Coronavirus, Confesercenti: “La Liguria tagliata fuori dalle misure del Governo”

Il presidente Benedetti: <Nel migliore dei casi le imprese stanno perdendo tra il 30 e il 40% del fatturato, per non parlare di chi nel settore turistico è alle prese con cancellazioni che arrivano a luglio, problematiche di rimborsi e contenziosi>

La Liguria è totalmente esclusa dalle misure del D.L. n. 9 del 2 marzo 2020, recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, di fatto esclusivamente dedicato ad interventi per i 13 comuni della c.d. “zona rossa”, rispetto ai quali peraltro molte misure risultano decisamente insufficienti, ad esempio le proroghe delle scadenze al 31 marzo.

Addirittura l’art. 17, quello sulla cassa integrazione in deroga, uno dei provvedimenti più attesi dalle aziende del terziario già fortemente colpite, nonché l’unico che va oltre i confini appunto della “zona rossa”, interessa solo ed esclusivamente Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.

< Non possiamo in alcun modo accettare una situazione di totale esclusione dalle misure di sostegno a imprese e cittadini liguri – dice Marco Benedetti, Presidente di Confesercenti Liguria – in una situazione dove nel migliore dei casi i nostri soci stanno perdendo tra il 30 e il 40% del fatturato, per non parlare di chi nel settore turistico è alle prese con cancellazioni che arrivano a luglio, problematiche di rimborsi e contenziosi. Attendiamo a breve un provvedimento correttivo, forse già da venerdì, che includa la Liguria tra le regioni beneficiarie degli ammortizzatori sociali, FIS ed cassa integrazione ordinaria compresi, incrementare gli interventi per il settore turistico in senso ampio (alberghi, pubblici esercizi, agenzie di viaggio e tour operator, guide turistiche, extra alberghiero, ecc…), estendere i termini di rinvio delle scadenze almeno a 12 mesi, verificando anche la possibilità di cancellazione del dovuto e prevedere comunque modalità di pagamento a rate quando le proroghe saranno scadute. Queste – conclude Benedetti – sono le condizioni minime e indispensabili per creare le condizioni di ripartenza quando l’emergenza sanitaria si sarà affievolita >.

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