La rete dei pusher che controllava i vicoli si appoggiava su negozi etnici VIDEO

Operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Genova, comandanti dal colonnello Gianluca Feroce e coordinata dalla Procura di Genova. Gli stranieri erano arrivati a controllare il territorio. Laboratori in appartamenti e locali abbandonati mentre il denaro, provento dell’illecita attività, veniva raccolto e ben stipato nei locali di alcune attività commerciali già esistenti nei carruggi, gestiti da individui di etnia senegalese o nordafricana

Alle prime luci dell’alba di oggi 8 giugno, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Genova hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Genova nei confronti di 18 soggetti (tutti di origine straniera, per lo più senegalese), ritenuti a vario titolo, responsabili del reato di spaccio e detenzione in concorso di sostanze stupefacenti del tipo cocaina. I provvedimenti scaturiscono dall’attività di indagine denominata “Skydive condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia CC Genova Centro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, procuratore aggiunto Francesco Pinto e sostituto procuratore Francesca Rombolà. Le indagini partono nell’ottobre 2017 da una serie di arresti in flagranza di reato operati dai militari della Compagnia di alcuni individui – per lo più appartenenti alla nazionalità senegalese – coinvolti in una ramificata attività di spaccio di cocaina svolta nel centro storico di Genova, per concludersi poi nel gennaio 2019 con la richiesta di emissione di misure cautelare per tutti i soggetti coinvolti. Le attività investigative, svolte attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’installazione di telecamere occultate, con quotidiani servizi di OCP ed interventi di “riscontro”, hanno consentito di ricostruire l’intera rete di spacciatori che agivano nel cuore del Centro storico Genovese.

Sono state documentate centinaia di cessioni avvenute su un arco temporale sia diurno che notturno, senza soluzione di continuità, dato che ha dimostrato come l’illecita attività avesse preso il sopravvento sullo stesso tessuto socio-economico di quei sestieri genovesi. In particolare gli indagati operavano una spartizione delle strade del centro storico, prendendo sempre come punto di riferimento alcuni appartamenti e locali abbandonati (dove gli stessi avevano creato dei piccoli laboratori per la preparazione della sostanza stupefacente ed il relativo confezionamento per la vendita al dettaglio), mentre il denaro, provento dell’illecita attività, veniva raccolto e ben stipato nei locali di alcune attività commerciali già esistenti nei carruggi genovesi gestiti da individui di etnia senegalese o nordafricana. I militari nel corso di tutta l’indagine hanno effettuato 33 arresti in flagranza di reato (art. 73 DPR 309/90) ed il sequestro di un quantitativo complessivo pari a circa 9.000 dosi di cocaina/crack, attività investigativa che ha dimostrato come gli stessi indagati risultassero tutt’oggi coinvolti nello spaccio nel centro storico.

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