Sedicenne rapina e terrorizza i ragazzini a San Fruttuoso. Arrestato dalla Polizia

Minacce e rapine: cinque, per ora, i minorenni che hanno denunciato. Il ragazzo è stato trasferito al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. Chiedeva il pizzo per la “protezione” a 13-14 enni. Una delle vittime è ancora più piccola. Leader carismatico di un gruppo di coetanei, ha, però, l’unica responsabilità comprovata dei reati fino ad ora provati

Un vero leader, capace di trascinare con sé un gruppo di minorenni e di terrorizzare tutti gli altri ragazzini del quartiere. Un sedicenne ospite di una comunità genovese, da cui è fuggito più volte, terrorizzava i coetanei di San Fruttuoso, tra piazza Martinez, villa Imperiale e la madonna del Monte. Cinque i minorenni che hanno trovato il coraggio di denunciare, ma i casi potrebbero essere molti di più e potrebbero emergere ora che il ragazzo non è più un pericolo, visto che si trova nel carcere minorile di Torino dove è detenuto per ordine del Tribunale dei minori dopo che i poliziotti lo hanno colto in flagrante mentre commetteva l’ennesima rapina ai danni di due minori in un negozio di kebab in via G. B D’Albertis.
Aveva con sé una corte di coetanei che lo accompagnavano nelle sue scorribande, ma il commissariato San Fruttuoso non è riuscito a provare la loro responsabilità: sarebbero stati soggiogati dalla personalità criminale esondante del loro leader, ma non avrebbero un ruolo nelle rapine. Almeno per adesso, l’unica responsabilità provata e la sua, che chiedeva il pizzo persino ai bambini per evitare loro ceffoni e spintoni, che li minacciava dicendo “ti strozzo”, “ti ammazzo” perché loro svuotassero le tasche per dare a lui i pochi spiccioli che avevano con sé. Sulle prime i ragazzini non ne hanno parlato nemmeno ai genitori. Poi la linea di omertà dettata dalla paura si è rotta e la storia ha fatto prepotente irruzione nel mondo dei “grandi”. Qualche mamma e qualche papà ha convinto i figli a parlarne con le forze di polizia, che hanno cominciato ad indagare, fino a inchiodare il sedicenne alle proprie responsabilità. Nel frattempo, a San Fruttuoso aleggiava la paura. Si respirava concreto lo stato di terrore dei preadolescenti. Alcuni non volevano più uscire di casa, altri nascondevano i soldi nelle scarpe.

In copertina: foto d’archivio

A luglio avevano ricevuto la segnalazione che potete leggere nell’articolo sottostante. Chissà se quei fatti hanno a che fare con gli episodi ascritti al sedicenne. Certo, per lui si apre un futuro in salita. Non solo il processo e il probabile carcere dopo quello preventivo (giustificato dalla sua pericolosità sociale). A 16 anni ha messo in scacco un intero quartiere per mesi. Quali reali possibilità di recupero gli saprà offrire la Giustizia? Cosa diventerà “da grande”? Il recupero dei minori, giunti a commettere reati spesso perché la loro è un’infanzia difficile, di abbandono, ha reali possibilità di riuscita?

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