Dedicata a Ivo Chiesa la prossima stagione del Teatro Nazionale – IL PROGRAMMA

Raccontare la contemporaneità, trasmettere la memoria, creare comunità, praticare la bellezza. Sono questi i principi alla base del progetto di Davide Livermore per il Teatro Nazionale di Genova, che il 29 settembre inaugura la stagione 2020_21, dedicata allo storico direttore dello Stabile nel centenario della nascita

Dopo il successo del progetto TIR – Teatro In Rivoluzione, che ha riempito le piazze di Genova e della Liguria, il Teatro Nazionale di Genova è pronto a riaprire le quattro sale – il Teatro Ivo Chiesa, il Teatro Eleonora Duse, il Teatro Gustavo Modena e la Sala Mercato – con un fitto calendario e la ferma intenzione di non arrendersi. Così come per molte altre realtà su cui pesano le incognite legate alla pandemia, la parola d’ordine è resistere, un concetto sottolineato anche dalle parole del presidente del Teatro Nazionale di Genova Alessandro Giglio: «Siamo teatranti tenaci. La nostra ambizione è continuare ad alzare i sipari, nonostante le difficoltà, perché in questo modo, ne siamo convinti, possiamo portare alla gente arte e felicità anche in questi mesi oscuri».

«Abbiamo un’occasione straordinaria per trasformare il veleno di questo tempo in medicina, e il teatro lo sa fare: cura le anime con la bellezza e la società con il senso di comunità» commenta Davide Livermore nel presentare la sua prima stagione in veste di Direttore del Teatro Nazionale di Genova. «Il valore di un teatro è nel suo essere bene comune. I nostri sforzi sono tesi a far sì che questo Teatro possa essere sempre più forte, libero, condiviso, popolare, divertente. Abbiamo una responsabilità verso il pubblico, la città e la regione. Anche per questo è necessario dialogare costantemente con le eccellenze del territorio: musei, università, scuole, teatri d’opera, accademie».

Divisa in tre parti per fronteggiare meglio le incognite legate all’emergenza Covid, la stagione 20_21 del Teatro Nazionale di Genova alterna produzioni e ospitalità, classici e drammaturgia contemporanea, fondendo prosa, danza, musica, nuove tecnologie. Due le regie di Davide Livermore in questa prima tranche che arriva sino a fine dicembre, altrettante quelle di Giorgio Gallione e tre le produzioni legate alla Rassegna di Drammaturgia Contemporanea. Tra i protagonisti Laura Marinoni, Massimo Popolizio, Fausto Paravidino con Rocco Papaleo, Jurij Ferrini, Babilonia Teatri con Ugo Pagliai e Paola Gassman, gli Oblivion, solo per citarne alcuni, mentre prosegue la collaborazione con il Festival Circumnavigando, promosso da Sarabanda Teatro.

In memoria di Ivo Chiesa, uomo di teatro a tutto tondo, organizzatore, critico, drammaturgo, direttore del Teatro Stabile di Genova dal 1955 al 2000, è stato istituito il Premio Internazionale Ivo Chiesa Una vita per il teatro, che sarà consegnato nel corso di una serata di gala il 22 dicembre 2020, giorno del centesimo anniversario della sua nascita. Un’autorevole giuria, presieduta dal regista Marco Sciaccaluga, che proprio con Ivo Chiesa ha iniziato la sua carriera teatrale, sceglierà di omaggiare personalità consolidate e talenti emergenti, attivi sulla scena europea e mondiale, senza per questo dimenticare gli artisti del territorio.

«Genova è sempre stata una città con grande consapevolezza di cosa sia il teatro e di quale sia il suo ruolo di formazione delle coscienze e di trasmissione della memoria» commenta Davide Livermore. «Vorrei partire da quel solco tracciato anni fa da Ivo Chiesa con grandi esperienze collettive condivise come “Cinque giorni al porto” o “Il processo di Savona” per continuare a raccontare la nostra contemporaneità (non posso dimenticare che nel 2021 sarà il ventennale del G8), con l’arte, il coraggio, la gioia e la bellezza al servizio della nostra società».

La stagione 2020/21 del Teatro Nazionale di Genova vede come partner istituzionali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Genova, la Regione Liguria e la Camera di Commercio di Genova, a cui si affiancano la Fondazione Compagnia di San Paolo e Iren con il loro fondamentale contributo e i sostenitori Coop Liguria, Leonardo, Banco BPM, Elah Dufour Novi, Unipol, Assiteca, e Rhea Vendors.

Gli spettacoli

La stagione si apre al Teatro Ivo Chiesa il 29 settembre con Elena di Euripide, regia e scene di Davide Livermore, protagonisti Laura Marinoni, Sax Nicosia e Giancarlo Judica Cordiglia, affiancati da un folto cast. Record di incassi con 70.000 biglietti venduti la scorsa estate al Teatro Greco di Siracusa, lo spettacolo ci mette davanti a temi di inquietante verità, dall’inutilità delle guerre alla dolorosa condizione dei migranti. In scena sino al 12 ottobre.

È invece una nuova produzione la seconda regia di Davide Livermore, Grounded di George Brant, primo allestimento italiano di un testo che ha sconvolto il mondo. Con Linda Gennari nel ruolo della pilota militare che dopo la maternità passa dagli F16 ai droni, lo spettacolo – in prima nazionale dal 17 al 29 novembre al Teatro Ivo Chiesa – si avvarrà di un impianto scenico virtuale che coinvolgerà ogni singolo spettatore in un’esperienza immersiva.

Il coté delle produzioni di questa prima parte di stagione è particolarmente ricco. Giorgio Gallione debutta in prima nazionale al Teatro Gustavo Modena dal 14 al 25 ottobre con Tintarella di luna, un viaggio nell’universo di Italo Calvino, da Le Cosmicomiche a Le città invisibili, intrecciando danza, musica e letteratura. In scena gli attori Cristiano Dessì, Rosanna Naddeo, Andrea Nicolini e i danzatori del DEOS Ensemble guidato da Giovanni Di Cicco.

Dal 16 al 25 ottobre al Teatro Eleonora Duse torna in scena Estate in dicembre di Carolina Afrìca Martin Pajares, regia di Andrea Collavino, storia corale e vibrante tutta al femminile, che ha conquistato il pubblico nell’edizione 2019 della rassegna di Drammaturgia Contemporanea. La stessa irresistibile famiglia creata dall’autrice spagnola ritorna con Autunno in aprile, ideale secondo capitolo diretto da Jacopo Maria Bicocchi, in prima nazionale dal 18 al 28 novembre al Teatro Eleonora Duse. L’edizione 2020 della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea si completa con Il mercato della carne di Bruno Fornasari, commedia distopica affidata alla regia di Simone Toni, che dirige il gruppo di giovani attori della Scuola di Recitazione “Mariangela Melato” (Sala Mercato, 9-19 dicembre).

Tra le ospitalità troviamo il nuovo spettacolo diretto e interpretato da Jurij Ferrini, I due gemelli di Natalino Balasso, che trasporta Goldoni negli anni ’70 (dal 20 al 25 ottobre al Teatro Ivo Chiesa); Furore di John Steinbeck, one man show di struggente attualità realizzato da Massimo Popolizio (4-8 novembre, Teatro Gustavo Modena). Daniela Ardini presenta Creatura di sabbia, riflessione sulla condizione femminile nel Maghreb tratta dai romanzi di Tahar Ben Jelloun (11-15 novembre Teatro Gustavo Modena). È un Romeo e Giulietta dalla prospettiva ribaltata quello in cui i Babilonia Teatri incontrano Paola Gassman e Ugo Pagliai (al Teatro Gustavo Modena dal 27 al 29 novembre). Fausto Paravidino si ispira a quella che forse è l’opera più conosciuta di Bertolt Brecht per Peachum – Un’opera da tre soldi, con Rocco Papaleo nei panni del trafficante di mendicanti (2-6 dicembre Teatro Ivo Chiesa). Gli Oblivion festeggiano il decennale con Oblivion Rhapsody, regia di Giorgio Gallione, dissacrando classici della letteratura e hit pop a colpi di risate (10-13 dicembre Teatro Ivo Chiesa).

La prima tranche di stagione si chiude con i due appuntamenti di Circumnavigando Festival Arti Performative del Circo: il 27 dicembre al Teatro Ivo Chiesa la Compagnia Gandini Juggling presenta Smashed – nove giocolieri, ottanta mele rosse, quattro servizi di piatti per uno dei più applauditi spettacoli di teatro circo degli ultimi anni – e il 29 dicembre alla Sala Mercato gli acrobati della compagnia francese Iéto propongono una performance a tema ambientale, Pour Hêtre.

Da segnalare l’appuntamento con lo spettacolo A Woman Left Lonely il 3 ottobre a mezzanotte al Teatro Ivo Chiesa. L’omaggio di Maria Grazia Solano a Janis Joplin sarà al centro del primo appuntamento di Happy Theatre Hour, progetto di audience development rivolto al pubblico giovane realizzato dal Teatro Nazionale di Genova con l’Associazione Club Silencio. Risultato vincitore del bando Open2Change di Fondazione Compagnia di San Paolo, Happy Theatre Hour ha già riscosso riscontri molto positivi e si avvale anche della sponsorizzazione di Leonardo.

Novità anche sul fronte dei biglietti e degli abbonamenti. Intanto acquistare online sarà più semplice e conveniente che in passato. Registrandosi direttamente sul sito del Teatro, una volta acquistati i biglietti, basterà presentarli all’ingresso sala, stampati o sullo smartphone. Inoltre, chi effettua la registrazione al sito teatronazionalegenova.it riceverà promozioni dedicate sulla seconda parte di stagione.

Per andare incontro al pubblico anche sotto l’aspetto economico, sono previsti nuovi biglietti agevolati per gli spettatori under 30 e over 65 e forme di abbonamento agili, che prevedono una spesa limitata.

Oltre al giovedì, gli spettacoli inizieranno alle ore 19.30 anche il sabato, la domenica saranno alle ore 16 e negli altri giorni alle ore 20.30.

Sino al 15 settembre compreso, la vendita di biglietti e abbonamenti è riservata a chi è in possesso dei voucher emessi a rimborso dei biglietti e dei tagliandi di abbonamento non utilizzati a causa del lockdown, oltre che a coloro che hanno rinunciato al rimborso (a questi ultimi è stata offerta la possibilità di acquistare l’abbonamento a un prezzo ridotto). Ad eccezione dello spettacolo Elena, che sarà in vendita senza restrizioni online dal 11 settembre, la vendita di biglietti e abbonamenti sarà aperta a tutti a partire dal 16 settembre, online, tramite servizio telefonico e presso le biglietterie del Teatro Ivo Chiesa (sino al 12 ottobre aperto dal lunedì al sabato ore 10-19) e del Teatro Gustavo Modena (aperto dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 15).

Non mancheranno le iniziative rivolte alle scuole e alle famiglie, con progetti dal vivo e altri in video, come le lezioni online intorno allo spettacolo Elena dedicate agli studenti delle superiori. Tornerà la rassegna a cura di Giorgio Scaramuzzino, Sabato a teatro, che si aprirà il 24 ottobre con Fiabe al telefono di Gianni Rodari con Gek Tessaro e Matteo Corradini. Nel mese di ottobre a Rodari, di cui si festeggia il centenario della nascita, sarà dedicato anche il progetto Alla Corte della Fantasia – Teatro, Scienza e Parole in gioco, promosso da Teatro Nazionale di Genova, la Rivista Andersen e il Festival della Scienza.

L’immagine che ritrae Ivo Chiesa da giovane e che accompagna graficamente la stagione 2020_21 è dell’illustratore Francesco Calcagnini, mentre il brano musicale utilizzato come jingle in apertura delle serate di spettacolo è stato composto da Johann Chauveau.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla stagione www.teatronazionalegenova.it

In copertina: foto di Paola Leoni

Livermore, il Teatro di Genova in 10 punti

Il Teatro Nazionale di Genova esiste

1) Esiste la Città. Il Teatro Nazionale di Genova è un teatro a funzione pubblica, deve per questo garantire il massimo impegno nell’azione di miglioramento della qualità della vita della città e dei suoi cittadini. Il valore di un Teatro è nel suo essere un bene comune che, attraverso la pratica (e la politica) della bellezza, rende più vivibile un territorio. Un teatro ha funzione pubblica nel momento in cui utilizza in maniera attenta e responsabile i finanziamenti pubblici. Il teatro nazionale ha una doppia responsabilità: verso il pubblico, ossia gli spettatori; e verso il Pubblico, ossia i cittadini e la città. Per questo deve dialogare costantemente con le eccellenze della città: musei, università, scuole, teatri d’opera, accademie. Occorre fare Rete.

2) Esiste il Teatro. Si tratta di concepire un Teatro sempre più accogliente, in cui possano vivere felicemente gli spettatori, gli artisti, le maestranze, i lavoratori. Il teatro è una casa inclusiva, ospitale, propositiva, accessibile. Un luogo aperto alla “bellezza terribile” dell’Arte. Il Teatro Nazionale deve garantire un rapporto corretto con gli artisti: indicendo audizioni pubbliche per ogni nuova produzione, favorendo l’incontro e lo scambio tra artisti, il rinnovamento e il confronto, anche attivando forme di residenza artistica nei propri spazi.

3) Esiste il Pubblico. Genova vanta una grande storia del teatro. Si tratta di arricchire e allargare il bacino di utenza del teatro, formare spettatori pensando al futuro, coinvolgendo il più possibile appassionati e semplici curiosi, allargando le maglie di una partecipazione che possa aprirsi a etnie, identità, individualità diverse. Incontrare linguaggi molteplici significa aprirsi a culture molteplici. Si tratta di pensare a modalità di fruizione dello spettacolo che superino barriere, architettoniche, fisiche e culturali, tali da garantire a artisti e spettatori di godere pienamente, senza restrizioni, la bellezza del teatro.

4) Esiste l’Arte. Un Teatro Nazionale come quello di Genova deve farsi carico della tradizione, incoraggiando l’integrazione e la compenetrazione tra le arti. Prosa, Opera, Danza sono oggi vincolate da ridicoli steccati che devono essere superati. L’Arte non ha confine, bloccare una sola arte vuol dire farla diventare disciplina. Occorre pensare all’artista totale, capace di attraversare, consapevolmente e tecnicamente, codici e generi. L’Arte non è intrattenimento, non è il banale “grande evento”.

5) Esiste il Repertorio. Assume particolare significato una pratica di organizzazione del repertorio, ossia capire cosa dell’enorme patrimonio del passato sa ancora parlare al presente. Un confronto senza vincoli pregiudiziali per capire le regole e le matrici originarie della drammaturgia e della pratica scenica. Serve tornare alle “letture” dei testi, avendo ormai da tempo consumato tutte le “riletture” possibili.

6) Esiste la Scienza. Cosa significa la parola ricerca? Cosa significa la parola laboratorio? Nel mestiere dell’attore e dell’attrice, del drammaturgo e della drammaturga, occorre oggi più che mai procedere in maniera scientifica,
ristabilendo un processo critico di analisi e studio. In questa prospettiva è fondamentale l’attività di una struttura come il prestigioso Museo dell’Attore di Genova, capace di monitorare, archiviare, di creare costanti relazioni con la Storia e il Contemporaneo.

7) Esiste la Scuola. Fondamentale sostenere la pedagogia e la didattica: la Scuola del Teatro di Genova, di fama nazionale, deve poter garantire un adeguato processo di crescita e consapevolezza. L’offerta formativa, destinata ad aprirsi sempre più al contesto internazionale, è la base per la crescita futura del Teatro, a Genova come in tutta Italia. Solo una formazione attorale qualificata, articolata, selettiva può garantire un livello artistico alto e adeguato, capace di favorire altresì la preparazione e il livello di ricezione del pubblico. Dalla Scuola può nascere il nucleo interpretativo capace di garantire il confronto con il Repertorio, in allestimenti che restano sistematicamente in cartellone e nella disponibilità del Teatro di Genova.

8) Esiste la Tecnologia. Si tratta di usare il Teatro come è sempre stato usato, ovvero come luogo di scoperta e sperimentazione di tecnologia e di tecniche (teknè). Il video, l’amplificazione, l’illuminazione, sono strumenti di crescita e qualità della prassi teatrale. Il futuro non è un obiettivo, ma una realtà, un potenziale del presente. Il confronto sistematico con la tecnologia non serve a stupire o a intrattenere, ma a creare ulteriori possibilità drammaturgiche e di narrazione.

9) Esiste la Politica. Quella del Teatro è un’invasione gioiosa del territorio. Genova e la Liguria devono poter avvertire la presenza del proprio Teatro. L’azione nel territorio è politica. La Politica non è solo amministrazione ed economia, ma pensiero sociale e sguardo in prospettiva. La città e la regione hanno diritto a guardare al futuro con gioia e speranza. Bellezza, testimonianza, memoria, narrazione, poesia: sono queste le parole chiave di un Teatro Nazionale di Genova potente, libero, condiviso, popolare, divertente.

10) Esiste la Memoria. Il Teatro Nazionale di Genova deve rappresentare sempre più la società in cui viviamo e ne può guidare il desiderio di profondità. Genova è stata ed è una delle città più teatrali al mondo. E si è sempre confrontata con la propria memoria, individuale e collettiva. Grandi esperienze condivise, come Cinque giorni al porto o Il processo di Savona, sono state momenti fondamentali per capire e raccontare la contemporaneità. Questo è un tempo difficile e straordinario. Siamo nel primo atto di Edipo Re: confrontarsi con la Memoria significa anche continuare assieme l’indagine di Edipo per capire chi siamo. Mai smettere di investigare. Ma sempre nella gioia e nella bellezza

Davide Livermore

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: