Nuovo Dpcm, a rimetterci sono gli artigiani alimentari. Appello della Cna

La presidente Paola Noli: <Le imprese stanno facendo la loro parte, ulteriori restrizioni metterebbero in gioco la loro sopravvivenza>. Secondo l’associazione <i luoghi di lavoro e le attività aperte al pubblico hanno dimostrato di non rappresentare focolai di diffusione del virus>. Voi cosa ne pensate?

I pubblici esercizi, bar e ristoranti, sono “salvi”: le loro associazioni di categoria sono riuscite a evitare provvedimenti alla categoria. Non potranno vendere alimenti e bevande da asporto, ma poteva andare molto peggio. Cioè come è andata agli artigiani alimentari che, in seguito al Dpcm che vieta la vendita d’asporto dalle 21, non potranno più lavorare. Panini, crêpes, gelati, piadine, hot dog: dopo quell’ora non potranno più essere venduti e, ovviamente, nemmeno bibite e birra.

<Le imprese stanno continuando ad applicare i protocolli anticontagio, facendo così la propria parte. Speriamo quindi che non debbano subire ulteriori restrizioni che avrebbero danni tali da metterne in gioco la sopravvivenza>. Così il presidente di Cna Genova, Paola Noli, il giorno dopo l’approvazione dell’ultimo dpcm del Governo e in previsione di nuove restrizioni per contrastare la diffusione del Covid-19. <Crediamo che sia importante spingere sulle regole di comportamento personali e sociali, confidando in misure ispirate a equilibrio e senso di responsabilità, in modo che ciascuno faccia la propria parte – continua Noli -. Gli imprenditori, ripeto, la stanno già facendo>.

Cna a livello nazionale ha chiesto al Governo di procedere di pari passo con la tutela della salute e la salvaguardia del sistema economico. Le misure di contenimento, viene sottolineato, dovrebbero ispirarsi a questo filo conduttore insieme a buon senso, equilibrio e responsabilità individuali e collettive.

In particolare, Cna fa sapere di aver evidenziato come <i luoghi di lavoro e le attività aperte al pubblico abbiano dimostrato di non rappresentare focolai di diffusione del virus. Questo significa che le imprese stanno rispettando in modo rigoroso le disposizioni ed i protocolli che hanno contribuito a definire>.

Cna condivide <l’impostazione del Governo a modulare gli interventi per prevenire misure più restrittive che avrebbero un impatto devastante sulla società e sull’intero sistema economico. Tuttavia, la riduzione degli orari di alcune attività insieme ad altre restrizioni al tessuto economico producono certamente un impatto negativo su vasti settori già in grave sofferenza mentre non è certo il loro effetto di contenimento del virus considerando che quasi l’80% dei contagi avviene in ambito familiare>.

<È fondamentale – conclude la Cna – il senso di responsabilità da parte di tutti e il rispetto delle poche e semplici regole così come la capacità degli enti locali e delle forze dell’ordine di far rispettare le disposizioni contro gli assembramenti e assicurare l’osservanza delle norme. Un appello anche ai mezzi di informazione, strumento prezioso per mantenere alta l’attenzione ma evitando di alimentare un clima di paura>.

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