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Prevenzione Covid, disastro Liguria: solo 376 primi test e quasi 5 positivi ogni 100 tamponi

FIRMATE LA NOSTRA PETIZIONE PER CHIEDERE PIU’ TAMPONI!!! Con un numero così basso di test, si può davvero capire il reale andamento dell’epidemia in Liguria? 17 i nuovi infetti su soli 375 test molecolari a nuovi casi: il 4,5%.
In Veneto il doppio dei test e la metà degli infetti ogni 100 mila abitanti. La prevenzione funziona. Dove la fanno.

In 15 regioni i nuovi contagiati sono sotto i 5, di queste 4 sono a zero. La nostra continua invece a essere tra le regioni che ogni giorno hanno più infetti, tra la prima e la quarta posizione (quella di oggi), determinata dal fatto che i tamponi sono ai minimi termini. In che posizione saremmo se i tamponi fossero, in proporzione, gli stessi delle regioni più lungimiranti? Quanti infetti in più verrebbero individuati?

Continuano a calare i test in Liguria e sono scesi addirittura sotto il “livello di guardia al ribasso” dei 1.000 (solo 946 a fronte dei 3.000 promessi tre settimane fa, a fronte dei 14.143 del Veneto). Parole e ancora parole, tutto e il contrario di tutto sul fronte della prevenzione del contagio. Con una sola costante: pochi tamponi. Parole come quelle pronunciate all’avvio del laboratorio (finanziato dai privati, perché la Regione non ci ha investito direttamente come invece hanno fatto tante regioni, dal Veneto alla Puglia), quando si è detto che entro una settimana si sarebbe arrivati a mille tamponi a regime in quel centro. A oggi, tre settimane dopo, non se ne fanno mille nemmeno in tutta la Liguria.

FIRMATE QUI ANCHE VOI LA NOSTRA PETIZIONE PER CHIEDERE PIU’ TAMPONI ALLA REGIONE. IN POCHE ORE HA OTTENUTO GIA’ QUASI MILLE FIRME

Intanto, dopo il caso della donna che ha atteso 74 giorni per il tampone (lo abbiamo pubblicato ieri) sono arrivate a GenovaQuotidiana decine di testimonianze: anziani che non hanno ricevuto mai il test perché <tanto non dovete tornare a lavorare> (come se essere anziani escludesse al diritto di avere una diagnosi), famiglie abbandonate senza sapere cosa fare, persone che avevano tutti i sintomi del Coronavirus ma non sono state messe in quarantena, libere di andare in giro a infettare gli altri. Forse non è un caso che la Liguria abbia quasi il doppio di contagi in rapporto agli abitanti rispetto al Veneto.

La Liguria è seconda per numero di contagiati dopo la Lombardia sia in senso assoluto, sia negli ultimi 7 giorni

Gli elementi del disastro della sanità regionale dalla percezione dei cittadini ai numeri

Gli elementi del disastro c’erano tutti e disastro è stato, con 623 casi positivi ogni 100 mila abitanti in Liguria e soli 390 nel Veneto (quasi la metà) che ha fatto prevenzione col doppio dei tamponi. Solo 7.027 ogni 100 mila abitanti i tamponi in Liguria, 14.143 nel Veneto, cioè esattamente il doppio. Nella nostra regione ci sono stati il doppio degli infetti e la metà dei tamponi, dunque: tutto torna. Con la concreta possibilità che un mare di positivi non sia stato censito viste le resistenze della sanità regionale ad effettuare il test e che il computo sia ampiamente sottostimato.

FIRMATE QUI ANCHE VOI LA NOSTRA PETIZIONE PER CHIEDERE PIU’ TAMPONI ALLA REGIONE. IN POCHE ORE HA OTTENUTO GIA’ QUASI MILLE FIRME

Le giustificazioni accampate di volta in volta dalla Regione e da Alisa sono state le più svariate: ora la carenza dei reagenti (quando già il Veneto viaggiava a 14 mila tamponi al giorno e le altre regioni più colpite a 3/4 mila e quindi i reagenti li avevano), ora una macchina rotta, ora la scheda del nuovo macchinario saltata, ora una percentuale di errore nel test per affermarne l’inutilità (salvo poi indirizzare i cittadini verso i test sierologici – con maggiore percentuale di errore – a pagamento in strutture private). I fatti, quelli del Veneto, affermano l’esatto contrario.

Assistenza domiciliare in grave ritardo e Cup ancora al palo mentre i privati fanno affari d’oro

A tutto questo si deve unire il fallimento dell’assistenza domicilare, soprattutto in Genova e città metropolitana, dove i GSat (che si dovevano poggiare un un servizio territoriale via via sgretolato in questi anni) sono partiti dopo due mesi dall’inizio della pandemia e nel centro di Genova, privatizzati e avviati solo due mesi e mezzo dopo.

Il Cup era stato annunciato in apertura ai primi di giugno: anche in questo caso solo parole. Perché un nuovo annuncio parla di un periodo tra il 15 e il 23. E intanto i cittadini vanno in frotte a pagare gli esami magari non urgentissimi (ma necessari a fronte di malanni non mortali, ma invalidanti o pericolosi a lungo termine) nei laboratori privati. Non si hanno notizie del riavvio della chirurgia in elezione negli ospedali pubblici mentre le cliniche private si riempiono di prenotazioni per gli interventi.

Tutto questo senza un briciolo di autocritica da parte della Regione, dell’assessorato competente e di Alisa che non fanno altro, nelle conferenze stampa quotidiane, che magnificare i loro “ottimi risultati” (autovalutati, mentre ormai anche sui social le critiche dei cittadini sono un’onda irrefrenabile), concentrati nello slogan dell’ottimo funzionamento dei reparti ad alta intensità. Vero. Ma tutto il resto, sotto, è stato tutt’altro che perfetto.

Proseguono, nel frattempo, le indagini della magistratura sulla mattanza di anziani nelle Rsa. Per ora sono indagati i direttori sanitari di alcune strutture.

I dati di oggi

RegioneInfetti oggiMorti oggiTamponi oggiCasi ogni
100mila ab.
Liguria175946623
Veneto2014.143390
Fonte: ministero della Salute su dati delle Regioni. Elaborazione GenovaQuotidiana

Oggi i morti in Liguria sono ancora 5. Tre i morti negli ospedali dalle 14 di ieri alle 14 di oggi. 40 i guariti. 17, si è detto, i nuovi infetti.
La prevenzione attuata in Veneto fa sì che ci siano oggi solo 2 contagiati e nessun morto. È per questo che vi chiediamo di firmare la nostra petizione per aumentare i tamponi proporzionandoli a quelli del Veneto.

FIRMATE QUI ANCHE VOI LA NOSTRA PETIZIONE PER CHIEDERE PIU’ TAMPONI ALLA REGIONE. IN POCHE ORE HA OTTENUTO GIA’ QUASI MILLE FIRME

Intanto già in queste ore i cittadini del nord stanno calando verso le seconde case. Nel fine settimana si prevede l’assalto. Tutto questo mentre la Lombardia conta oggi ancora 237 infetti e il dato dei deceduti non viene aggiornato.

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