Punta scacciacani senza tappo rosso contro gli agenti e sequestra i parenti. Tso ad alto rischio della Polizia locale

Gli interventi del reparto Pronto intervento sono tra i 4 e gli oltre 500 ogni anno, anche nel Rems, l’istituto psichiatrico “criminale” di Pra’. Questa volta il destinatario del provvedimento sanitario, che soffre di sindrome bipolare ed era appena uscito da un altro ricovero, era un individuo particolarmente violento

Gli agenti del reparto Pronto Intervento, specializzati nell’esecuzione di Tso (trattamenti sanitari obbligatori), hanno dovuto affrontare nei giorni scorsi una situazione particolarmente difficile. A Coronata, sono intervenuti su richiesta del Servizio di Salute Mentale della Asl per eseguire un Tso che riguardava una persona già in passato soggetto dello stesso provvedimento, affetta da disturbo bipolare e già responsabile di atteggiamenti aggressivi e violenti, uscita dal reparto di psichiatria soltanto da pochi giorni, che sabato scorso dava nuovamente in escandescenze. Quando gli agenti sono arrivati, mentre salivano le scale della palazzina per raggiungere l’appartamento in cui l’uomo vive con un padre molto anziano, lui, dall’alto, ha puntato l’arma contro di loro. Gli agenti hanno allontanato i sanitari e un fratello del soggetto che stavano salendo con loro verso la casa mentre il cinquantenne si barricava in casa col genitore e con un altro fratello, che a quel punto sono stati considerati ostaggi.
Il personale di Polizia locale è riuscito ad arrivare alla porta dell’abitazione. Non sapendo che quella che l’uomo aveva in mano era solo una scacciacani (era stata privata del tappo rosso e quindi sembrava in tutto e per tutto un’arma capace di offendere) e alla luce del rischio per i parenti “sequestrati” in casa, hanno tenuto un atteggiamento prudenziale e hanno valutato in che modo aprire la porta. Per fortuna, l’anziano, mentre il figlio continuava a dare in escandescenze in un’altra stanza della casa, è riuscito a raggiungere l’uscio e lo ha aperto. L’ultraottantenne è stato anche lui messo in sicurezza e il personale del Pronto Intervento si è avvicinato al soggetto violento che, non senza fatica, ma senza procurargli danni fisici, è stato disarmato e messo in condizione di non nuocere. Solo a quel punto il personale sanitario ha avuto accesso all’abitazione e si è potuto procedere con il trattamento sanitario obbligatorio presso l’ospedale Villa Scassi. A seguito di perquisizione messa in atto dalla squadra della Giudiziaria della stessa Polizia Locale alla luce della segnalazione degli stessi parenti, sono stati trovati in casa, oltre all’arma puntata contro il personale del Corpo, un’altra scacciacani, due pistole ad aria e centinaia di piombini utilizzabili come munizioni oltre a due pistole spara dardi con le munizioni in metallo e piumini. Tutto è stato sequestrato. Le pistole, a cui era stato metodicamente rimosso il tappo rosso, sono state anche inviate a un’azienda specializzata che possa capire se siano state modificate in modo da infliggere ferite gravi o mortali.
La Polizia Locale, due anni fa, aveva chiesto e ottenuto la revoca della patente di guida dell’uomo, sia alla luce del disturbo psichico, sia a seguito delle terapie a base di psicofarmaci a cui è sottoposto, che abbassano l’attenzione alla guida e la capacità di reazione.

L’esecuzione dei Tso è un’eccellenza del reparto Pronto Intervento di Polizia locale, che ne porta a termine centinaia ogni anno. Il personale è altamente formato e può contare sulle dotazioni di protezione più aggiornate quali, ad esempio, casco antisommossa, giubbotto anti proiettile, guanti anti taglio, oltre a un giubbotto anti colpi appositamente studiato su richiesta della Polizia Locale genovese da una primaria azienda del settore per quel reparto e per quello di Sicurezza Urbana. Nonostante questo, l’attività rimane fortemente rischiosa per chi la esegue. Obiettivo degli uomini specializzati del Corpo è, primariamente, tutelare la salute di terze persone che si trovino presenti, ma anche quella del soggetto che gli psichiatri decidono di ricoverare non solo per atteggiamenti violenti nei confronti di altri, ma anche contro se stessi. Molti sono, infatti, i suicidi sventati non solo grazie a interventi “fisici” tempestivi, ma anche attraverso tecniche di dissuasione. Un’ulteriore difficoltà, negli ultimi mesi, è quella di intervenire nel rispetto delle norme di prevenzione del Covid.
Nel 2019 sono stati eseguiti 511 Tso. Ad oggi, nel 2020, sono 417 gli interventi, con una forte flessione nel primo periodo di lockdown.
 Gli agenti del Pronto Intervento eseguono Tso, purtroppo frequentemente, anche all’interno del Rems di Pra’, la residenza sanitaria per l’esecuzione delle misure di sicurezza che accoglie per gli autori di reato affetti da disturbi mentali, infermi di mente e socialmente pericolosi. 

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