Padre Tasca: «Voglio essere non un francescano vescovo, ma un vescovo francescano»

La cerimonia di ordinazione episcopale in piazza della Vittoria e il passaggio del pastorale dal cardinale Angelo Bagnasco. Tasca è ora a capo della diocesi di Genova ed è metropolita della chiesa ligure. Il saluto del sindaco Marco Bucci


Il discorso del nuovo arcivescovo, monsignor Marco Tasca

Carissimi fratelli e sorelle dell’amata Chiesa di Genova, mia novella sposa,
fratelli e sorelle tutti qui presenti,
il Signore vi dia pace!
Insieme al Papa, desidero esprimere la mia gratitudine al vescovo Angelo, che mediante l’imposizione delle mani e la preghiera mi ha unito al collegio apostolico. Da lui ricevo il testimone della guida di questa porzione di popolo di Dio: la tradizione che da questo momento ci lega anche sacramentalmente sia segno di una comunione nel servizio alla Chiesa genovese, che continuerà nel tempo, pur nelle mutate forme.
Grazie anche ai confratelli vescovi qui presenti; ai presbiteri, in particolare quelli che formano il presbiterio genovese; ai diaconi; ai membri della vita consacrata; ai seminaristi; ai fedeli laici; alle autorità di ogni ordine e grado; a tutti gli uomini di buona volontà che si sono stretti intorno a me in questo momento così solenne e significativo. Con molta semplicità vorrei dirvi che desidero essere vostro fratello, non solo vostro padre: cammineremo insieme, prendendoci cura gli uni degli altri, manifestando con la vita prima ancora che con le parole il nostro essere comunità di fratelli e sorelle in Cristo.
Ringrazio commosso la mia famiglia di origine: mio padre Antonio e mia madre Santa, che già godono della luce della presenza del Signore; i miei 8 fratelli: quelli che già sono in Cielo, quelli qui presenti e quelli che, non potendo accompagnarci fisicamente a motivo della malattia, sono con noi attraverso la preghiera. In questa famiglia il buon Dio mi ha fatto nascere non solo alla vita della carne, ma a quella dello Spirito, nella comunità cristiana di Sant’Angelo, che ho sempre portato nel cuore. L’educazione cristiana ricevuta in famiglia e in parrocchia, semplice ma solida nella sua essenzialità, è stata e resta per me un punto di riferimento costante.
Al grazie alla famiglia naturale desidero unire il grazie alla mia famiglia di elezione: l’Ordine dei Frati Minori Conventuali, qui rappresentato dal Ministro Generale e da tanti confratelli giunti da diverse parti del mondo. Dei miei 63 anni, ben 53 sono trascorsi in fraternità: capite che devo tutto a questa famiglia! Prego Dio che si realizzi l’augurio che ho ricevuto in questi giorni, di non essere semplicemente un francescano vescovo ma un vescovo francescano!
Ringrazio i tanti amici presenti e coloro che, pur volendolo, non sono riusciti ad essere qui oggi. Chi mi conosce sa che per me l’amicizia è un valore fondamentale: con i tanti amici che vedo qui ho vissuto esperienze meravigliose e indimenticabili, sperimentando la bellezza dell’amicizia in Cristo mediante la condivisione di gioie e dolori, nella semplicità e nella fraternità.
Infine, ma non per ultimo, ringrazio tutti coloro che, a vario titolo, si sono adoperati per la realizzazione di questo evento. Il Signore, che conosce i cuori e sa di che cosa abbiamo bisogno, tutti ricompensi con la sua grazia e la sua benedizione.
E ora, amati fratelli e sorelle, cominciamo a servire il Signore, cercando insieme il volto del Padre per essere testimoni autentici della gioia di appartenere al suo Figlio Gesù Cristo.


Il sindaco Marco Bucci ha salutato, oltre al cardinal Angelo Bagnasco, il nuovo arcivescovo metropolita dicendo che <Genova è vicina alla Chiesa e la Chiesa è vicina alla città. La Chiesa fa molto per la città. Non solo le parrocchie, non solo per quanto riguarda gli aiuti per chi ha bisogno. La Chiesa fa quello che l’Amministrazione non riesce a fare. Ad esempio, attraverso i cappellani del Lavoro, cercare e trovare lavoro a chi non lo ha>.
<Genova è una città complessa – ha aggiunto il Sindaco -. Una città che sa tirarsi su le maniche. Lo abbiamo dimostrato all’Italia e al mondo. Non solo i genovesi, ma anche Genova, hanno bisogno di una guida spirituale che tenga la barra della nave. Noi, Lei, la Chiesa faremo grande Genova>.


Lo stemma

Il motto scelto è “Ostende nobis patrem”. <Queste parole, scelte da padre Marco per il proprio motto episcopale, sono tratte dal Vangelo di Giovanni laddove lo stesso narra del congedo di Gesù dagli Apostoli e, particolarmente, riporta le parole di Filippo che, rattristato dall’imminente abbandono di Gesù per ritornare al Padre, condizione affinché anche i discepoli possano a loro volta conoscerLo, nell’estremo tentativo di trattenere il Maestro gli dice che potrebbe far vedere loro il Padre senza abbandonarli>. Cliccando qui, trovate l’intera descrizione dello stemma.

La bolla papale del Papa Francesco

La biografia di padre Tasca sul sito della Curia

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