Aspi, la soluzione: fuori i Benetton, dentro Cassa Depositi e Prestiti

Diventerà una Public Company e alla famiglia resterà solo il 10 per cento. Altrimenti sarà revoca. Lo ha deciso stanotte il Consiglio dei ministri

Al termine della lunga notte di Autostrade, fonti governative fanno sapere che la società deve diventare una public company o sarà revoca: <Ci siamo: Aspi sembra aver accolto tutte le richieste del governo. Se non rispettano gli impegni presi questa notte e che sono la base per l’intesa finale, sarà revoca>. È stata una notte febbrile di trattative “per iscritto”, con Aspi che in 4 successive lettere al governo ha accolto, fanno sapere da Palazzo Chigi, <tutte le richieste>. Il Consiglio dei ministri ha dato mandato al ministero dell’Economia e delle finanze e al ministero delle Infrastrutture di definire i dettagli della transazione con Aspi.
Come funzionerà
In un periodo tra i 6 e i 12 Cdp dovrebbe entrare con il 51%. Il peso della famiglia Benetton scenderebbe tra il 10 e il 12%, uscendo, quindi, dal consiglio di amministrazione proprio perché sotto soglia delle azioni detenute. Una seconda fase prevede la quotazione per aumentare l’azionariato diffuso e portarlo a una quota fino al 50%. Questo abbasserebbe ulteriormente la quota di presenza della famiglia Benetton.
Una macchina da soldi che ha risparmiato sulle manutenzioni
Solo 4 miliardi per le manutenzioni negli ultimi 10 anni mentre ai soci sono andati 6 miliardi di remunerazione per aumentare i dividendi. A fare la parte del leone è stata Atlantia che detiene l’88 per cento delle azioni Aspi.

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