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Fos, pmi genovese, brevetta un caschetto per il monitoraggio dell’ictus

Il “Brain Stroke Helmet”, wearable device medico dedicato al monitoraggio di pazienti nella fase post-ictus, unico nel suo genere, è stato pensato per analizzare l’andamento del decorso successivo all’evento al fine di prevedere e prevenire possibili complicazioni

Fos S.p.A, PMI genovese di consulenza e ricerca tecnologica, quotata al segmento AIM di Borsa Italiana, attiva nella progettazione e nello sviluppo di servizi e prodotti digitali per grandi gruppi industriali e per la pubblica amministrazione, rende noto che l’area R&D dedicata all’Ingegneria ottiene un grande risultato con il conseguimento del brevetto – presso l’’ufficio brevetti di stato della Repubblica di Lituania – per il caschetto dedicato al monitoraggio post- ictus sviluppato nel Centro di Ricerca congiunto “BIOTECH LAB” creato dal Gruppo Fos a Kaunas (Lituania), insieme a KTU – Kaunas Technology University – e LSMU – Lithuanian University of Health Sciences – dedicato all’ingegneria applicata al mondo biomedicale.

Il conseguimento del brevetto è un traguardo molto importante per Fos SpA, il cui team dedicato al “Biomedical, Healthcare & Life Sciences” ha impiegato tre anni e molte risorse nello studio delle applicazioni per patologie neurologiche e per la collettività con investimenti in parte finanziati dalla Società e in parte da fondi per la ricerca ottenuti dal Ministero dell’Economia Lituano.

Grazie al raggiungimento di questo traguardo Fos S.p.A. a breve attiverà i primi trial clinici che si concluderanno entro la conferenza “Life Science Baltic” (LSB 2020) tuttora in programma per fine settembre 2020 a Vilnius dove verrà presentata la nuova versione del sistema; a seguire l’apertura di un primo laboratorio per l’industrializzazione della pre-serie (fino a 100 pezzi) del dispositivo e la ricerca di un partner industriale del settore biomedicale col quale

poter arrivare a un prodotto di mercato.

Da un’analisi dei dati sull’aumento dei danni cerebrali causati dall’alterazione della circolazione del sangue nel cervello, il device proposto da Fos S.p.A è un ottimo esempio di “Deep Tech” e ha tutte le caratteristiche per aiutare il settore sanitario ad affrontare una delle sfide più problematiche del nostro tempo.

A livello nazionale, ogni anno si registrano almeno 100.000 nuovi ricoveri dovuti all’ictus cerebrale, di cui circa un terzo delle persone colpite non sopravvive ad un anno dall’evento, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità. Il numero di persone che attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus ha raggiunto la cifra record di quasi un milione.

Il problema non è solo dell’Italia, infatti, secondo lo studio del 2018 presentato dall’”Osservatorio Ictus Italia”, l’ictus cerebrale rappresenta la prima causa di invalidità nel mondo, la seconda di demenza e la terza di mortalità nei paesi occidentali. E nonostante quest’ultima negli ultimi quindici anni sia diminuita, tutte le proiezioni indicano che, entro i prossimi venti anni, a causa dell’invecchiamento della popolazione, si verificherà un complessivo aumento di oltre il 30% del numero totale di casi di ictus nell’Unione Europea, come emerso anche dal rapporto “The Burden of Stroke in Europe”, condotto dai ricercatori del King’s College di Londra, che hanno esaminato dati e informazioni provenienti da 35 nazioni europee.

Enrico Botte, AD di Fos S.p.A., ha dichiarato: “Il device ha già raccolto grande interesse da parte di player che operano a livello internazionale nel settore biomedical e siamo certi che la sperimentazione non tarderà ad essere attuata”. Alla luce degli studi in corso sulla relazione tra COVID-19 e l’aumento del rischio di ictus ischemico non è da escludere che il nostro device possa essere in futuro impiegato per lo studio delle complicanze neurologiche causate da infezione da coronavirus”.

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