La Digos acquisisce il post Fb con Salvini al posto di Moro sotto il simbolo Br

Sarà la Procura a decidere se indagare l’autore per apologia di terrorismo oppure istigazione a delinquere. Emerge, intanto, che sarebbe una persona che appartiene a categorie svantaggiate con difficoltà fisiche e psichiche

Nella notte, l’uomo (di cui abbiamo deciso di non rendere nota l’identità proprio per i suoi problemi, testimoniati da diverse nostre fonti oltre che da alcuni cittadini della Valpolcevera che lo conoscono) aveva postato sulla propria bacheca Facebook (ora non più accessibile) un fotomontaggio nel quale alla tristemente celebre foto di Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse che poi lo hanno ucciso, allo statista democristiano è stato sostituito il leader nazionale della Lega Matteo Salvini. Il post era stato poi cancellato.

Non è noto se la bacheca dell’uomo sia inaccessibile perché sequestrata dalle forze dell’ordine e se lui stesso abbia deciso di cancellarla a seguito della valanga di insulti che erano stati scritti a commento di altri post presenti da diverse persone in seguito all’accaduto.

I commenti politici

Il presidente della Regione Giovanni Toti

Pd Genova

Ogni forma di violenza, sia essa fisica, verbale, a mezzo social, è da condannare senza esitazione. Il fotomontaggio comparso nelle ore scorse su Fb ad opera di un genovese e che ritrae il leader della Lega, Matteo Salvini, imbavagliato con alle spalle una bandiera delle Brigate Rosse è un episodio gravissimo e intollerabile che colpevolmente si rifà al dramma del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro. Ci auguriamo che le autorità competenti facciano chiarezza su quanto accaduto. E ribadiamo ancora una volta l’importanza del rispetto all’interno del confronto politico e la condanna di ogni forma di violenza. Quanto accaduto è un’offesa  verso tutta la democrazia, senza alcun rispetto per il dramma profondo che il terrorismo ha rappresentato per l’Italia.

Stefano Mai, capogruppo Lega in Regione

Matteo Salvini raffigurato su un social network come Aldo Moro nel momento della prigionia. Il fotomontaggio ritrae il leader della Lega imbavagliato e con la bandiera delle Brigate Rosse alle spalle col commento: ‘Non succede… ma se succede…’ seguito dal pugno chiuso. Il post è stato pubblicato sul profilo Facebook di un militante genovese de ‘La Sinistra’ e poi è stato rimosso. E’ l’ennesimo gesto di odio e violenza sulla rete nei confronti di Salvini, al quale esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza. Un atto gravissimo e inaccettabile. L’autore di questo post sarà ‘bannato’ ovvero interdetto dall’uso del social network dagli stessi amministratori del colosso del web? E tutte le forze politiche in minoranza a Genova e in Liguria, in questo caso, esprimeranno una ferma condanna dell’odio e della violenza che oggi registriamo sui social network?

Gianmarco Medusei, presidente del Consiglio regionale (Lega)

Esprimo la mia solidarietà a Matteo Salvini, ritratto in un post su facebook imbavagliato e con la bandiera delle Brigate Rosse alle spalle da un militante genovese de “La SinistraW: Ha avuto anche la bella pensata di corredare la foto con il commento: “Non succede… ma se succede”. Un fatto gravissimo che oltretutto rievoca momenti molto tristi per la nostra nazione

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