Arcelor Mittal, ritirati 250 lettere di sospensione e un licenziamento

Cgil: <Grande vittoria sindacale> dopo il corteo e l’incontro in Prefettura. L’azienda ha revocato lo stop alle attività. Le reazioni

<Da lunedì scorso la Fiom Cgil si è mobilitata, organizzando scioperi e
proteste ai varchi merci di ArcelorMittal, contro la decisione
dell’azienda di licenziare tre dipendenti – spiegano Bruno Manganaro e Igor Magni, segretari generali, rispettivamente, di Fiom Cgil e Camera del Lavoro di Genova -. Nella tarda serata di ieri è arrivata una ulteriore doccia fredda: la sospensione dal lavoro per 250 dipendenti che l’azienda ha messo in libertà senza stipendio. La reazione dei lavoratori è stata immediata con corteo per le vie della città sino alla Prefettura. Dopo una lunga riunione col Prefetto, al quale vanno i ringraziamenti della Cgil, è stato convocato in prefettura il Direttore dello Stabilimento che dopo una dura trattativa ha firmato un verbale di accordo con la Fiom Cgil nel quale si sancisce il ritiro delle lettere di sospensione e la reintegra di uno dei tre licenziati. Ottimo risultato che non ferma l’azione sindacale che ora è tesa a tutelare gli altri due dipendenti licenziati e soprattutto a monitorare con fermezza le questioni legate alla sicurezza sul lavoro e a chiedere con forza investimenti sugli impianti a garanzia del futuro occupazionale dei dipendenti e della siderugia del nostro Paese>.

Fim e Uilm in mattinata avevano scritto scrivono al prefetto <chiedendo un incontro urgente in merito alle lettere ricevute dai lavoratori sospesi dal lavoro e dalla retribuzione>.
<Condanniamo con fermezza l’atteggiamento dell’azienda chiedendo un intervento del prefetto per dirimere questa grave situazione al fine di tutelare tutti i lavoratori dello stabilimento di Genova – hanno detto Alessandro Vella, segretario generale Fim Cisl Liguria e Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova-. Molti lavoratori si sono trovati questa mattina il badge smagnetizzato senza aver ricevuto nessuna comunicazione preventiva. Fim e Uilm ribadiscono con forza la necessità di un intervento del Governo così come richiesto e sollecitato ieri in una lettera delle segreterie nazionali. Per questo motivo abbiamo chiesto un incontro urgente al prefetto di Genova. La vertenza siderurgica deve avere una regia nazionale: in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro, il futuro del nostro stabilimento e dell’intera siderurgia del nostro Paese>.
Al loro arrivo in prefettura sono stati contestati dai manifestanti.

Che i poliziotti avrebbero tolto i caschi davanti alla Prefettura lo aveva anticipato il segretario Siap Roberto Traverso. Il Siap aveva espresso in mattinata <solidarietà alle lavoratrici e lavoratori licenziati dall’ArcelorMittal>.
<Ci auguriamo che attraverso le legittima protesta democratica messa in campo da chi rappresenta e tutela i diritti dei lavoratori, faccia rientrare immediatamente un provvedimento che colpisce vilmente il mondo del lavoro genovese mentre la pandemia COVID19 sta mettendo in ginocchio l’economia genovese> aveva scritto Traverso annunciando, appunto: <Oggi i poliziotti in servizio davanti alla prefettura durante la manifestazione, togliendosi il casco di fronte agli operai in protesta, hanno dimostrato in modo tangibile la vicinanza della nostra categoria in un momento così difficile per quei lavoratori>.

Giovanni Toti

 “In un momento difficile come questo, da parte dell’azienda sono necessari senso di responsabilità, rispetto degli accordi, piena collaborazione e che vengano evitati atteggiamenti di rottura. Ancora di più in questa fase, è indispensabile evitare di alimentare una tensione sociale che inevitabilmente è riflesso della fase storica che stiamo vivendo, particolarmente complessa a causa della pandemia da Covid 19” . Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in riferimento alla manifestazione di questa mattina dei lavoratori ArcelorMittal, una cui delegazione ha incontrato il prefetto di Genova Carmen Perrotta.

“Ma non basta –precisa il governatore –  è indispensabile che il Governo intervenga in modo chiaro e univoco. Siamo in attesa da troppo tempo di conoscere quale sia la strategia per il futuro del gruppo industriale. È ora più che mai necessaria – prosegue– una visione di lungo periodo che assicuri continuità, investimenti e lavoro per l’ex Ilva. Quello dell’acciaio è un settore strategico non solo per Genova e la Liguria, ma per il Paese intero, in cui l’Italia ha giocato per decenni un ruolo importante a livello internazionale a cui non può permettersi di abdicare”.

Edoardo Rixi

<A forza di rinvii, la trattativa con Arcelor Mittal sugli stabilimenti ex Ilva è arrivata alla resa dei conti: non c’è più tempo, il governo deve prendere una posizione – ha commentato stamane il deputato e segretario ligure della Lega Edoardo Rixi -. L’emergenza sanitaria Covid non diventi un comodo alibi per l’esecutivo che, per inettitudine e incapacità decisionale dimostrata fino a oggi, spianerebbe la strada all’uscita dell’attuale proprietà, lasciando gli stabilimenti in una situazione deteriorata rispetto a come erano stati consegnati dall’ex struttura commissariale. Investimenti fermi da mesi, sicurezza a rischio per i lavoratori con ripercussioni sulla produttività: non è accettabile che questo esecutivo non abbia mosso un dito e continui a non intervenire sul futuro dell’ex Ilva lasciando che la partita si riduca a un braccio di ferro tra l’attuale proprietà e i lavoratori. Lo stop alla produzione, minacciata da Arcelor Mittal, provocherebbe danni irreparabili non solo negli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Taranto ma a tutta la filiera e all’indotto dell’acciaio d’Italia, compromettendo definitivamente le politiche industriali del nostro Paese che fortemente dipendono dall’indipendenza produttiva dell’acciaio stesso>.

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