzione dell’anagrafe antifascista. La maggioranza di destra si è astenuta. Ieri la stessa maggioranza ha proposto un documento che: condanna del nazismo e del fascismo attraverso firme e sostegno del progetto di legge contro la diffusione di messaggi inneggianti allo stesso fascismo e nazismo; una proposta di legge contro la propaganda, a sostegno di ogni forma di ideologia: l’istituzione di un’anagrafe virtuale antifascista, antirazzista, anticomunista ed eversiva a difesa dei valori della costituzione; organizzare delle giornate del ricordo momenti vari di commemorazione. La nostra astensione è stata pensata per valorizzare e difendere la parte di proposta condivisibile, contenuta nel documento, in particolare l’iniziativa del Comune di Stazzema. La verità che il nostro voto ci ha resi complici, parzialmente, nel mettere sullo stesso piano, l’anagrafe antifascista con quella anticomunista.Il Regolamento del Consiglio Comunale, per la presentazione degli Ordini del Giorno fuori sacco non prevede per nessuno la discussione ma esclusivamente la lettura del documento proposto, a distanza di alcune ore dalla votazione c’è stata una reazione più che giustificata e motivata di molte compagne e compagni e di quel fronte antifascista così radicato nella nostra città. Una reazione indignata che ha contribuito molto a far comprendere che dovevamo respingere, votare contro, quel documento e con esso la strumentalizzazione di chi vuole equiparare e parificare il comunismo con il fascismo e il nazismo. Oltre ad ammettere il nostro errore vogliamo consolidare, rafforzare con i nostri concittadini, il nostro impegno militante antifascista nelle istituzioni, nella società, tra le nuove generazioni, in tutta la nostra comunità. Dopo questo voto non sufficientemente meditato vogliamo riprendere con ulteriore vigore il nostro impegno a difesa di valori costituzionali e superare nell’immediato quanto accaduto martedì 9 febbraio un Consiglio Comunale, e lo vogliamo fare con lo sguardo rivolto al futuro, riaffermando la nostra autocritica, superando questa brutta pagina e dandovi appuntamento sabato 13 febbraio a Cogoleto al presidio antifascista.

Italia Viva

Il Gruppo Italia Viva del Comune di Genova dice di aver <convintamente votato a favore dell’ordine del giorno che sostiene: l’adesione all’Anagrafe Antifascista istituita dal Comune di Stazzema; la promozione di una proposta di legge contro la propaganda delle ideologie fasciste e per la messa al bando dei simboli del Ventennio; l’istituzione di un’Anagrafe Virtuale Antifascista – Antinazista – Antidemocratica ed Eversiva a difesa dei valori della Costituzione italiana>. Chissà mai perché tutti quegli aggettivi maiuscoli nel comunicato di Mauro Avvenente, Mariajosè Bruccoleri  e  Pietro Salemi. Ne manca però uno dal testo originale: “anticomunista”. La precisazione del trio renziano non manca: <La storia ha anche dimostrato che le foibe non erano una invenzione propagandistica. I milioni di morti dei deportati nei gulag di Stalin, il genocidio del popolo Cambogiano perpetrato dai Kmer rossi sono la testimonianza che in nome dell’ideologia si sono compiuti orrendi crimini contro l’umanità. I valori ribaditi dalla Comunità Europea sono la democrazia, la libertà e la solidarietà e ciò non ha nulla e vedere con i regimi totalitari di qualsiasi colore essi siano stati. Nel terzo millennio non si può continuare a negare, minimizzare, misconoscere queste immani tragedie.

Peccato che in questo Paese sia legittimo essere comunisti, ma non lo sia essere fascisti. Tanto che ricostituire il partito fascista sarebbe reato mentre di legittimi e legali partiti comunisti ce ne sono tanti, i maligni dicono anche persino troppi, con un’ideologia polverizzata tra gruppuscoli che, separati, hanno scarso impatto elettorale.
E, così, un branco fluido di consiglieri comunali di destra e (sedicente) sinistra ha la presunzione di sostituirsi ai Padri costituenti e al Legislatore. E torniamo sempre al solito discorso dell’ego ipertrofico di chi ha lo status di consigliere comunale a Genova: è come se un giocatore di partite scapoli-ammogliati si pensasse giocatore in serie A, anzi, si vedesse a disputare la finale di Champions League. E, nel frattempo, abbandonasse le partitelle della sua squadretta: buchi nelle strade, segnaletica mancante, vegetazione ridondante.

L’Altra Liguria, Partito Comunista dei Lavoratori Genova, Partito della Rifondazione Comunista Genova, Sinistra Anticapitalista Genova contro Pd e Crivello

Dopo l’equiparazione fra nazismo e comunismo autorizzata dalla risoluzione del Parlamento Europeo, ieri il consiglio comunale di Genova ha votato un ordine del giorno per istituire un anagrafe antifascista e anticomunista. Oltre all’assurda assimilazione tra fascismo e comunismo, vogliamo ricordare che l’ordine del giorno  votato si rifà in modo improprio ai “valori della Costituzione”, ignorando o fingendo di ignorare, che questa porti in calce la firma del Presidente dell’assemblea Costituente, il comunista Umberto Terracini, a cui hanno partecipato anche partigiani comunisti; e di come Genova, medaglia d’oro della Resistenza, deve la propria Liberazione alla resa del generale delle truppe germaniche firmata nelle mani di Remo Scappini, comandante partigiano comunista. Questa mozione oltre ad ignorare i valori della costituzione, è imbevuta di retorica e revisionismo storico, ed in fondo l’astensione del PD e della Lista Crivello, di quella “sinistra” che a livello nazionale sta trattando con Draghi per formare il governo delle banche e dei padroni, non ci sorprende; siamo sempre più convinti di non aver nulla a che spartire con tutto ciò e di rappresentare quindi la sinistra e gli interessi delle classi popolari. Per affermare ancora una volta chi durante gli anni della lotta di Liberazione era dalla parte giusta della storia, Sabato 13 febbraio dalle ore 15, saremo ancor più fortemente al molo Speca di Cogoleto, alla manifestazione antifascista promossa dall’Anpi di Genova.

Partito Comunista (un altro)

L’infame equiparazione tra Comunismo e nazismo – approvata dal Parlamento europeo il 19 settembre 2019 – è arrivata ieri anche in Sala Rossa, dove si è tentato di riscrivere la storia infarcendola di menzogne.
Da Comunisti, condanniamo con fermezza e senza appello questa risoluzione, sottolineando che, porre sullo stesso piano teorico, ideale e pratico il Comunismo e il fascismo significa fare un enorme errore storico e politico.
A chi non conosce la storia (e a chi la cambia a proprio uso e consumo) noi Comunisti ricordiamo che, nella seconda guerra mondiale, è stata l’Unione sovietica a pagare il più alto prezzo in termini di vite umane; equiparare quest’ultima con la Germania nazista, significa mettere sullo stesso piano vittime e carnefici.
Non solo. Chi nega il ruolo fondamentale dell’Armata Rossa nella liberazione dell’Europa dal fascismo, commette un’infamia alla memoria. E chi non tiene conto del ruolo fondamentale dei Comunisti nella Resistenza, in Italia e in Europa, insulta la nostra storia.
Se non lo sapete (o fingete di non saperlo) ve lo diciamo noi: le principali formazioni partigiane, le Brigate Garibaldi, erano organizzate e comandate dai Comunisti. E sono state proprio le Brigate Garibaldi a liberare Genova dal nazifascismo.
Mai potrà esistere equiparazione tra il fascismo e chi, contro questo crimine, ha lottato sacrificando la propria vita. Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, ieri è stata sprofondata nella vergogna!

L’Anpi esprime preoccupazione e mette a tutti il berretto da somari

Esprimiamo preoccupazione per la mozione in Consiglio Comunale che equipara fascismo e comunismo”. Vogliamo ricordare quanto scrisse l’Anpi nazionale in occasione di un voto del Parlamento Europeo nel settembre 2019. Si esprimeva profonda preoccupazione per quella risoluzione in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018. In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità.” Ma siccome due cose sbagliate non ne fanno mai una giusta, oggi a Genova si è ripetuto lo stesso errore, aggravandolo,
L’Anpi si augura che al più presto giunga dal Consiglio Comunale, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, un chiaro segnale di radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la nostra Carta Costituzionale e la collocazione del nostro paese in un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti. Invece si è votata una mozione che di fatto cancella quello che è stato l’apporto fondamentale nella Resistenza e ancor prima già dall’impegno antifascista del Partito Comunista e dell’impegno democratico dello stesso Pci nell’assemblea Costituente, Terracini la presiedeva dopo aver fatto, da antifascista, galera e confino. Solo pochi giorni fa commemoravamo i fucilati a forte San Martino, lì c’erano comunisti, come ce n’era tra quelli “del panino e della mela”, mentre quelli del Castellaccio di Righi lo erano tutti. La maggior parte di quei martiri era coscientemente comunista, come lo erano Fillak e Buranello, Bini, Canepa. Comunista era Scappini nelle cui mani i tedeschi a Genova si arresero. È’ un insulto mettere sullo stesso piano i lavoratori che scioperavano e chi li ha caricati sui treni e mandati a Mauthausen. La partigiana e Costituente Teresa Mattei, che il Sindaco Bucci ha ricordato nel salone di Rappresentanza di Tursi era comunista. Era comunista Guido Rossa l’operaio e delegato della CGIL ucciso dalle BR che abbiamo ricordato il 22 gennaio scorso.
Una forza, dunque, che si è sempre schierata contro i tentativi reazionari e di sovvertimento delle Istituzioni, in difesa della democrazia in tutta la storia repubblicana, dopo aver contribuito a scriverne la carta fondamentale: la Costituzione. Che è nata e rimane antifascista come ci ha ricordato il presidente Mattarella e su quella giura chi assume incarichi istituzionali.
Una mozione inaccettabile che va contro la realtà della storia  e  che dimostra scarsa o nessuna conoscenza della verità dei fatti, un vero sfregio ideologizzante, che è passata con il sì della maggioranza, l’astensione dei sei consiglieri di Pd e Lista Crivello e cinque contrari (M5s).
Ai cancelli di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, si presentarono i soldati dell’Armata Rossa: non certo i consiglieri del centrodestra.
Ecco perché oggi è stata una brutta giornata per la nostra città e per chi siede nell’aula rossa di Tursi.
Un bel ripasso di storia farebbe bene a tutti.


In Sala Rossa, dalla destra, è arrivato anche un ordine del giorno “politico” condito in salsa populista che ha tutto l’aspetto di una indiretta tirata d’orecchi al Sindaco Bucci che ha accolto a Tursi le celebrazioni per il Centenario del Pci. L’ordine del giorno, votato dallo stesso Bucci (che per la seconda volta in due settimane vota contro una sua scelta in occasione di un’azione consiliare dei partiti che lo sostengono), <impegna il sindaco e la giunta, a proposito della spesa per le celebrazioni per i 100 anni del Partito Comunista, a porre in essere tutte le azioni necessarie, anche di intesa con gli altri Enti locali ed organizzazioni sindacali e sociali del territorio, per esprimere tutta l’indignazione per questo sperpero di denaro mentre la Nazione è in ginocchio, le famiglie sulla soglia della povertà e migliaia dipartite Iva rischiano di chiudere e sollecitare il Governi affinché torni sulle sue decisioni ed indirizzi tali fondi per gli aiuti alle categorie maggiormente in sofferenza>.
È stato approvato con 22 voti favorevoli (Lega, Cambiamo, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Vince Genova), 9 contrari (Italia Viva, Pd, Lista Crivello) e 3 presenti non votanti (Movimento 5 Stelle). Di nuovo “presenti non votanti”. Di nuovo, una volta di più, il rifiuto dell’assunzione di responsabilità politica. Che poi, in tutto questo, dire “politica” è dire parole grosse, da qualsiasi parte si guardi la questione. Il Pd, come travolto da una botta di Alzheimer, è riuscito ad astenersi sulla propria storia. E il virus dell’astensione non lo colpisce soltanto su questioni di senso e politiche, ma anche sulla quotidianità dell’opposizione.

Cgil: fascismo e comunismo non si possono equiparare: <Bucci rimuova subito gli effetti dell’ordine del giorno approvato ieri>

<Lascia sbigottiti la superficialità con la quale il Consiglio Comunale di Genova, nella giornata di ieri, ha approvato l’ordine del giorno che equipara il movimento comunista con la dittatura fascista e nazista> Esordiscono con queste parole Igor Magni e Fulvia Veirana, segretari Generali della Cgil di Genova e della Liguria.

Nazismo e fascismo sono nati come partiti unici in Germania e Italia con il fine esplicito di far prevalere la razza ariana e un gruppo sociale a discapito degli altri, soggiogando i popoli e commettendo
atroci stragi per i loro obiettivi. Il comunismo è un movimento che si è sviluppato in tutto il mondo per promuovere uguaglianza, pace, libertà, solidarietà e democrazia. In Italia il partito comunista è stata una forza che ha contribuito da protagonista alla Liberazione dal regime fascista di Mussolini ed ha costruito attraverso la Costituente le fondamenta del patto democratico che consente oggi a tutti, anche ai Consiglieri Comunali di Genova, di esprimere le loro opinioni. È stato uno straordinario strumento di emancipazione sociale che ha consentito a tutte le classi di partecipare attivamente alla vita democratica. La storia ha dato un giudizio severo verso coloro che nel mondo hanno utilizzato il comunismo per instaurare regimi totalitari, ma non si può liquidare con disprezzo l’impegno che milioni di italiani hanno profuso nel rendere il nostro Paese migliore, arginando anche i fenomeni eversivi legati al terrorismo rosso. Consigliamo vivamente ai consiglieri Mascia (Forza Italia n. d. r.) e Fontana (Lega n. d. r.) di riprendere in mano i libri di storia delle medie: bastano per farsi un’idea di come sono andate le cose. Al sindaco Bucci chiediamo di intervenire tempestivamente per rimuovere gli effetti dell’ordine del giorno di ieri. In una fase così drammatica in cui le persone aspettano dalle Istituzioni atti di responsabilità e coraggio che contribuiscano a rendere migliori le loro condizioni di vita e lo sguardo verso il futuro, ci aspettiamo atti concreti e coraggiosi e non operazioni di revisionismo storico di basso livello>.

M5S, a quasi 24 ore, spiega la “presenza non votante”. Il “no” non è stato preso in considerazione

Giunge, a quasi 24 ore dal voto, dopo aver ben preso nota di tutte le reazioni, commento dei pentastellati, per bocca del consigliere Stefano Giordano, che ricorda come il partito abbia presentato un <ordine del giorno per l’iscrizione del Comune di Genova all’Anagrafe Nazionale Antifascista, “scritto ricalcando quello del Comune di Stazzema ma modificato solo per adattarlo alla storia di Genova, medaglia d’oro al valor militare per la guerra di liberazione. Per il resto, l’abbiamo blindato per rispetto della storia e per i principi che hanno ispirato il Comune di Stazzema, teatro di uno degli eccidi più efferati della storia italiana>.

Così motiva Giordano l’andazzo, spesso comune al Pd, delle “presenze non votanti”.

<L’Odg voluto e votato ieri dal centrodestra genovese, dunque, con il M5S presente non votante (scelta, peraltro solitaria, che per noi è un voto ancor più pesante del parere contrario poiché non riconosce nemmeno la dignità del voto su quel testo), comprende anche l’adesione all’Anagrafe Antifascista istituita dal Comune di Stazzema e la promozione di una “proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda delle ideologie fasciste, naziste, comuniste, eversive e antidemocratica, nonché contro la produzione e la vendita di oggetti e simboli che richiamino tali ideologie” – scrive Giordano in una nota -. La comprende, ma la inficia trasformandola in un’accozzaglia ideologica che svilisce lo scopo dell’atto originario. Giustamente l’Anpi condanna l’equiparazione tra fascismo e comunismo e invita il Comune di Genova a un radicale ripensamento>.

E conclude: <Ogni nazione ha la propria storia e spetta a noi insegnarla correttamente ai nostri figli: la Costituzione italiana non è stata scritta da fascisti e nazisti. È stata scritta da democristiani, comunisti, socialisti e partigiani e a loro dobbiamo democrazia e libertà di pensiero, principi diametralmente opposti a quelli che invece muovevano il fascismo. Giova a questo punto anche ricordare alla maggioranza di Tursi che davanti ai cancelli di Auschwitz non si presentarono coloro la cui sciagurata eredità è stata raccolta dai consiglieri del centrodestra genovese. E tantomeno da quelli di Cogoleto!>.

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