Scompare Giannino Robiglio, uno dei papà di Euroflora

Coltivatore di orchidee e altre piante con serra a Pegli, innamorato della zona in cui viveva e lavorava, tanto da farsi carico della menutenzione delle aiuole, è stato a lungo la regia di Euroflora assieme a Ettore Zauli, all’epoca direttore del servizio giardini del Comune. Ai tempi in cui la manifestazione attraeva quasi 750.000 spettatori

Era stato più volte presidente di Confagricoltura che ora lo ricorda con commozione spiegando che era <la storia, del florovivaismo genovese e ligure, ma potremmo dire serenamente italiano, ed una parte importantissima della storia centenaria di Confagricoltura, di Genova, della Liguria e del Paese intero>.
Nato ad Alessandria nel 1937, diploma di ragioniere e perito commerciale, Giovanni, per tutti “Gianni” (o, meglio “Giannino”), Robiglio è stato titolare fino a pochissimo tempo fa dell’Agricola Pegliese. Un’istituzione del florovivaismo italiano, nata nel lontano 1962, produttrice di fiori recisi di orchidea, piante ornamentali da interno e da giardino, con commercializzazione all’ingrosso e punto vendita al minuto, nonché titolare della ditta individuale, ormai con alle spalle 30 anni di storia, impegnata nella manutenzione del verde.
<Ad elencare gli incarichi avuti si impiegherebbe decisamente tanto tempo – spiega Andrea Sampietro, della direzione dell’associazione -. Più volte presidente di Confagricoltura Genova, già consigliere di amministrazione della Cassa di Risparmio di Genova, consigliere nella Fondazione della stessa banca, motore propulsore della storia intera di Euroflora, dagli albori fino all’ultima edizione di due anni fa. Presidente di Enapra Liguria, di Agrigespe SRL, insignito dal Comune di Genova di onorificenza per il servigio alla sua città. Membro di Giunta nella Fiera di Genova, seppure la salute lo stesse sempre più fiaccando, nel corpo ma non certo nello spirito, aveva in una fresca mattina, prestissimo, voluto fare un giro all’ultima edizione di Euroflora, quella dei Parchi di Nervi, per vivere ancora una volta quella magia che lui, insieme ad altri, aveva plasmato in tante edizioni, portando la kermesse floricola ad un livello primario nel mondo.
Da sempre e con grande orgoglio socio di Confagricoltura. Cinquant’anni e rotti al servizio della storia di questa organizzazione, con ruoli apicali anche in seno a Confagricoltura Liguria, Giannino era sempre pronto a nuove imprese, sempre attento ad ogni esigenza, anche la più piccola, di ogni azienda associata. Serio ed unico interlocutore della pubblica amministrazione, sapeva farsi apprezzare da tutti. Perchétutti gli riconoscevano, da sempre, autorevolezza, trasparenza, serietà e quella galanteria d’altri tempi che lo portava ad avere una parola, un’unica parola.
Mancherà a tanti, soprattutto a chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui, di sognare con lui, di costruire con lui. Confagricoltura gli deve molto, e lui, ne siamo certi, entra di diritto nella storia dei grandi uomini, prima che imprenditori, che hanno fatto la storia centenaria di Confagricoltura. L’agricoltura e la floricoltura genovese, ligure e nazionale perdono uno dei propri fiori migliori>.

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