Spese pazze con le carte ricaricate coi soldi rubati su internet – VIDEO

Ecco come sono finiti in manette, grazie ai carabinieri di quartiere del centro, i 9 soggetti che hanno rubato, in totale, un milione di euro. Uno dei promotori dell’organizzazione criminale è risultato destinatario di reddito di cittadinanza

Dalle prime luci dell’alba di oggi 8 febbraio, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Genova hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Genova nei confronti di 9 soggetti (tutti di origine straniera, per lo più rumena), ritenuti a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso materiale, sostituzione di persona e riciclaggio, perpetrati nell’ambito di uno stesso disegno criminoso: la raccolta sotto diverse forme di somme di denaro sottratte ad ignari titolari di conti correnti postali e bancari presso filiali del capoluogo metropolitano.
L’indagine prende avvio a novembre 2018, a seguito delle segnalazioni raccolte dalla compagnia di Genova – stazione di Carignano. A inchiodare i malfattori sono stati i carabinieri di quartiere. Tutte le informazioni convergevano sulla presenza di un gruppo di soggetti dell’est Europa che ripetutamente effettuavano anomale operazioni bancarie e numerosi acquisti, utilizzando carte prepagate non intestate a loro.
I successivi sviluppi investigativi, condotti con metodi tradizionali e attività tecnica, hanno consentito di acclarare che i nove soggetti costituivano un gruppo strutturato, in cui erano ben definiti ruoli e mansioni, specializzato nella commissione di truffe on-line e frodi informatiche (attraverso la tecnica del “phishing”), con accredito dei relativi proventi illeciti su conti correnti o carte ricaricabili attivate mediante documenti falsi ovvero avvalendosi di soggetti compiacenti (20 persone, infatti, sono state denunciate in s.l. per “concorso” nella commissione dei singoli “reati fine”). Un modus operandi consolidato vedeva l’hacker/truffatore frapporsi per via telematica, con abili raggiri, tra la filiale postale/bancaria ed il cliente, assumendo fittiziamente l’identità del secondo e intrattenendo con l’ignaro impiegato rapporti/interscambi volti a carpire i dati necessari per l’effettuazione di bonifici e pagamenti vari.
L’indagine, conclusa a settembre 2019, si è avvalsa anche di proficui canali di Cooperazione Internazionale che hanno permesso di:
acquisire significativi elementi di prova in ordine ai diversi conti correnti accesi all’estero dagli indagati;
ricostruire il traffico illecito generato dalla sottrazione delle somme di denaro, che variavano da 50 a 10.000 €, pari ad un ammontare di circa 1.000.000 €.
Nel corso delle indagini sono stati effettuati tre arresti in flagranza di reato con il sequestro di 10.300 € in contati ed il blocco di 30 conti correnti bancari/postali.
Nel corso delle perquisizioni venivano sequestrate oltre 200 carte prepagate e la somma contante di circa 5.000 euro, nonché materiale informatico utilizzato per la consumazione delle truffe.

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