Report, Locatelli (Alisa) decide di fare scena muta sulla questione “Sereni Orizzonti”

798.402 euro in tre mesi alla struttura di Sestri Ponente che offre fino a 70 posti letto a media e bassa intensità per pazienti Covid e che fa capo al gruppo nazionale il cui fondatore e azionista di maggioranza è Massimo Blasoni che in passato aveva già patteggiato per bancarotta, evasione fiscale e corruzione aggravata e che è attualmente indagato per truffa aggravata al Sistema sanitario nazionale per una cifra ipotizzata di 10 milioni di euro

L’assegnazione dei 70 posti da parte del soggetto attuatore sul nostro territorio (Giovanni Toti in qualità di presidente della Regione Liguria) non è avvenuta con gara, ma tramite procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando come concesso in deroga per l’emergenza. L’assegnazione a Sereni Orizzonti riconosceva per il periodo tra il 20 marzo e il 20 aprile 304.500 € (l’impegno di liquidazione è stato firmato il 6 maggio), quindi una nuova assegnazione chiesta da Alisa (nonostante i 350 posti liberi sulla nave-ospedale) prevede altri 240 mila euro al mese per 2 mesi per un totale massimo di 484.2018 € più 9684,36 € come “incentivo” (quindi 493.902,36 ).

Nella seconda assegnazione si legge che vengono riconosciuti a Sereni Orizzonti 113 € per paziente al giorno, con una quota minima di 35 pazienti comunque riconosciuta. Ai servizi richiesti per il primo mese (servizio di manutenzione delle camere, la preparazione la somministrazione dei pasti, la pulizia e la sanificazione della struttura nel suo complesso, l’adeguata formazione del personale infermieristico e Oss) altri servizi quali la messa disposizione di dispositivi di protezione individuale per gli operatori, la presenza del direttore sanitario e di un medico internista con reperibilità diurna e notturna, la presenza di due infermieri e cinque oss nelle 24 ore, l’adeguato smaltimento dei rifiuti secondo quanto stabilito, il rispetto dei criteri e delle modalità di accesso imposti da Alisa.

Il luogo dove vengono stoccati i rifiuti della Struttura Sereni Orizzonti prima dello smaltimento. Foto del 13 aprile

Nel decreto c’è scritto anche che, se non ci fosse più necessità del servizio per l’esito positivo del decorso della pandemia, si potrà interrompere il contratto valido fino al 19 giugno.

Sotto i 3 documenti: la prima assegnazione, la liquidazione e la seconda assegnazione, che potete scaricare e leggere.

La Sereni Orizzonti Spa, con sede legale a Udine, dopo l’arresto di Blasoni avvenuto nell’ottobre 2019, l’11 novembre dello stesso anno ha cambiato la governance per poter proseguire l’attività come consentito dalla magistratura che ha così evitato licenziamenti e problemi per le famiglie dei ricoverati. La holding del gruppo è guidata ora dall’amministratore unico Simone Bressan che continua ad occuparsi della finanza straordinaria dell’intero gruppo, mentre la Spa operativa ha come presidente il socio fondatore Giorgio Zucchini, che ha assunto anche le deleghe alla riorganizzazione aziendale. In attesa degli esiti del processo del precedente vertice della società per azioni.

L’intervista senza risposte di Locatelli a Report. Il resto della trasmissione, compreso il servizio su Sereni Orizzonti di Borghetto Santo Spirito, lo potete vedere a questo link.

La trasmissione di Rai3 “Report” si è occupata di una delle 90 Rsa del gruppo Sereni Orizzonti in Italia, quella di Borghetto Santo Spirito (Savona), dove si sono registrati 17 morti dei quali 14 in una settimana su 47 ospiti, spiega nel suo servizio. Contemporaneamente, su 18 dipendenti, 16 erano in malattia.
Nel servizio di Report si parla della contemporanea decisione di Alisa di affidare il servizio alla sede genovese di Sereni Orizzonti in via Siffredi, inaugurata e accreditata da poco, poi dei morti nelle Rsa liguri: 801 dal 20 febbraio al 5 aprile scorsi e dei pieni poteri assunti dal commissario straordinario (da oltre 4 anni) Walter Locatelli, manager proveniente dalla sanità lombarda, per la gestione del Covid.
La giornalista di Report Rosamaria Aquino chiede a Locatelli <sulla base di cosa è stata scelta la Sereni Orizzonti>.
<Sulla base di strutture disponibili sul territorio> risponde Locatelli.

La giornalista di Report incalza e ricorda il caso della Rsa di Borghetto Santo Spirito. <Nelle strutture per anziani io credo che non ci siano ricoverati se non sotto i 70 anni (forse voleva dire il contrario n. d. r.). Questo maledetto virus colpisce lì> dice il commissario Alisa. In realtà colpisce tutte le età (questo è bene saperlo sgomberando il campo da malintesi), ma la mortalità è più alta tra gli anziani.
Il discorso viene poi portato da sul personale di Sereni Orizzonti: <Quanto può aiutare questo virus il fatto che 16 operatori su 18 si mettono in malattia e non vanno a lavorare> chiede Aquino. <Non glielo so dire> risponde Locatelli. La giornalista tenta di portare il discorso sull’inchiesta giudiziaria <che ha investito Sereni Orizzonti>. Il commissario straordinario Alisa dice: <Noi abbiamo sospeso l’accreditamento di una struttura>. Poi Locatelli comincia ad armeggiare col telefonino. <A questa struttura voi avete affidato una missione strategica – incalza Aquino -. Secondo la procura di Udine (Sereni Orizzonti n. d. r.) avrebbero truffato per 10 milioni di euro lo Stato cercando di ridurre proprio i costi del personale>.
<Lei ha altre strutture nuove e libere su Genova?> ribatte il commissario straordinario Alisa. <Anche in questo caso, in Liguria come in Lombardia si è scelto in emergenza> aggiunge la giornalista.
Locatelli, a quel punto, decide che l’intervista è finita: <Non ho capito cosa voleva farmi dire – esclama – ma è simpatica lo stesso. Ha anche gli occhi belli, però dopo un po’… cosa voleva farmi dire?>. Si alza e se ne va, senza, di fatto, rispondere. Avrebbe detto “Lei ha gli occhi belli” a un giornalista uomo?

Sotto il nostro articolo del 26 ottobre 2019 sull’arresto del patron di Sereni Orizzonti Massimo Blasoni.

Blasoni è indagato per truffa aggravata al Sistema sanitario nazionale, nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza provinciale di Udine. L’imprenditore udinese era stato arrestato il 24 ottobre scorso. Era rimasto in cella sino al 10 dicembre, quando il gip gli aveva concesso i domiciliari. Lo stesso giudice, il 24 gennaio scorso, ha ritenuto non più elevato il rischio di inquinamento delle prove e reiterazione dei reati contestati dalla Procura.
Blasoni è accusato di truffa aggravata in diverse regioni e di alcuni ospiti delle case di riposo: secondo la procura di Udine gli anziani assistiti dalle strutture della Sereni Orizzonti sarebbero rimasti a lungo soli, il personale avrebbe coperto meno ore rispetto a quelle pagate con soldi pubblici.
La scarcerazione, precisa in una nota il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo, con le acquisizioni testimoniali e con la <radicale modifica della governance della società> ha ritenuto che <siano venuti meno l’elemento del pericolo di inquinamento probatorio e quello della possibile reiterazione delle condotte criminose>. Cioè: sono venute meno le esigenze cautelari,
Gli arresti domiciliari sono stati revocati anche per altri quattro indagati mentre per altri 3 erano stati revocati in precedenza.
Fondamentale per la scarcerazione il cambio di governance della società, che ha previsto l’azzeramento dei vertici coinvolti nello scandalo. Nei tre mesi in cui gli indagati sono rimasti ai domiciliari, la Guardia di finanza, che conduce le indagini, ritiene di aver raccolto tutte le prove necessarie: la documentazione e le testimonianze necessari a completare e perfezionate l’imputazione, espandendone anche l’estensione temporale (tutto il 2019) e territoriale (oltre a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana e Sicilia).
L’ipotesi accusatoria vede Blasoni, socio maggioranza e numero uno di Sereni Orizzonti, al vertice e al coordinamento di un gruppo dirigenziale che erogava prestazioni socio-sanitarie al di sotto dei parametri di legge, per garantirsi, sempre e comunque, i margini di profitto attesi attraverso il conseguimento di contributi pubblici per l’abbattimento della retta di degenza e a titolo di rimborso di oneri sanitari. Anche quando a mancare era lo stesso personale, dagli infermieri ai fisioterapisti, giocando sulla “sistemazione” artificiosa del minutaggio delle ore prestate.

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