Decreto Coronavirus: vietato entrare o uscire dalle aree focolaio. Stop a lavoro e scuola – IL VIDEO

Interrotte le attività sportive domani in Veneto e Lombardia. Sospensione dei viaggi scolatici a Vo’ (nel Veneto) e nel Lodigiano, ma il divieto si potrebbe ampliare a brevissimo. Il ministro dell’istruzione ci sta già lavorando. Rimandate le partite Verona-Cagliari, Atalanta-Sassuolo e Inter-Sampdoria

Decreto legge Coronavirus illustrato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo l’azione in sede di consiglio dei ministri. Non è consentito l’ingresso o l’allontanamento dei cittadini della aree focolaio. È disposta la sospensione di attività lavorative, soppresse manifestazioni pubbliche ed eventi (comprese le funzioni religiose), la didattica educativa e scolastica.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presieduto la riunione del Comitato operativo sul Coronavirus al Dipartimento della Protezione Civile. Al vertice hanno partecipato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, il Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese e il Ministro dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Successivamente, nella stessa sede, si è svolta la riunione del Consiglio dei Ministri.

Conte ha spiegato che i ministri potranno adottare ulteriori misure che non riguardano le aree dei focolai. Nel Consiglio dei ministri è stato concordato di sospendere tutte le manifestazioni sportive nel Veneto e in Lombardia, comprese le partite di calcio di domani. Sospesi i viaggi di istruzione in Italia e all’estero, misura che vale già per Vo’ e per il Lodigiano. Ulteriori misure limitative potranno essere prese dalle autorità locali competente. Non è prevista la limitazione della libertà personale dei cittadini delle aree focolaio, ma dovranno restare all’interno del territorio circoscritto. A chi gli chiedeva quali fossero le eventuali pene stabilite per chi non rispettasse la regola, Conte ha ricordato che esiste l’articolo 650 del Codice penale (l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità: chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro), ma, ha aggiunto il presidente del Consiglio <non la metterei sulla prospettiva punitiva>. La misura sarà fatta rispettare dalle forze di polizia <o, se necessario, anche dalle forze armate – ha detto Conte -, ma sono sicuro e fiducioso che ci sarà un’intensa collaborazione>. Proprio durante il Consiglio dei ministri il premier ha appreso che una famiglia si è spostata dall’area focolaio e si è trasferita al sud. Si tratta, comunque, di persone non infette.
Al momento, ha detto il Presidente del consiglio rispondendo a specifica domanda, non ci sono elementi per la sospensione del trattato di Schengen <misura draconiana che ora suona decisamente sproporzionata> ha spiegato. Aggiungendo che <ogni misura deve essere commisurata e deve essere attuabile>. Solo in Friuli ci sono spostamenti transfrontalieri di 27 mila persone in auto più 8.500 in pullman. I valichi sono decine. Gli spostamenti transfrontalieri in Lombardia sono 153 mila. <Fermare Schengen sarebbe devastante per l’Economia – ha detto Conte -. Non vogliamo fare dell’Italia un lazzaretto>. In un prossimo decreto saranno licenziate misure di sostegno all’economia locale delle zone dei focolai, dove è sospeso il lavoro: sovvenzioni, indennizzi, cassa integrazione per <compensare il disagio che stiamo dando all’economia>.

Il Premier ha concluso dicendo di <non abbandonarsi a fenomeni di panico o allarmismo>.
<Gli italiani – ha detto – devono fidarsi delle autorità sanitarie, poi di quelle politiche e amministrative locali>.

Secondo il capo della protezione civile Angelo Borrelli <sono 76 le persone colpite dal virus, situate in 5 Regioni: 54 di loro sono in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Ad ora sono 33 le persone ricoverate con sintomi, di cui 18 in terapia intensiva, 11 invece sono in isolamento domiciliare. Due i deceduti, mentre una persona è stata dimessa dallo Spallanzani>.

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